Ipotesi sui destini di Fiat americanizzata

Di   28 Marzo 2011
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Via Repubblica.it

Torino capitale europea del colosso FiatChrysler. Quali conseguenze pratiche avrebbe questa scelta? Mentre la polemica degli ultimi giorni riguarda soprattutto il piano politico e sindacale, è ben più difficile capire quali sarebbero gli effetti concreti di una simile decisione. Oggi gli Enti centrali di Mirafiori governano su un impero che va dal Brasile all’Argentina alla Turchia, con joint venture in India e in Cina. Che cosa significherebbe per Torino veder ridurre il raggio d’azione alle sole attività del Vecchio continente? E, soprattutto, quanto ci perderebbe Torino rinunciando a diventare la testa della nuova impresa che nascerà dalla fusione italoamericana?

L’ipotesi che si sta facendo strada tra le indiscrezioni che circolano in queste settimane, è infatti quella di dividere in due parti la progettazione affidando le utilitarie all’area torinese e la gamma medio alta all’America. Concretamente questo significa che i segmenti fino al B (dalle city car come la 500 alla Punto passando per la Panda) continueranno ad essere disegnati e pensati a Torino mentre i segmenti superiori finirebbero in Usa. Già oggi la piattaforma che servirà a produrre il suv a marchio Alfa deriva da un’architettura americana. Analogamente è probabile che vengano divise anche le attività di progettazione delle auto ecologiche: con il metano che resterà a Torino e l’elettrico che finirà negli Usa. Uno schema di questo genere avrebbe conseguenze inevitabili anche sulle aree del commerciale e degli acquisti e sulle aziende dalla fornitura che fino a ieri operavano anche nei segmenti medioalti.