Quando l’emergenza si chiama Bertolaso

Alberto Statera su Repubblica.it

La «Bertolasocrazia», evoluzione emergenziale della turpe Burocrazia, espunta dalla filosofia berlusconiana della presunta efficienza affrancata da ogni controllo previsto nelle democrazie liberali, ha generato ieri l’inevitabile cortocircuito. Con l’indagine per corruzione a carico di Guido Bertolaso e l’arresto di quattro persone a lui vicine, tra cui il presidente del Consiglio superiore dei Lavori Pubblici Angelo Balducci.

Mentre il sottosegretario più amato dal premier e da lui destinato pubblicamente per preclari meriti alla promozione a ministro della Repubblica saltellava al Senato per garantire il più largo voto favorevole all’istituzione della Protezione Civile Spa, passata senza colpo ferire in un Parlamento ormai aduso a spingere bottoni su ordine del governo persino sulla «privatizzazione» delle sciagure, i carabinieri dei Ros si apprestavano a perquisire il regno del vicerè delle emergenze a Roma in via Ulpianoea eseguire gli ordini di cattura.

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