Vittime del digitale: gli elenchi telefonici

Di   17 Gennaio 2011
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Via Marco Bardazzi

Nel palazzo dove abito sono arrivati, come ogni anno, gli elenchi del telefono. Ho visto la pila di giganteschi volumi nell’androne, pagine bianche e pagine gialle, e non ho potuto fare a meno di pensare: “Ma chi li usa più?”.

Passano gli inquilini, ma la pila non diminuisce: nel fine settimana mi sembra che nessuno abbia preso la propria copia gratuita degli elenchi. Un bambino ha chiesto al padre, aspettando l’ascensore: “Papà, quelli che sono?”. Non aveva mai visto un elenco del telefono.

Un tempo l’elenco era un punto di riferimento della casa. Stava di solito in un cassetto o in uno scaffale sotto l’oggetto con cui viveva in simbiosi: il telefono. Oggi nelle case il telefono, nella migliore delle ipotesi, è un cordless che non si sa mai dove è finito. Ma cresce il numero delle famiglie che il numero fisso non lo hanno più, usano solo il cellulare. Quindi, a che serve l’elenco del telefono?

Non ricordo l’ultima volta in cui l’ho usato. Se vado su PagineBianche.it o PagineGialle.it, faccio assai più in fretta che non sfogliando il librone (peraltro diventato troppo ingombrante nelle nostre case). Le mie figlie, poi, gli “elenchi del telefono” li hanno sulla rubrica del cellulare e nella lista degli amici su Facebook. Del librone non sanno che farsene.