Inquieta notare che la notizia della maxi multa al gruppo Repubblica – Espresso è passata semi nascosta in molti giornali mainstream radical chic. Dotti direttori e caporedattori noteranno che la notiziabilità di una multa da 225 milioni di euro è molto inferiore che so io a una notiziona austera come Per Belen e il superdotato tatuaggio con le rispettive iniziali.
La Commissione Tributaria Regionale di Roma ha condannato il Gruppo Editoriale L’Espresso a un multa di circa 455 miliardi di lire (circa 225 mln di euro) per fatti risalenti al 1991. Lo ha reso noto la societa’, precisando che la Commissione Tributaria Regionale si e’ pronunciata sugli accertamenti emessi dalla Agenzia delle Entrate nei confronti della societa’ per fatti risalenti all’esercizio 1991. Il Gruppo Editoriale L’Espresso fara’ ricorso in Cassazione.
Pietro Scott Jovane da Microsoft a RCS
Pietro Scott Jovane è stato nominato nuovo amministratore delegato di Rcs Mediagroup. Lo si è appreso, per ora solo da fonti finanziarie, al termine di un cda durato quasi 3 ore. Jovane è stato ad di Microsoft Italia, dove era entrato nel 2003, ed ha 43 anni. Soddisfazione per la nomina è stata espressa dal … Leggi tutto
Maxi multa di 225 milioni di euro per il gruppo Repubblica – Espresso
I Coldplay fatti in casa con un violino e voce
Viva la Vida
Patrie galere in versione data journalism
Il Fatto Quotidiano pubblica un ottimo lavoro di data journalism vero (non le solite menate) Quasi mille morti dal 2002 al 2012. Nella mappa che pubblichiamo il tragico bilancio dei decessi avvenuti nell’ambiente carcerario italiano, raggruppati per causa e distribuiti per località geografica. Una visualizzazione interattiva basata sui dati del Ministero della Giustizia e il dossier “Morire … Leggi tutto
La strana storia dell’Ipo di Facebook (ex post)
And now for some more bombshell news about the FacebookIPO… Earlier, we reported that the analysts at Facebook’s IPO underwriters had cut their estimates for the company in the middle of the IPO roadshow, a highly unusual and negative event.
What we didn’t know was why. Now we know. The analysts cut their estimates because a Facebook executive who knew the business was weak told them to. Put differently, the company basically pre-announced that its second quarter would fall short of analysts’ estimates. But it only told the underwriter analysts about this.
Ci siamo giocati il rugby a Torino
Lo Spiffero racconta una patetica vicenda che dimostra quanto ce ne capiscano i politici torinesi di eventi sportivi
Alla fine vince sempre il calcio”. Torino perde la sfida di rugby tra Italia e Tonga. Non tragga in inganno, il nome dei nostri avversari, sono tra le nazioni più quotate in questa disciplina. Perde una sfida che sarebbe stata un evento, proprio come quella contro l’Argentina del 2008, quando l’Olimpico si riempì per ammirare i Puma sudamericani. Il match si giocherà a Brescia e sono in tanti a credere che nella città che potrebbe presto diventare capitale europea dello Sport 2015 si sia persa un’occasione incredibile. Ma perché alla fine la città, e in particolare il suo assessore allo Sport Stefano Gallo si sono rifiutati di ospitare l’evento, che si sarebbe dovuto svolgere il 10 novembre?
Ricapitoliamo: il 16 marzo scorso il consiglio federale della Federazione italiana rugby individua Torino come possibile città ospitante. Il Cus Torino, punto di riferimento del movimento rugbistico torinese – in questi giorni sta disputando i playoff per l’accesso alla serie A – riceve da Roma l’incarico dell’ organizzazione locale e avvia l’iter classico per ottenere la disponibilità dello stadio. Contatta gli uffici comunali dello Sport e la società che gestisce lo stadio e riceve una richiesta fidejussione di 180 mila euro a copertura dei possibili danni. Una bella cifra, grosso modo il triplo del costo per il rifacimento complessivo del manto erboso, ma l’evento è troppo importante e gli organizzatori s’impegnano a versarla. Sembra tutto a posto e, invece, succede qualcosa.
Quintarelli for President (Agcom)
Questo modesto blog appoggia caldamente la candidatura di Stefano Quintarelli a presidente di Agcom (anche se il cuore è triste per lo splendido lavoro che Stefano potrebbe fare per il Sole 24 Ore). Via Wired
Più di 9.300 firme raccolte in un fine settimana: la Rete ha scelto il suo candidato alla presidenza dell’ Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni ( Agcom). Il nome è quello di Stefano Quintarelli, pioniere dell’universo virtuale (e commerciale) nostrano con la fondazione di I.NET nel 1994, imprenditore, informatico e attualmente alla guida dell’anima digitale de Il Sole 24 Ore. Una candidatura tecnica, come l’ha definita ieri Massimo Sideri sul Corsera nel lanciare la notizia e confermare che la proposta è arrivata sulla scrivania del ministro dello Sviluppo Economico, Corrado Passera.
Obituary: Robin Gibb
Con lui, morto di tumore, se ne va un grande pezzo dei Bee Gees
#OccupyVirgilio e il mistero dei 16 mlioni di euro spariti dai conti
In una Milano scossa dalle manifestazioni, come è successo ieri per lo sgombero di Macao, Piazza Einaudi si riempie di palloncini arancioni. Sono 150 dei 250 lavoratori Virgilio, che presidiano la sede della società Matrix S.p.a (qui il comunicato) del gruppo Telecom Italia, che si occupa di produrre il portale web Virgilio.
Cos’è successo? Dopo vari ‘rumors’ i dipendenti apprendono dalla stampa che Telecom vuole vendere Virgilio, passata al gruppo cinque anni fa. E i 250 dipendenti hanno paura di essere svenduti. L’ipotesi più discussa ora è una cessione/accorpamento a Libero.it, ma lì non è andata tanto bene. Libero.it ora non ha neanche più una redazione, e uno dei lavoratori dal presidio ci dice che: “Sawiris ha smantellato Libero.it, non vorremo succeda lo stesso anche a noi”.