Come rifondere le vittime dei dialer

Di   24 novembre 2008
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Via ZeusNews

Ancora una volta il conflitto di competenze in materia di telco tra Antitrust e Authority per le comunicazioni si rende evidente: l’Antitrust è più severa nei confronti dei gestori telefonici, mentre l’Agcom è decisamente più tollerante.

Le “truffe satellitari” hanno colpito milioni di utenti italiani della telefonia fissa, che si sono visti addebitare da poche decine a migliaia di euro a testa per chiamate a numeri satellitari, di cui nemmeno conoscevano l’esistenza. Addirittura molti di questi utenti non navigavano in Internet, o non possedevano nemmeno il Pc.

Sulla famigerata questione si è recentemente pronunciata l’Antitrust, multando per colpa grave Telecom Italia e una dozzina di gestori: Elsacom, Csinfo, Eutelia, Karupa, Teleunit, Voiceplus, Drin Tv AbcTrade, Telegest Italia, Aurora Uno, OT&T, Ivory Network Limited.


Finora l’Authority delle Comunicazioni si era preoccupata maggiormente di prevenire il fenomeno, imponendo la disabilitazione automatica a tutti gli utenti verso questo tipo di chiamate. Questo è avvenuto, con notevole ritardo, in ottobre; ma l’Agcom ha trascurato il capitolo “colpe e colpevoli”.

Telecom Italia ha annunciato di voler ricorrere al Tar: dichiarandosi estranea alle truffe, l’entità della sanzione potrebbe diminuire. Il problema è che se anche Telecom è estranea alle truffe secondo la magistratura ordinaria, per molto tempo ha preteso il pagamento delle cifre in bolletta. Inoltre ha sempre respinto e reso difficoltosi i ricorsi, ha sospeso gli utenti che si rifutavano di pagare queste somme, ha continuato a rendere possibile l’addebito in bolletta invece di optare (prima che lo imponesse l’Authority) per una disabilitazione generalizzata di tutti gli utenti.

L’Antitrust ha deciso di multare Telecom Italia (e per Eutelia si prospetta seriamente il fallimento) ma non ha deciso nulla per i rimborsi dei “truffati satellitari”.

A questo punto, però, l’Agcom potrebbe decidere di obbligare le varie telco a rifondere gli utenti danneggiati con un bonus forfettario; nel caso di Telecom, questo bonus potrebbe coincidere per esempio con la sospensione del pagamento del canone per un certo numero di mesi.

L’alternativa potrebbe essere un’alluvione di ricorsi ai giudici di pace, che potrebbe risultare molto onerosa e difficile da gestire.