I maneggi fra Berlusconi e Putin sul gas russo

Di   2 Dicembre 2010
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Via Repubblica.it

“La voglia del primo ministro Berlusconi di essere percepito come un importante giocatore europeo in politica estera” sta portando l’Italia a “sostenere gli sforzi russi di danneggiare la Nato”. La “corrosiva influenza” di uno stato che gli Usa considerano “in mano alla mafia” sta “minacciando la credibilità” di Berlusconi e “sta diventando irritante per le nostre relazioni”. Firmato: l’ambasciatore americano a Roma Reginald Spogli.

Sono un atto d’accusa devastante i cable spediti dall’Italia a Washington per segnalare alla Casa Bianca la deriva dell’alleato. “Purtroppo” si legge nei dispacci resi noti da WikiLeaks e pubblicati oggi dal New York Times “Berlusconi tratta la politica russa come fa con gli affari domestici: tatticamente e giorno per giorno. Il suo preponderante desiderio è di rimanere nelle grazie di Putin ed ha frequentemente dato voce a opinioni e dichiarazioni che gli sono state passate direttamente da Putin”. Ma non è soltanto la politica del singolare alleato a preoccupare Washington. “Contatti avuti sia con il partito di opposizione di centrosinistra, Pd, sia con lo stesso partito di Berlusconi, Pdl, hanno alluso a una relazione ancora più nefanda. Loro credono che Berlusconi e i suoi intimi stiano approfittando personalmente e a mani basse dei molti accordi sull’energia tra la Russia e l’Italia. L’ambasciatore della Georgia a Roma ci ha detto che il governo georgiano ritiene che Putin ha promesso a Berlusconi una percentuale di profitto da ogni gasdotto sviluppato dall’Eni insieme a Gazprom”.

La ragione di questo rapporto è sempre quella. “Berlusconi ammira lo stile di governo macho, decisivo e autoritario di Putin, che crede corrispondere anche al suo”. Uno stile nel quale i due si intendono al volo. E all’Italia può anche essere utile. Come “nel caso della vendita a Gazprom da parte dell’Eni del suo 20 per cento di Gazpromneft, una sussidiaria” dei russi. Mosca insisteva “per pagare al di sotto del prezzo di mercato ma alla fine paga” il giusto “dopo che Berlusconi aveva fatto valere il suo peso con Putin”.