Quello che abbiamo chiamato Cinecamp è una non-conferenza organizzata dal basso, dai blogger che si occupano di cinema.
Sono gli stessi partecipanti a proporre gli argomenti di cui vogliono discutere, argomenti che devono necessariamente coinvolgere cinema e web. Per questo motivo pensiamo che possano essere interessate all’evento anche le “aziende del cinema” (distributori, festival, filmcommission locali…) che avranno così modo di confrontarsi con chi “vive” la rete quotidianamente e promuovere le proprie attività online. Il Cinecamp è a tutti gli effetti un progetto in versione “beta” che punta a svilupparsi e a crescere negli anni successivi. L’evento si svolgerà a Torino venerdì 2 luglio, negli spazi del LabQuazza.
Media
Youcapital (e altro) for dummies
Eleonora Pantò racconta a Senza Rete l’esperienza di Youcapital e altre cose Parlano di noi… “Senza Rete” from youcapital on Vimeo.
I giornali che un tempo amplificavano i colpi di tosse dei pidocchi
Quattro ragazzi provenienti dalle scuole di giornalismo (due da Urbino e due da Salerno) vengono inviati a Roma, al quotidiano diretto da Concita de Gregorio, dovranno stare lì per due mesi. Carichi di speranza, i primi giorni trascorrono sull’onda dell’entusiasmo, con l’occasionale gratifica di qualche articolo firmato. Ne ammazza più la penna che la spada, diceva qualcuno, figuriamoci se quella penna, nelle mani di un giovane e inesperto scudiero, si azzarda financo a firmare i propri delitti. Il cdr insorge contro il nemico : “un giornale in crisi – tuona – non può prendere stagisti, e la deroga dell’Ordine, in questo senso, a niente vale”. Niente firma e tutto risolto dunque? Nient’affatto, il cdr pensa bene di precisare che i giovani non possono nemmeno accedere al programma informatico di produzione del giornale. Da qui inizia una sorta di romanzo kafkiano per i giovani scudieri della penna: redattori che li accusano di essere entrati abusivamente, continue “ronde” di controllo da parte del cdr (non sia mai che venissero meno all’obbligo di nullafacenza).
“Primo down” per il Post
Oggi IlPost ha sofferto per la prima volta problemi “tecnici” Alcuni avevano proposto di brindare: il primo crash di servizio dopo un mese di vita è comunque un evento, e la spiegazione più immediata di solito è l’eccessivo accumulo di visite e accessi. Poi però è circolata la voce che la colpa fosse piuttosto di … Leggi tutto
Il diritto dei cittadini contro il decreto anti intercettazioni
Testo comune concordato dai direttori delle maggiori testate italiane nel corso dell’incontro promosso dalla Fnsi I direttori e le redazioni dei giornali italiani, con la Federazione Nazionale della Stampa, denunciano il pericolo del disegno di legge sulle intercettazioni telefoniche per la libera e completa informazione. Questo testo penalizza e vanifica il diritto di cronaca, impedendo … Leggi tutto
The only thing that can stop the iPad is Apple
Via TechCrunch Disrupt Watch live streaming video from disrupt at livestream.com
Publish 2: la nuova Associated Press
Dal blog di Publish2 Today, at TechCrunch Disrupt, we’re announcing the launch of Publish2 News Exchange, a platform aimed at disrupting the Associated Press monopoly over content distribution to newspapers. With Publish2 News Exchange, newspapers can replace the AP’s obsolete cooperative with direct content sharing and replace the AP’s commodity content with both free, high-quality … Leggi tutto
Google Adsense 51% sul search, 68% sui contenuti
At last, Google is revealing its split on AdSense: 68% to publishers for content ads, 51% for search ads.
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Difesa di casta
Mario Calabresi su Lastampa.it
Resto convinto che in uno Stato di diritto e in una democrazia sana spetti alla magistratura la valutazione degli indizi e delle prove e che debbano essere i tribunali e non i giornali a emettere le sentenze. L’idea di una giustizia sommaria somministrata sull’onda delle emozioni e dell’indignazione è qualcosa che mi ha sempre fatto paura e che in passato ha fatto danni che non si dimenticano. Sarebbe il tempo di aprire una discussione vera e approfondita sul rispetto della privacy, dei diritti degli inquisiti e sulla tutela che andrebbe garantita a chi finisce suo malgrado in un’inchiesta senza averne colpa.
Si potrebbe allora dire che la legge in discussione al Senato arriva al momento opportuno. Purtroppo non è così, anzi accade il contrario: il disegno di legge sulle intercettazioni è così palesemente sproporzionato e ha un sapore talmente vendicativo da risultare inaccettabile e da soffocare ogni possibilità di riflessione. Nei mesi in cui riemergono prepotentemente la corruzione e gli intrecci tra la politica e gli affari e in cui la nostra classe dirigente mostra il suo volto più arrogante e spregiudicato, la nuova legge suona come l’estremo rimedio per coprire l’illegalità e garantire impunità.
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I risultati delle elezioni dell’Ordine dei Giornalisti del Piemonte
Il sito dell’ODG piemontese rende disponibili i risultati delle votazioni per le Elezioni dell’Ordine dei giornalisti
Eccoli