Silurato il commissario scomodo dell’Agcom

Di   6 Maggio 2011
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Via Pino Bruno (il bloggante aveva incontrato Nicola D’Angelo lunedì a Milano) UPDATE:

Il relatore non potrà relazionare. Il commissario dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni (AgCom) Nicola D’Angelo, non sarà più relatore delle discusse regole da introdurre per tutelare il diritto d’autore su internet. Scrivono Aldo Fontanarosa e Leandro Palestini sul blog Antenne di Repubblica.it che “dai corridoi del Garante, trapela una notizia inattesa: D’Angelo è stato sollevato dall’incarico di relatore e sarà sostituito da un altro degli otto commissari”. L’interessato conferma ma non commenta. L’antefatto è ben raccontato da Fontanarosa e Palestini.

“Da dicembre, il Garante lavora ad un pacchetto di norme a tutela – dice – del diritto d’autore in Internet. Così ha voluto il governo Berlusconi, il governo della tv, che ha incaricato il Garante di mettere mano alla questione. Queste regole – che toccano la possibilità di utilizzo dei contenuti video o musicali in Rete – sono state delineate e subito dopo sottoposte a consultazione pubblica. In sostanza  – prima di assumere decisioni definitive in una materia così incandescente – il Garante ha abbozzato un documento ed ha cercato di raccogliere i pareri di aziende, associazioni, politici, cittadini. Chiunque volesse, ha potuto dire la sua. Su questo percorso, finora lineare, cade ora e di colpo un masso enorme.

Quella del Garante è una “istituzione collettiva”, dentro la quale lavorano otto commissari più il presidente. Due di questi otto commissari, come per ogni provvedimento in discussione, si adoperano come “relatori”. In sostanza prendono in carica le regole in esame e si preoccupano di stilarne una versione definitiva, prima di sottoporle al voto finale.

Sul diritto d’autore e su Internet i relatori erano due: il cattolico Gianluigi Magri, medico e cardiologo bolognese, ex consigliere comunale ed ex sottosegretario; poi Nicola D’Angelo, già magistrato amministrativo e docente universitario.

Per sua vocazione, in queste settimane difficili, D’Angelo è stato un tenace difensore dell’Internet libero: le regole – ha spiegato più volte – sono necessarie, ma senza esagerare nelle restrizioni, nelle limitazioni… Chi ha chiesto la testa di D’Angelo? Perché è stato rimosso? Domande che arrivano in una giornata cupa per le libertà della Rete”.

Esautorato – nei fatti – il commissario AgcCom più attento alla tutela dei diritti di libertà in rete, il pacchetto di regole potrebbe avere una deriva soffocante. La tutela del diritto d’autore potrebbe diventare pretesto per operazioni di pesante censura, come sta accadendo in Francia con la legge Hadopi.