La morte dell’User Generated Content

Di   25 Novembre 2008
WP Greet Box icon
Benvenuto nel blog di Vittorio Pasteris ! Se vuoi essere aggiornato sulle ultime notizie di questo blog seguimi via Twitter o via Facebook o via Google+ o Iscriviti al feed RSS

Via Giovanni Calia

L’user Generated Content è morto.
Ad essere precisi è morta l’idea di User Generated Content così come la si intendeva nel 2004, che è cosa leggermente diversa. Per molti questo è un dato di fatto, ma noto ancora in giro gente che si ostina a pensare che l’era del “tutto 2.0? sia tra noi.
Sono bastati pochi anni per capire che gli utenti nella maggior parte dei casi hanno poco da dire. La blogosfera italiana ne è un esempio lampante. A parte pochi rari casi, è un rincorrersi a vicenda.
Nel post precedente ho riportato un articolo emblematico, apparentemente banale e datato, in cui fondamentalmente si dice che il 90% degli utenti (del Web) sono “audience”, il 9% sono editor e solo l’1% è creatore di contenuti originali.


Come qualcuno mi ha fatto notare, questa piramide era conosciuta, ma decisamente ancora attuale. Se a distanza di qualche anno i risultati continuano ad essere gli stessi, i motivi sono facilmente identificabili.
Nonostante questo, la maggior parte di quei “pochi” contenuti prodotti sono pura “fuffa”.
Oltre all’aspetto contenutistico c’è un altro aspetto che si è imposto e di cui bisogna prendere atto: l’effetto Facebook. Facebook prescinde da tutto questo e delinea molto più chiaramente la tendenza sicuramente molto meno autoriale della rete, ma molto più predisposta a creare relazioni umane in cui il “contenuto” è l’utente stesso

….
I vecchi pensatori della comunicazione l’avevano capito. Noi pensavamo di averli fregati, ma il tempo gli ha dato ragione: non possiamo pensare che l’umanità produca contenuti di massa e di qualità per se stessa, autoregolamentandosi. Se c’è una lezione che abbiamo davvero imparato durante questo primo decennio del secolo è ci vogliono modalità nuove di fruizione dei contenuti (e su questo c’è molto da lavorare), ma il contenuto vero e proprio deve essere strutturato secondo logiche precise, scientifiche che portano inevitabilmente a contenuti pensati e creati da chi sa farlo.
Ora, che il Web bottom-up sia riuscito a far emergere cose e personi interessanti, questo è indubbio, ma stiamo parlando di casi rari.