Il condono anche per i reati di abusivismo giornalistico

Di   26 Luglio 2009
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Via Franco Abruzzo

I Ministeri vigilanti hanno approvato la delibera adottata dall’Inpgi il 13 maggio scorso riguardante il condono. Le aziende avranno sei mesi di tempo per  presentare la relativa istanza. Oggetto del provvedimento di condono potranno essere le irregolarità contributive determinatesi fino al 30 aprile 2009, già accertate e contestate dall’Istituto ovvero denunciate spontaneamente dalle aziende.

Potranno formare oggetto di condono anche le situazioni per le quali risultino pendenti controversie in sede amministrativa o giudiziale (in qualunque stato o grado di giudizio). Le Aziende potranno condonare anche debiti contributivi  rateizzati in corso di pagamento, limitatamente all’importo delle rate non ancora scadute alla data di presentazione della domanda di condono. L’ultima sanatoria  attuata dall’Inpgi risale al 2004. Le aziende interessate furono circa 167 per un totale di contributi pari a circa 13,5 milioni di euro  e circa 4,1 milioni di euro a titolo di sanzioni civili.

Oggi il perimetro del possibile condono riguarda 512 aziende editoriali nei confronti delle quali pendono nei diversi gradi di giudizio crediti per contributi, a seguito di ispezioni, pari a circa 83 milioni di euro ai quali vanno aggiunti circa 17 milioni di euro di sanzioni, ridotte in virtù dello schema di condono di circa 50 milioni di euro. Nei prossimi giorni il Servizio contributi e vigilanza provvederà ad inviare  una dettagliata circolare, che sarà pubblicata anche sul sito dell’Istituto,  a tutte le aziende. “Il valore della decisione assunta all’unanimità dal Cda, che oggi vede l’approvazione dei Ministeri Vigilanti è triplice”, afferma il Presidente Andrea Camporese.

“L’Inpgi potrebbe incassare somme rilevanti, chiudendo centinaia di pendenze giudiziarie, a garanzia della propria sostenibilità futura. Centinaia di giornalisti potrebbero vedere stabilizzata la propria posizione previdenziale con l’accreditamento di periodi importanti di lavoro. Le aziende editoriali potrebbero chiudere le pendenze risparmiando su interessi e sanzioni, cresciuti in modo sostanziale a causa delle lungaggini dei procedimenti giudiziari, ferma restando, per legge, l’impossibilità di vedere condonati i contributi non versati. Si tratta di un provvedimento equilibrato a favore dell’intero sistema editoriale – conclude Camporese – occasione di regolarizzazione ancor più evidente di fronte alla crisi che colpisce il mercato dell’informazione”.