3 gennaio, 2012
Diritti, Economia, Piemonte
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Via Punto Informatico
La notizia pare ufficiale: Eutelia passa alla cordata denominata “Pier della Francesca”, guidata da l’ex-Cisco Mark De Simone e Piergiorgio Rossi, quest’ultimo ex CFO del Gruppo Marconi.
La cordata, che è pronta a investire in cinque anni fino a 100 milioni di euro, è partecipata al 90 per cento dal fondo lussemburghese Hirsch e al 10 da Cloud Italia. Per completare l’operazione sarà creata un’apposita società con un consiglio di amministrazione di 5 membri: 3 nominati dalla prima e due dalla seconda.
I commissari straordinari dell’azienda di Arezzo, Daniela Saitta, Francesca Pace e Gianluca Vidal, che da 18 mesi sono sul caso, hanno ufficializzato la decisione e sembra abbiano già spedito una comunicazione ufficiale al Ministero per lo sviluppo economico con la conclusione della gara.
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11 settembre, 2011
Diritti, Internet, Mobile, Piemonte
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Se la gente si fida … Via Quotidiano Piemontese
Continuano le mirabolanti avventure arabe della famiglia Landi, e del giovane pirata Samuele: i protagonisti – per capirci – dello scandalo Eutelia. Durante la “vacanza” a Dubai (diciamo latitanza: in Italia non può tornare perchè inseguito da un ordine di custodia cautelare), il buon ex amministratore delegato dell’azienda aretina non è infatti rimasto con le mani in mano. Grazie al prezioso lavoro di un blogger, scopriamo che il buon Landi ha una nuova gallina dalle uova d’oro, dal nome fantascientifico: Kryptotel, società che promette telefonate a prova d’intercettazione. Sede legale, ovviamente, Dubai, visto che – ha ammesso al Mattino di Padova tale dott. Alberto Temporin, responsabile veneto della società – ”se il server si trovasse in Italia non sarebbe legale”.
A spiegare in cosa consiste Kryptotel è lo stesso Temporin: “È un software che viene applicato all’iPhone 4 o al telefono fisso. Il programma attiva la chiamata all’interno della linea cifrata Vpn, gestita da un server che appartiene alla Kryptotel. In questo modo le intercettazioni sono impossibili. Il servizio KryptoMobile non transita dalle centrali pubbliche, ma utilizza la connessione internet via wi-fi o 3g/Umts cifrando il contenuto in modo sicuro senza lasciare alcuna traccia né possibilità di registrazione dei dati”. Costo: 199 euro al mese, per una clientela che – a detta di Temporin – spazia “dagli avvocati agli imprenditori”.
Continua
29 maggio, 2011
Diritti, Piemonte
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Via QP
Il Tribunale di Roma ha accettato la costituzione come parte civile di tutti i lavoratori “contro gli autori del disastro Eutelia (ex Agile): la famiglia Landi (Samuele, Isacco e Raimondo), Claudio Marcello Massa e Sebastiano Liori”. Se l’azienda sarà condannata dovrà “risarcirli”. Lo ha affermato il segretario generale della Fiom-Cgil, Maurizio Landini, esprimendo soddisfazione per la decisione del tribunale.
“La costituzione promossa dalla Fiom-Cgil per tutti i lavoratori (hanno aderito in 1.070), ha un grande significato per noi e per i lavoratori. Chi distrugge un’azienda, buttando sul lastrico migliaia di lavoratori, se condannato deve risarcirli. Ringraziamo fortemente gli avvocati Saverio Senese, Marianna Stendardo, Vincenzo De Luca e Marika Ballardin per il grande contributo e l’ottimo lavoro svolto. Anche la Fiom-Cgil sarà presente al processo come parte civile”.
24 dicembre, 2010
Diritti, Economia, Piemonte
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Via La Nazione
Patteggia anche Samuele. Perlomeno è pronto ad esplorare l’ipotesi di un patteggiamento, accodandosi alle trattative, già in corso, fra Eutelia e il resto della famiglia Landi sotto processo per la bancarotta del gruppo telefonico di Calamandrei. Uno scenario dal quale finora era rimasto fuori l’ex amministratore ed ex uomo forte dell’azienda, da mesi in esilio a Dubai, inseguito da un ordine di custodia cautelare della procura di Roma, ancora bancarotta, ma per il versante Agile del complesso di inchieste aperte su Eutelia. Ma adesso Samuele si adegua, dicendosi disponibile, per tramite dei suoi legali, a considerare l’ipotesi di una soluzione morbida: risarcimento, anche ai piccoli azionisti, e patteggiamento che consenta di non superare i cinque anni di pena.
Tutto sommato non la peggiore della soluzioni, considerato che per i medesimi reati, ossia associazione a delinquere finalizzata alla bancarotta fraudolenta, Callisto Tanzi di anni se ne è presi diciotto, sia pure nell’ambito di un crack, quello di Parmalat, enormemente più grande e più clamoroso. Il passo indietro di Samuele, che fino alla vigilia veniva dato per un duro deciso ad affrontare il processo senza compromessi, è la grande sorpresa di questo nuovo atto dell’udienza preliminare di cui già si sapeva che sarebbe finito con un rinvio. Infatti. Il Gip Anna Maria Lo Prete fissa nel suo calendario una nuova data, quella del 28 febbraio. Per allora la trattativa fra i Landi e la gestione commissariale di Eutelia dovrebbe essere conclusa o comunque in dirittura di arrivo. Compresa l’autorizzazione ministeriale di cui i commissari hanno bisogno per firmare eventuali accordi transattivi.
Di cifre ufficialmente non si parla, anche se è difficile pensare a un’intesa che stia sotto i venti milioni di euro ed è possibile che si vada anche molto oltre, ora che in gioco entra anche l’enfant gatè della famiglia Landi, quello che era stato il principale architetto della grande esplosione del gruppo, fra il 2000 e il 2008 e che poi aveva separato le sue sorti dal resto dei parenti, fino ad abbandonare ogni carica nel consiglio d’amministrazione, prima ancora dell’ultima fase della gestione Pizzichi e della dichiarazione di amministrazione straordinaria, ai primi di giugno. E’ l’avvocato Amedeo Di Segni, da qualche mese difensore di Samuele, a sparigliare le carte. Sappiamo che c’è una trattativa in corso, spiega in udienza, ma finora noi non siamo stato interpellati. Adesso anche l’ex Ad, continua, è pronto ad esplorare la strada dei riti alternativi, formula che allude ovviamente al patteggiamento.
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25 novembre, 2010
Diritti, Economia, Piemonte
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I lavoratori di Eutelia scrivono a Beatrice Borromeo
Su “il Fatto Quotidiano” del 24 novembre 2010, è apparso l’ultimo di una lunga serie di articoli di Beatrice Borromeo sulla “crisi” Agile-Eutelia-Omega, l’ultimo frutto avvelenato di questa devastazione industriale in questi giorni è stato il fallimento di Phonemedia, azienda di servizi e call center, che era fra i gironi dell’inferno Omega-Libeccio, con 9000 posti di lavoro evaporati dietro gli sporchi giochi di speculazione selvaggia dei Liori e di Massa della Omega.
Ma questa lettera aperta a Beatrice vuole parlare di Agile ex Eutelia, che nel titolo e nel contenuto del pezzo “La lenta agonia dei dimenticati di Eutelia”, evoca una sorta di smobilitazione rassegnata dei lavoratori e lavoratrici Agile, rispetto a una vertenza che fra l’occupazione della sede di Roma, l’irruzione fai da te di Samuele Landi e il presidio a Montecitorio, aveva acceso i riflettori su di se dei media e della Rete. Noi non siamo in agonia, dimenticati forse, ma non rassegnati, anzi…
La lettera a Beatrice Borromeo
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16 novembre, 2010
Diritti, Economia, Piemonte
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A più di un anno dall’inizio dello stato di agitazione permanente che portò al presidio delle principali sedi italiane della società, durato oltre 4 mesi, i lavoratori Agile ex-Eutelia sono costretti a tornare in strada per rendere note le ragioni della loro protesta. Dopo l’incontro al Ministero dello Sviluppo Economico avvenuto la scorsa settimana, la storia dei lavoratori Agile ex-Eutelia è giunta a un punto morto: non è stato presentato nessun piano industriale, non si prevede nessun ritorno alla normale attività lavorativa per un gruppo di lavoratori esperti nei settori dell’IT e delle TLC, quei settori che dovrebbero rappresentare l’ossatura essenziale per lo sviluppo della Banda Larga. L’appuntamento è per martedì 16 novembre 2010 alle ore 9,30 in via Alfieri, davanti a Palazzo Lascaris
9 settembre, 2010
Piemonte
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I lavoratori Agile ex Eutelia vogliono tornare al più presto a lavorare e lanciano l’ennesimo appello alle Istituzioni: Abbiamo competenze e buona volontà dicono in attesa che un imprenditore serio rilevi l’azienda, siamo disposti a collaborare attivamente con le Istituzioni facendo la nostra parte. La cassa integrazione è un aiuto prezioso e concreto ma non può essere una prospettiva né va scambiata con un risarcimento danni per quanto abbiamo subìto.
La proposta di farsi parte attiva nelle operazioni di riconteggio delle schede va vista come un segnale di presenza attiva sul territorio ma soprattutto come un modo per azzerare in tutto o in parte il prestito di 2500 euro che la Regione ha concesso ai lavoratori nei mesi scorsi.
11 luglio, 2010
Diritti, Economia, Piemonte
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Via l’Unità
Immaginate la storia di Eutelia come un’enorme matrioska. Nel gioco ogni pezzo ne custodisce un altro, è nascosto fino a quando non lo sveli. La vicenda della società di Arezzo, che ha portato venerdì all’arresto di otto persone per bancarotta fraudolenta, ha le stesse fattezze di un’enorme bambola di legno. Dove ogni reato ne nasconde un altro. E un altro ancora. Un sistema, semplice come una mastrioska appunto, per fare soldi sulle spalle dei lavoratori. Un simbolo del nostro capitalismo. La storia. Eutelia è una società giovane. Nasce undici anni fa ad Arezzo per operare nel settore di servizi telematici e in Internet. Fa capo alla famiglia Landi che occupa, con tutti i parenti, l’intero consiglio di amministrazione. All’inizio si chiama Plug-It.
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10 luglio, 2010
Diritti, Economia, Internet, Piemonte
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Beatrice Borromeo sul Fatto Quotidiano
Una frode “colossale”. Reati “gravissimi e allarmanti per la collettività”. La magistratura romana definisce così lo scandalo Eutelia, disponendo l’arresto di otto dei suoi protagonisti per “bancarotta fraudolenta”. Le indagini della Procura di Roma, condotte dai pm Raffaele Cascini, Paolo Ielo e Maria Francesca Loy sono partite dopo la cessione di Agile, ramo d’azienda specializzato in information technology, da Eutelia a Omega. Proprio questa operazione sarebbe lo snodo dei rapporti criminosi tra i vari manager implicati nella vicenda, sette dei quali si trovano ora in prigione. Ieri ci sono state perquisizioni in tutta Italia per trovare ulteriori documenti sul sistema che permetteva di disfarsi di società indesiderate, a costo zero, salvando gli asset e sgravando il resto della compagnia da debiti e da migliaia di impiegati (con le loro liquidazioni). I manager, si scrive nell’ordinanza, “concorrevano a cagionare il dissesto della società con una pluralità di azioni dolose, tra loro coordinate e orientate alla spoliazione di Agile”.
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9 luglio, 2010
Diritti, Internet, Italia
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Via AdnKronos
Sono piu’ di sessanta i finanzieri impegnati, dalle prime luci dell’alba, nell’esecuzione di 8 misure cautelari in carcere e 22 perquisizioni in numerose citta’ italiane in merito alla complessa ricostruzione di un articolato sistema di frode che ha portato l’importante gruppo societario ‘Agile-Eutelia’, operante nel settore delle telecomunicazioni e dell’information technology, ad una situazione di gravissimo dissesto economico finanziario e di insolvenza per milioni di euro anche nei confronti di migliaia di lavoratori. L’attivita’ odierna e’ coordinata dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Roma.
Update Via Admaioramedia
Gli accusati attraverso un articolato sistema di frode avrebbero portato il gruppo societario “Agile” poi acquisito da “Eutelia” – operante nel settore delle telecomunicazioni e dell’information technology – ad una situazione di gravissimo dissesto economico-finanziario e di insolvenza per milioni di Euro, anche nei confronti di migliaia di lavoratori.
Gli indagati, infatti, «hanno acquistato numerose società con alcune migliaia di dipendenti – spiega una nota della Guardia di Finanza – ed hanno posto in essere una colossale operazione dolosa volta tra l’altro a cagionare il fallimento della società Agile al file di spogliarla dei suoi asset e di sottrarre la garanzia ai creditori più importanti, i circa 2000 dipendenti».
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2 luglio, 2010
Economia, Piemonte
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Via IlSole24Ore
Era nato a Borgo San Sepolcro, ma ad Arezzo ha comunque trascorso qualche anno di vita. E forse è per questo che il gruppo di investitori interessati a rilevare le attività telefoniche di Eutelia hanno chiamato «Piero della Francesca» la società con cui faranno l’offerta. Secondo le agenzie di stampa, due manager di esperienza internazionale (Mark De Simone, ex di Cisco, e Piergiorgio Rossi, consulente di Selcom) hanno presentato ieri ai commissari e ai politici locali la loro offerta: con un investimento di circa 100 milioni di euro, l’intenzione è di rilevare solo gli asset telefonici di Eutelia.

Non il gruppo Agile, insomma. L’idea è di sviluppare con Eutelia progetti di «telecom cloud». «È una grossa opportunità – ha dichiarato De Simone –. Le Pmi sono sottoservite e dunque ci sono spazi». Nella sostanza, il progetto è di avviare un percorso industriale per creare la prima società italiana che offra servizi software attraverso le reti. Dietro la società «Piero della Francesca» ci sarebbero vari investitori: un fondo (probabilmente italiano), forse un fondo pensione. La speranza è che Piero della Francesca riesca a ridare colore a un gruppo telefonico da troppo tempo sotto l’occhio del ciclone.
30 giugno, 2010
Diritti, Economia
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Via Ansa
Più di 800 lavoratori dell’Agile-Eutelia hanno aderito all’iniziativa promossa dalla Fiom per la costituzione delle lavoratrici e dei lavoratori come parte civile nel processo di Arezzo. Lo comunicano Laura Spezia e Fabrizio Potetti della Fiom-Cgil nazionale. “La Fiom-Cgil, oltre ad essersi costituita lei stessa parte civile, ha promosso la costituzione di parte civile delle lavoratrici e dei lavoratori di Eutelia, in seno al procedimento penale pendente ad Arezzo – che vede imputati i vertici dell’azienda per gravi reati”, spiegano Spezia e Potetti, precisando che l’iniziativa “é finalizzata da un lato ad ottenere l’eventuale risarcimento dei danni subiti dai lavoratori, dall’altro ad affermare il principio per il quale l’iniziativa economica privata, qualora si svolga in contrasto con l’utilità sociale ed in pregiudizio della dignità dei singoli lavoratori, deve essere sanzionata”. I sindacalisti fanno sapere inoltre che oggi raccoglieranno le firme dei lavoratori e delle lavoratrici nella sede della Fiom di Milano e domani si recheranno ad Arezzo per consegnare i mandati ricevuti da più di 800 lavoratori.