Michele Coppola sarà l’anti Fassino per governare Torino
Confermate le previsioni della vigilia: sarà l’assessore regionale alla cultura Michele Coppola, 37 anni, a sfidare Piero Fassino alle prossime amministrative di maggio a Torino. L’indicazione è emersa al termine della riunione di oggi pomeriggio dei vertici del Pdl piemontese. Nei prossimi giorni la candidatura verrà proposta agli alleati della coalizione,a cominciare da Lega e La Destra. Ma già dal presidente leghista della Regione Roberto Cota arriva il semaforo verde: “E’ una persona valida”.
“Il fascino della vita sta nelle sfide, anche in quelle più difficili” così Coppola, commenta l’investitura a candidato sindaco di Torino. E aggiunge: “Ringrazio tutto il Pdl per aver trovano una convergenza sul mio nome voglio solo dire che sono pronto ad ascoltare i suggerimenti e le critiche di tutti, ma soprattutto le tante idee necessarie per costruire il programma che Torino merita. Spero di avere il sostegno della Lega e di tutti gli alleanti della coalizione, ma anche di tutti quei cittadini moderati di Torino”.
Destristra e sinestra
Destra e sinistra sono termini che ormai vogliono dire poco; le forze politiche attuali (anche quelle “di sinistra”) sono nei fatti allineate al sistema e ne traggono beneficio e rendita di posizione, e a quel punto il modo in cui partecipano al teatrino diventa francamente poco rilevante: alleandosi al primo o al secondo turno, alleandosi con entusiasmo o dopo parole di fuoco, alleandosi su tutto o solo sulle spartizioni interessate, ma sempre alleandosi col PD±L di turno e permettendo ad esso di restare al potere, in cambio di briciole del potere stesso.
Se vogliamo operare una distinzione, dobbiamo dunque operarne una teorica: tra forze politiche che pensassero al bene comune, ci si potrebbe dividere tra quelli che pensano che il bene comune si ottenga lasciando il più possibile liberi di fare i singoli cittadini, e quelli che pensano che il bene comune si ottenga con un grandioso schema pianificato in cui lo Stato è al centro di tutto. Questa, nella lontana galassia in cui i politici sono onesti e disinteressati, sarebbe la differenza tra la destra e la sinistra.
Puttanopoli: istruzioni per l’uso
E’ assolutamente legittimo che per fare carriera ognuno di noi utilizzi quel che ha, l’intelligenza o la bellezza che siano. E’ invece sbagliato pensare che chi è dotato di un bel corpo sia necessariamente un cretino. Oggi la politica ha anche una dimensione pubblica. Ci si presenta anche fisicamente agli elettori. Dire il contrario è stupido moralismo”. Così Giorgio Stracquadanio , deputato Pdl, ospite del programma Klauscondicio commenta le affermazioni fatte qualche giorno fa dalla deputata Fli Angela Napoli, che aveva denunciato la “prostituzione” di alcune colleghe in cambio di nomine politiche . “Se anche una deputata o un deputato facessero coming out e ammettessero di essersi venduti per fare carriera o per un posto in lizza – insiste Stracquadanio – non sarebbe una ragione sufficiente per lasciare la Camera o il Senato”.
Fini dice che il PdL non c’è più, elezioni dietro l’angolo
“Non si può rientrare in un partito che non c’é più. Si va avanti senza farsi intimidire”. Lo dice Gianfranco Fini liquidando, di fatto, il Pdl. “Il Pdl, così come l’avevamo concepito, è finito il 29 di luglio. E non perché – aggiunge – qualcuno se ne è andato, ma perche è venuto meno all’interno il confronto di idee che è il sale delle democrazia”. Oggi dunque “non c’é più il Pdl” ma “c’é il partito del predellino”. E in questo quadro Fini manda anche una stoccata a molti ex An. “Qualche colonnello ha cambiato generale – dice – ed è forse già pronto a cambiarlo di nuovo”.
Fini e Generazione Italia
Ora davvero pare che fra Fini e Silvio B le cose vadanno dritte al problema
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Se Berlusconi sapesse che il PdL ricorda il vecchio partito comunista
Il Pdl va rassomigliando sempre di più al Partito comunista di un tempo. I suoi tre coordinatori mi perdoneranno, ma proprio questa è stata l’associazione scattatami nella mente leggendo la loro replica al mio editoriale «Il fantasma di un partito » di mercoledì.
Cosa c’entra il Pci? C’entra perché, come spesso capitava con i dirigenti di quel partito, anche Bondi, La Russa e Verdini nella loro replica sono costretti a confutare in pubblico ciò che in privato, invece, un gran numero di loro eminenti compagni di partito (per non parlare d’iscritti ed elettori!) sono prontissimi non solo ad ammettere, ma a denunciare apertamente essi per primi. Per buona educazione non faccio nomi, naturalmente.
Non si distrugge la democrazia per due panini
Imperdibile: We are the world for Polverini. Oggi si ride, ma si pensa a un decreto eversivo
Chi è causa del suo mal pianga …
Invece che inventare retoriche per salvare la situazione al PdL non potrebbero cercare dirigenti competenti ?
Con 9,8 milioni di abitanti la Lombardia è la più popolosa, ricca e dinamica regione d’Italia. Con 5,6 milioni di abitanti il Lazio è, assieme alla Campania, la seconda regione più popolata. Se si andasse al voto privando il centrodestra dei suoi candidati e delle sue liste, 15 milioni e mezzo di cittadini, un terzo del corpo elettorale chiamato alle urne alle Regionali, resterebbe privo di una rappresentanza politica e amministrativa vera.
Il Lazio è la regione della Capitale, la Lombardia quella del capoluogo economico e produttivo. Nelle due regioni assieme si crea la metà della ricchezza del Paese e c’è la più alta concentrazione di eventi sociali, culturali, turistici.
E’ possibile far svolgere elezioni così monche? D’accordo, c’è il rispetto delle regole formali e ci si appella, per la presentazione delle liste del PdL nel Lazio, ad un presunto e controverso ritardo di alcuni minuti. Quanto alle candidature a governatore in Lazio e Lombardia, siamo alle prese con i criteri di convalida di una parte minima delle firme (nel Lazio di una firma).
Vedremo come si pronunceranno i Tar ed eventualmente il Consiglio di Stato. Ma al tempo stesso, siccome è stato detto che in questi casi “la forma è la sostanza”, ci domandiamo dov’è la forma e dove la sostanza.
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13 giugno, 2011
Confermate le previsioni della vigilia: sarà l’assessore regionale alla cultura Michele Coppola, 37 anni, a sfidare Piero Fassino alle prossime amministrative di maggio a Torino. L’indicazione è emersa al termine della riunione di oggi pomeriggio dei vertici del Pdl piemontese. Nei prossimi giorni la candidatura verrà proposta agli alleati della coalizione,a cominciare da Lega e La Destra. Ma già dal presidente leghista della Regione Roberto Cota arriva il semaforo verde: “E’ una persona valida”.




















