In memoria di un grande giornalista di 32 anni: Luca Dello Iacovo

Di   21 Dicembre 2013
WP Greet Box icon
Benvenuto nel blog di Vittorio Pasteris ! Se vuoi essere aggiornato sulle ultime notizie di questo blog seguimi via Twitter o via Facebook o via Google+ o Iscriviti al feed RSS

Luca Dello Iacovo si è suicidato, era una grandissimo giornalista in molto campi quelli che mi piacciono di scienza e tecnologia. La notizia. Lo hanno ricordato in molti Luca De Biase, Luca Salvioli, : qui il ricordo di Luca Tremolada

Luca Dello Iacovo si è suicidato. L’ultima mail che ha scritto a noi della redazione di Nòva e dell’online del Sole 24 Ore è di quattro giorni fa e aveva come oggetto “partenze”. In poche righe ci comuncava che si voleva trasferire  a Latina per stare con suo papà. E che avrebbe incominciato a studiare matematica e data science. “Magari continuo a farmi a sentire con qualche idea :)”, aveva concluso. Poche righe. Da alcuni mesi le comunicazioni per proporre articoli erano essenziali. Troppo. Luca si era chiuso. Era anche diventato difficile parlargli per telefono. Non rispondeva, usava solo la posta elettronica. Ogni giorno arrivavano in redazione decine di proposte di articoli. Tutte brillanti come è sempre stato Luca.Perché Luca era davvero brillante. “Il migliore di tutti noi”, commentavamo in redazione. Nei suoi temi era il più preparato. I suoi articoli rivelavano uno sguardo alto ed etico nel raccontare la complessità delle reti e delle tecnologie. Studiava i media, i social network, la cittadinanza digitale. I suoi interessi erano rivolti allo sviluppo locale, al contributo che può arrivare dalla partecipazione su internet delle comunità. Non era un attivista ideologico ma un ricercatore vero. Con lui ho diviso il microfono a Novalab24. Era l’autore di punta di una trasmissione radiofonica che conducevo su Radio24. Quando glielo proposi non pensavo che gli interessasse. Troppo timido. Invece a Luca piaceva tanto la radio. Si emozionava quando gli ascoltatori chiedevano di parlare con lui. Lo prendevo in giro. Poi è partito per il Sudafrica. L’ho chiamato per sapere come era andata. Mi ha raccontato  pezzi del suo viaggio. Poi i rapporti sono tornati a essere professionali, distanti, muti come una mail. Continuo a rileggere quell’ultima mail. Non mi perdonerò mai di non aver capito. Di non aver trovato il tempo e il coraggio per affrontare un disagio da cui sono fuggito.