Il mobbing nasce dagli studi sugli uccelli

Di   8 Luglio 2009
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Secondo Wikipedia

Il termine mobbing è stato coniato agli inizi degli anni settanta dall’etologo Konrad Lorenz per descrivere un particolare comportamento di alcune specie animali che circondano in gruppo un proprio simile e lo assalgono rumorosamente per allontanarlo dal branco. In etologia, particolarmente in ornitologia, mobbing indica anche il comportamento di gruppi di uccelli di piccola taglia nell’atto di respingere un rapace loro predatore.

Mobbing è un gerundio sostantivato inglese derivato da “mob” (coniato nel 1688 secondo il dizionario Merriam-Webster), dall’espressione latina “mobile vulgus”, che significa “gentaglia (mobile)”, cioè “una folla grande e disordinata”, soprattutto “dedita al vandalismo e alle sommosse”. Da qui il significato assunse presso le classi sociali più elevate anche una connotazione spregiativa, per cui “mob” era, anche in assenza di azioni violente, equivalente pressapoco all’italiano “plebaglia”.

Al termine mobbing è correlato anche il lemma – di uso nello slang statunitense – mobster, che indica genericamente chi appartenga alla malavita o adotti un comportamento malavitoso.

Nei paesi anglofoni, per indicare la violenza psicologica sul posto di lavoro, che in Italia, abbiamo visto, è l’accezione più comune di mobbing, si utilizzano lemmi più specifici: harassment (utilizzato anche per molestie domestiche), abuse (maltrattamento), intimidation.

Questa pratica è spesso condotta con il fine di indurre la vittima ad abbandonare da sé il lavoro, senza quindi ricorrere al licenziamento (che potrebbe causare imbarazzo all’azienda) o per ritorsione a seguito di comportamenti non condivisi (ad esempio, denuncia ai superiori o all’esterno di irregolarità sul posto di lavoro), o per il rifiuto della vittima di sottostare a proposte o richieste immorali (sessuali, di eseguire operazioni contrarie a divieti deontologici o etici, etc.) o illegali.