Piazza Affari sospesa per motivi tecnici
Una foto riassume la notizia: prego apprezzare concettualmente il dito medio di Catellan
Qualcuno però sostiene che non tutto sia chiaro sulla vicenda
Una foto riassume la notizia: prego apprezzare concettualmente il dito medio di Catellan
Qualcuno però sostiene che non tutto sia chiaro sulla vicenda
Via Ilsole24Ore qui Via WallStreetItalia
Finale di seduta al cardiopalma a Wall Street, dove i listini a poco più di un’ora dal termine, forse per un errore in una grande istituzione finanziaria, sono finiti in una spirale negativa che ha portato il Dow Jones a cedere quasi mille punti (998,5 punti per la precisione), il 9% circa, scivolando al di sotto della soglia dei 10.000 punti prima di recuperare improvvisamente terreno. Gli investitori hanno comunque ceduto alla paura scatenata dalla crisi in Grecia e al timore che la ripresa economica possa essere messa a rischio: nel giro di pochi minuti un’ondata di vendite ha colpito Wall Street, mentre i trader seguivano le proteste in corso sulle strade di Atene. Per alcuni minuti, prima di recuperare terreno, i listini erano arrivati ad annullare i guadagni di un anno, registrando il peggiore calo giornaliero dello stesso periodo.
I rumors della Borsa individuano in Citigroup la società all’origine dell’errore materiale che avrebbe innescato il crollo del Dow Jones di oltre il 9%, recuperato in chiusura. Un trader nell’ordine di vendita avrebbe digitato una ‘b’ di billion al posto di una ‘m’ di million mandando in tilt il sistema ma, soprattutto, facendo scattare il panico sui mercati di tutto il mondo. La banca ha fatto sapere di aver aperto un’inchiesta interna.
Goldman Sachs, una delle grandi banche americane che ha retto meglio alla crisi finanziaria (anche grazie ai 10 miliardi di dollari dei contribuenti ricevuti in prestito dal Tesoro Usa con il programma Tarp avviato dall’amministrazione Bush), è stata accusata di frode per aver creato e venduto prodotti collegati a mutui suprime, rilasciando informazioni inesatte e omettendo fatti chiave. Goldman Sachs ha definito in un comunicato sul sito completamente infondate le accuse mosse dalla Security and Exchange Commission (la Consob americana), le contesta con vigore e intende difendere la società e la sua reputazione.
La Sec ha avviato una causa civile, come riporta il New York Times. Sulla scia della notizia il titolo ha ceduto ceduto a Wall Street il 12,72%, a 160,83 dollari per azione. In forte calo anche altre grande banche: Citigroup (-5,20%), Morgan Stanley (-5,57%). Le Borse europee sono nettamente peggiorate sull’onda della notizia. Il Ftse All Share ha perso il 2% e il Ftse Mib il 2,3 per cento.
Non si arresta l’ondata di vendite sui listini azionari europei sulla scia della speculazione innescata ieri dai timori sulla tenuta dei bilanci di Grecia, Spagna e Portogallo. Sulla base dell’indice Eurostoxx 600 che ha perso l’1,88%, la capitalizzazione delle borse europee accusa una perdita di altri 100 miliardi di euro dopo i 150 miliardi di ieri. A Piazza Affari, il Ftse All Share e il FTSE Mib hanno perso entrambi il 2,75%. Parigi, dopo il deficit record annunciato dal Governo francese, è la peggiore (-3,4%), Francoforte cede l’1,79% e Madrid l’1,01%.
A incoraggiare i realizzi i timori per la delicata situazione delle finanze spagnole e di quelle portoghesi, messe sotto osservazione dalla stessa Commissione europea. Il commissario europeo, Joaquin Almunia, ieri ha infatti puntato l’indice su Grecia, Spagna e Portogallo.
Quello che lo scatolone se l’è portato dietro fino in Vietnam. Quello che adesso scrive romanzi di fantascienza. Quello che fa le riparazioni domestiche. Quello che continua a fare il banchiere e ogni giorno si presenta al 745 sulla Settima Avenue: è cambiata solo l’insegna della ditta. Quello che adesso ripulisce titoli tossici. Quella che di tossico non vuole sentire neppure parlare ora che si occupa di cucina. Quello che tutta la verità l’ha raccontata in un libro-shock.
E quello che i 25mila dipendenti buttati sulla strada vorrebbero veder penzolare dal 31esimo piano del grattacielo che fu dell’azienda, laggiù a Manhattan, e invece, pensa te, in attesa che il giudice si pronunci trova il modo di vendere la sua villa da 13 milioni di dollari alla moglie, e per la vergogna di cento dollari: perché a Wall Street un anno dopo niente sarà pure più come prima ma se sei l’ex capo di Lehman Brothers resti “un po’ più uguale” degli altri.
C’è una vita dopo Lehman? Il 15 settembre che ha cambiato la storia della finanza resta scolpito nella memoria della città e di questa nazione fondata sul popolo e sui bigliettoni. Le immagini choc degli impiegati costretti a lasciare l’ufficio tirandosi dietro gli scatoloni hanno fatto il giro del mondo. Ma nessuno, un anno dopo, è pronto a giurare che non potrebbe succedere ancora. E in questo caso non c’è neppure la scusa del terrore, come nel crollo di tutti i crolli, nella tragedia immane delle Due Torri.
Delisting, che passione. Vale davvero la pena di approfondire il perché. In tempi di ribassi di Borsa, si sa, fioccano le uscite dai listini, per lo più giustificati (almeno ufficialmente) da quotazioni di mercato troppo sacrificate e che non riflettono il reale valore del titolo (ma se l’investimento in azioni, come spiegano tutti i libri di finanza, è da considerare nel medio/lungo termine, prima o poi il mercato dovrebbe giungere a quotazioni adeguate …).
In più da marzo la Borsa ha fatto molta strada, tutt’altro che ribassista l’andamento, ma mentre le IPO latitano ancora (eccezion fatta per le tre “matricole” del nuovo listino AIM Italia: IKF, Neurosoft e VRWay Communication), i delisting si susseguono imperterriti. È ora la volta di Permasteelisa, che per un cambio di azionariato sarà oggetto di un’OPA obbligatoria a 13 euro per azione, che dovrebbe chiudersi entro gennaio/febbraio 2010. Da inizio 2009 sono state già cancellate dalle quotazioni, per effetto di OPA volontaria, Anima SGR (acquistata da Banca Popolare di Milano a 1,45 euro per azione e non più quotata dal 2/3), Meliorbanca (acquistata da BPER a 3,2 euro per azione e non più quotata dal 6/3) ed Ergo Previdenza (acquistata da Ergo Italia a 4,51 euro per azione e non più quotata dal 7/4).
Nvax, la sigla borsistica della Novavax, è in questo momento la parola più ricercata su Google.
Novavax produce il vaccino per l’influenza suina H1N1