La Stampa di Vercelli apre con
«Pronto, carabinieri? E’ tutta la mattina che c’è Hitler in televisione». Una volta, in caso di problemi tecnici alle trasmissioni, c’era il monoscopio a occupare il piccolo schermo in attesa che il guasto venisse sistemato. Per i telespettatori valsesiani, invece, ieri il cerchio colorato è stato sostituito da un primo piano di Adolf Hitler, che per almeno sette ore è rimasto come fermo immagine su Rai 3. Le prime segnalazioni sono arrivate verso le 10 con una telefonata al 112. I carabinieri della Compagnia di Borgosesia hanno subito avvisato la Rai del problema, dopo aver accertato che il «disturbo» era esteso dalla zona di Varallo (ci sono stati casi anche a Quarona) fino ad Alagna, con verifiche fatte nelle varie stazioni dei carabinieri di tutta la compagnia.
Cosa succederà dunque? Difficile da dire con previsione certa. Le certezze sono poco confortanti. I primi a soffrire probabilmente saranno i librai e i distributori. Gli editori dovranno reagire con molta prontezza, perchè i cambiamenti nelle organizzazioni sono cosa lunga e conviene farli per tempo. I libri, quelli di carta (ma la distinzione sfumerà e anche il ricordo), resisteranno, se è vero che ci sono ancora appassionati musicofili che comprano il vinile. Ma, come dice Stefano Bonilli, che nel settore ci sta da una vita, difficilmente saranno ancora il business principale. Il vero fattore di cambiamento, infatti, non è il confronto tra libro digitale e libro rilegato, che è persino un finto problema. Il dato con cui bisogna scendere a patti è il cambiamento del sistema, in cui se cambiano le relazioni tra alcuni elementi cambiano le relazioni tra tutti.