Verso la Toscana, che l’Odg del Piemonte sprofondi nel suo nullla

Di   1 Aprile 2014
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firenzeFinalmente siamo in dirittura d’arrivo per il mio trasferimento all’Odg della Toscana. Dopo essere stato accolto dal consiglio dell’Ordine della Toscana e aver spiegato ai colleghi le ragioni del mio trasferimento è solo questione di sistemare le carte. Incontrando i colleghi ho notato anzitutto che l’età media del consiglio toscano è nettamente inferiore a quella del Piemonte e poi si in toscana si respira un’aria completamente diversa di orientamento al divenire e al futuro, non di rpiegamento sul passato, E poi volete mettere uscire dall’Ordine e trovarsi così per dire in Piazza della Signoria davanti a Palazzo Vecchio ?
La mia storia  mi ha fatto pensare all’anacronistica situazione dell’Ordine dei Giornalisti che costringe colleghi a iscriversi nella propria regione dove spesso più che tutelati sono malmenati dai potentati locali. Occorrerà davvero creare una associazione per la tutela dei giornalisti vittime dei propri ordini regionali ?
Mi ero presentato all’assemblea per l’approvazione del bilancio del Piemonte per formulare il mio saluto circostanziato all’Odg del Piemonte, per raccontare  per filo e per segno tutto quanto è accaduto in questi anni che riguarda la mia persona o di cui sono a conoscenza. Poi a sentire il tono dei discorsi degno di almeno 15 anni fa, condito di una depressione esistenziale di chi pensa al bel tempo andato … ho pensato che potevo al massimo fare un breve saluto. Ho però visto negli occhi di qualcuno il terrore di chi temeva … se adesso spiffera tutto …
Caro Odg del Piemonte dopo anni di encefalogramma piatto, di mala gestione orientata a favorire qualcuno o qualche editore ora guarda la situazione dell’informazione e dei giornalisti nella nostra regione e collassa colpevolmente …