Sull’ipotetica candidatura a sindaco, il rettore Francesco Profumo non parla. Neppure per commentare la gaffe dell’«Unità» che l’ha confuso con il banchiere Alessandro Profumo di Unicredit. Fedele al suo ruolo istituzionale osserva i dati sulle immatricolazioni a Ingegneria: 5800 ragazzi, l' 16 per cento in più del 2009, più 30 per cento in due anni. «Un iscritto su tre, ormai, è donna. Fino a pochi anni fa eravamo al 15 per cento». Gli stranieri sono il 20 per cento, da sessanta paesi; non pochi vivono qui, seconda generazione d’immigrati. Numeri in cui il rettore vede realizzarsi il sogno di quattro anni fa, le quattro «T»: tolleranza, talenti, tecnologia e Torino. Un manifesto che vale per il Politecnico, certo, ma è dura non estenderlo all’intera città. Non un programma politico, ma un’idea di Torino sì.
Quattro anni fa lei lanciò una parola d’ordine: tolleranza. Oggi un universitario su cinque non è italiano, ma nelle città la difficoltà di integrare non è superata. È un percorso incompiuto? «È un percorso che ha molti lati virtuosi. La mescolanza arricchisce tutti. I ragazzi stranieri hanno fame di riscatto e affermazione. La loro voglia, e le minori possibilità, li spingono a dare il massimo. E noi ci guadagniamo».
Il caso Gheddafi è squallido e oscuro. La sua nuova visita a Roma è come l’immagine di un Fellini triste. Un ministro degli Esteri in funzione di maggiordomo riceve e accomoda il circo di uno Zampanò in uniforme inventata seguito da 30 amazzoni armate e da 30 cavalli arabi. Il dittatore ospite è in grado di ordinare ai suoi camerieri italiani più di 500 donne locali purché, giovani, carine, e disposte a convertirsi pubblicamente all’islam (potenza di un po’ di danaro, qualche conversione avviene). È vero, tutto ciò accade in una Repubblica in cui da tempo i Servizi segreti indagavano sulla cucina Scavolini del presidente della Camera Fini. Però non serve scherzare. Anche Hitler e Mussolini erano ridicoli agli occhi di Chaplin. Ma il loro danno è stato immenso. Lo è anche questa volta.
Ambizioso programma, sindaco Matteo Renzi.
“Non è mica solo una questione di ricambio generazionale. Se vogliamo sbarazzarci di nonno Silvio, io così lo chiamo e non caimano, dobbiamo liberarci di un’intera generazione di dirigenti del mio partito. Non faccio distinzioni tra D’Alema, Veltroni, Bersani… Basta. E’ il momento della rottamazione. Senza incentivi”.
Rottamare i “vecchi” del Pd vuol dire automaticamente sbarazzarsi di Berlusconi?
“E’ la precondizione, il punto di partenza. Ma li vedete? Berlusconi ha fallito e noi stiamo a giocare ancora con le formule, le alchimie delle alleanze: un cerchio, due cerchi, nuovo Ulivo, vecchio Ulivo… I nostri iscritti, i simpatizzanti, i tanti delusi che aspetterebbero solo una parola chiara per tornare a impegnarsi, assistono sgomenti ad un imbarazzante Truman show. Pensando: ma quando si sveglieranno dall’anestesia? Ma si rendono conto di aver perso contatto con la realtà?”.
C’è tanta sostanza dietro il folklore: accordi, partecipazioni, commesse, grandi lavori. Non è solo il petrolio, con la presenza sempre più importante dell’Eni, né l’autostrada che ventuno imprese italiane costruiscono sulla costa libica come «riparazione» dei danni di guerra. O le partecipazioni in Eni e Unicredit. Nel menu dei colloqui italo-libici si parla anche di ferrovie, di rete elettrica, di metropolitana, di difesa. In ballo, decine di miliardi di euro.
Non si entrerà nel dettaglio di questi temi stasera, alla cena per ottocento invitati allestita alla caserma «Salvo d’Acquisto» di Tor di Quinto. Silvio Berlusconi e il leader libico Gheddafi terranno i discorsi ufficiali per celebrare i due anni del «Trattato di Bengasi». Ma fra gli ottocento invitati, gli imprenditori faranno la parte del leone, e tutti pensano alle opportunità dischiuse per le loro aziende in Libia.
Il convegno, organizzato in occasione della presentazione dei risultati del “Progetto e-learning: Fondamenti delle Neuroscienze” promosso dal CISI in collaborazione con la Scuola di dottorato in Neuroscienze e il NIT (Centro Interdipartimentale di studi avanzati in Neuroscienze), finanziato dalla Compagnia di San Paolo, intende far emergere le tendenze innovative nel contesto istituzionale, operativo, di sviluppo dell’e-learning e le ricadute, le problematiche, le opportunità per le realtà territoriali, le aziende e gli atenei.
Il Giornale di Vittorio Feltri ne dà notizia a pagina 2 definendola il “nuovo tormentone”. In realtà la canzoncina “Gianfry’s song”, creata con l’intento di sbeffeggiare il presidente della Camera sull’affaire Montecarlo, si rivela un boomerang per via Negri. Pubblicato su youtube.com alle 21 di ieri sera, da un profilo appositamente creato, aveva meno di 200 visualizzazioni.
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Insomma quello che il Giornale ha lanciato come un tormentone in realtà si è rivelato un flop. E c’è chi sostiene che l’ideatore di tutto sia molto vicino al premier. Musichetta da piano bar, testo da canzoncina anni 80 in stile crociera, con melodie e ritmi da attempati signori. Un rifacimento della milanesissima Cagass adoss a Montecarlo di Nanni Svampa. Si attende Il Giornale di domani. Se con appena un commento e qualche decina di visite, ieri sera l’hanno definito un tormentone, domani, superate le mille visualizzazioni, grideranno al successone.
Internet companies have appropriated the real estate business’s mantra — it’s all about location, location, location.
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Big companies and start-ups alike — including Google, Foursquare, Gowalla, Shopkick and most recently Facebook — offer services that let people report their physical location online, so they can connect with friends or receive coupons.
Venture capitalists have poured $115 million into location start-ups since last year, according to the National Venture Capital Association, and companies like Starbucks and Gap have offered special deals to users of such services who visited their stores.
But for all the attention and money these apps and Web sites are getting, adoption has so far been largely confined to pockets of young, technically adept urbanites. Just 4 percent of Americans have tried location-based services, and 1 percent use them weekly, according to Forrester Research. Eighty percent of those who have tried them are men, and 70 percent are between 19 and 35.
Il Festival dei Quotidiani On Line Locali (QOLL Festival) è organizzato dall’Associazione I.P.I. – Imprese Promozione Italia.La sua prima edizione avrà luogo nei giorni 7-8 del mese di ottobre a San Benedetto del Tronto (AP), sulla base di un Regolamento del Festival approvato dal comitato direttivo di I.P.I.