La Coda Lunga degli Eventi Bloggaroli

Di   20 Ottobre 2008
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Via Pendodeliri

codaeventibloggaroli

Non credo sia sano nè utile unirmi al coro dei blogger che (presenti o assenti, per qualsiasi motivo) si sono scagliati contro la BlogFest di Riva del Garda, descrivendola – pur con diverse sfumature – come la più inconcludente sagra dell’autoreferenzialità. In questo post non intendo infatti parlare del merito, ma del metodo.

E parlando del metodo, dai resoconti risulta indubbio che – da punto di vista dell’affluenza e del rumore di fondo generato – l’evento BlogFest sia stato un grande successo.

Potremmo spingerci fino a dire si sia trattato della più efficace applicazione della cultura degli “hit” (VIP + Blogstar) in un mondo – quello dei social media – che dovrebbe spingerci esattamente nella direzione opposta, e cioè quella delle nicchie.

Ma più ancora della formula, vorrei concentrarmi sulla sua fruibilità. Fare arrivare gente da tutt’italia in un luogo preciso (nemmeno granchè ben collegato) per parlare – una volta l’anno – di Blog, Social Network, Social Media va contro non solo la logica della Coda Lunga dei Contenuti – ma soprattutto contro la Coda Lunga del Tempo Libero delle persone. Che vorrebbero poter trovare in ogni luogo, e per tutto l’anno, occasioni per incontrarsi e parlare di queste cose, possibilmente lontano dagli orari di lavoro e in luoghi facilmente accessibili e ben collegati.

Così, quasi per scherzo, ho disegnato “la coda lunga degli eventi bloggaroli”, dove i maxi eventi sono in alto, e appartengono alla stessa cultura degli “hit” che si propongono di abbattere mentre, scendendo giù per la coda, si incontrano eventi sempre più “micro”, sempre più frequenti, sempre più disseminati logisticamente e – in ultima analisi – sempre più fruibili.

Il che – beninteso – non vuol dire che a un Twitteritivo organizzato all’ultimo momento (come quello che ho convocato con un semplice twit qualche giorno fa, ritrovandomi in mezzo a una ventina di persone di cui ne conoscevo la metà) si riescano a disegnare i grandi scenari del futuro…ma almeno si ha il tempo per parlare, per conoscersi, per dare “un volto al nick”, e magari per far “succedere le cose”.

Molte delle cose più produttive che mi sono accadute in questi ultimi mesi sono nate in  incontri personali, più o meno microscopici, con le persone con cui potevano esserci interessi in comune o più semplicemente cose interessanti di cui parlare. Tanto per ricordarci che, alle volte, lo one-to-one non funziona solo nel marketing.