A muso duro

Canterò le mie canzoni per la strada / ed affronterò la vita a muso duro un guerriero senza patria e senza spada / con un piede nel passato e lo sguardo dritto e aperto nel futuro Pierangelo Bertoli – Sassuolo, 5 novembre 1942 – Modena, 7 ottobre 2002

Il Sistema Torino

Via QPsistema-torino-presentazione

Massimo Giovara, un attore, Maurizio Pagliassotti, un giornalista, si sono incontrati e hanno deciso di collaborare per realizzareSistema Torino un libro e uno spettacolo che parlasse di Torino in maniera diversa fuori dalla autoreferenzialità mediatica compiacente.  Venerdì 10 gennaio 2014 alle ore 21 al  Blah Blah di via Po 21  Torino ci sarà la presentazione pubblica del progetto Sistema Torino, lo spettacolo e il libro, dal titolo Il Sistema Torino non esiste con un talk show di arte varia e polemica sulla situazione della città con Massimo Giovara e Maurizio Pagliassotti. Secondo gli autori del lavoro su diversi territori espressivi in questi anni le amministrazioni pubbliche torinesi hanno indicato e imposto con successo ai cittadini torinesi un’unica via d’uscita dalla  situazione dovuta alla fuga dalla città di uno dei più potenti gruppi industriali italiani con il risultato che  Torino è una delle città più indebitate e con il maggiore tasso di povertà del nord Italia.

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La fine dell’Ordine dei Giornalisti: se non cambia ed elimina i malfattori che vivono al suo interno è giusto sia demolito per il bene dell’Italia

Le riflessioni del nostro Guru Pino Rea

Nell’ era del giornalismo senza giornalisti c’ è un bisogno crescente di saperi giornalistici di alto livello e quindi di una alta professionalità giornalistica. E’ uno dei paradossi dell’ attuale sistema dell’ informazione e si intreccia ad un altro fenomeno molto rilevante, quello della ibridazione dei profili e delle competenze. L’ ibridazione è la natura del web e il web è l’ ecosistema produttivo e culturale in cui tutte le altre piattaforme (compresa la carta) dovranno muoversi.

In questo quadro è cruciale la questione dell’ egemonia del discorso giornalistico: dell’ impegno per la prevalenza, all’ interno dell’ industria dell’ informazione, dei valori di fondo che il giornalismo ha accumulato in decenni di attività e storie di eccellenza giornalistica, anche sul piano etico. Perché il giornalismo italiano è stato anche questo, non solo cattiva moneta.

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Dell’intoccabilità dei giornalisti, della loro difesa a oltranza di colleghi inguardabili e della caduta dal piedistallo

Alessandro Gilioli ha scritto un articolo da far leggere a tutte le persone che credono nella civiltà e nella civiltà dell’informazione. Per correttezza ne cito solo i passi salienti,  La forza e il contenuto della rivoluzione che propone sarebbe normalità altrove, qui è ancora atipia.

Quando ho iniziato a fare questo mestiere, noi venivamo educati all’idea che i giornalisti giudicano ma tendenzialmente non devono essere giudicati. Era una sorta di immunità presunta, derivata dal postulato secondo il quale il giornalista raccontava fatti e/o esprimeva opinioni sempre in buona fede, senza cointeressenze personali, senz’altre ambizioni che non fossero quelle di fare il cronista o di contribuire al dibattito politico, culturale, economico etc.  Era una balla, naturalmente: i giornalisti – in buona parte – non sono mai stati così, almeno in Italia. Siamo sempre stati una categoria in cui alle non moltissime schiene diritte si mescolavano le penne a zerbino: per conformismo, convenienza, ambizione personale, fedeltà di partito, subalternità ai poteri, complicità, privilegi piccoli o grandi e altre ragioni ancora.

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In memoria di un grande giornalista di 32 anni: Luca Dello Iacovo

Luca Dello Iacovo si è suicidato, era una grandissimo giornalista in molto campi quelli che mi piacciono di scienza e tecnologia. La notizia. Lo hanno ricordato in molti Luca De Biase, Luca Salvioli, : qui il ricordo di Luca Tremolada

Luca Dello Iacovo si è suicidato. L’ultima mail che ha scritto a noi della redazione di Nòva e dell’online del Sole 24 Ore è di quattro giorni fa e aveva come oggetto “partenze”. In poche righe ci comuncava che si voleva trasferire  a Latina per stare con suo papà. E che avrebbe incominciato a studiare matematica e data science. “Magari continuo a farmi a sentire con qualche idea :)”, aveva concluso. Poche righe. Da alcuni mesi le comunicazioni per proporre articoli erano essenziali. Troppo. Luca si era chiuso. Era anche diventato difficile parlargli per telefono. Non rispondeva, usava solo la posta elettronica.

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