I fantozziani dell’ordine dei giornalisti del Piemonte

Di   15 Maggio 2014
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fantozziNonostante oramai non abbia più nulla a che vedere con l’odg del Piemonte per il presente, per il passato sene occuperanno professionisti del settore, mi è impossibile non notare la solita figura di m. fatta dai maggiorenti dell’Ordine del Piemonte. Non avendo mai organizzato nulla e dedicandosi sistematicamente ai loro orticelle e alle loro operazioni di gestione del potere hanno combinato un gran casino al primo evento organizzato della formazione continua a cui hanno risposto con una lettera di scuse patetica che dimostra come vivano nel loro mondo del passato … giudizio critico: fantozziani

Care colleghe, cari colleghi,la lezione con la quale Luciano Violante ha inaugurato il 2 maggio le iniziative dell’Ordine ha approfondito temi cruciali e ha avuto il successo degno della suaqualità. Prova che i nostri iscritti hanno colto prontamente il senso che il Consiglio dàall’aggiornamento e alla formazione: non quello di un dovere da compiere, ma diun’occasione da cogliere per una svolta positiva, per una prova d’orgoglio. Per ritrovare affidabilità, attendibilità professionale e insieme riprenderci in mano unasituazione che oggi vede troppi giornalisti vittime di sbrigativi prepensionamenti, dicontratti anomali o irregolari, del diffondersi di lavoro autonomo, sfruttato con compensi umilianti.

Le adesioni sono state molto superiori alla capacità di Palazzo Ceriana e a quanto potessimo immaginare dall’afflusso registrato da altri Ordini e dalle telefonatericevute nei nostri uffici. Assicuro che faremo esperienza di quanto avvenuto e cercheremo, nei limiti del possibile, di eliminare i disagi. Bisogna tener conto delfatto che affrontiamo per la prima volta l’obbligo di legge della formazione permanente e che gli Ordini dei giornalisti, nazionale e regionali, contano sullavolontarità assoluta degli incarichi – dato storico per il Consiglio piemontese – e affrontano le crescenti difficoltà organizzative ed economiche di impegni crescenti edi numeri certamente rilevanti (7500 iscritti). Abbiamo infatti assunto altreincombenze previste dalla riforma, come i Consigli di discipina e, appunto, gli eventiformativi che offriremo in tutto il Piemonte, non soltanto nelle città maggiori