Saviano, Ciccone, Fede a Radio Radio

Di   13 maggio 2010
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L registrazione audio del tentativo di talk show radiofonico sul caso Saviano con Arianna Ciccone ed Emilio Fede a Radio Radio

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Update: Via Agoravox

Oggi Arianna Ciccone si è confrontata con Emilio Fede a Radio Radio sulla questione Saviano. Il direttore del Tg4 si è prodotto nelle seguenti affermazioni (potrebbe esserci qualche imprecisione nella forma dettata dalla trascrizione in tempo reale dell’audio originale, ma non nella sostanza):

Saviano? Quello del Burkina Faso?

(Ironico) Adoro Saviano, è intelligente, meno male che Saviano c’è, se non ci fosse Saviano non ci sarebbe la lotta alla mafia. Ghe pensi mì. Così evitiamo le polemiche.

Faccio marcia indietro. Qualche magistrato è morto, ci sono le vittime della mafia: che conta?

Lui si pone come un eroe. Le devo dare atto: è la persona più schiva…, io non ho mai visto una persona così modesta, così umana. E’ un uomo straordinario: lo Stato c’è perché c’è Saviano. E’ una persona per bene.

Gomorra è un bellissimo film…

(Arianna replica che Saviano non si è mai posto come un eroe, o l’unico in Italia a combattere la mafia)

Lei è un po’ petulante e tra poco le chiudo il telefono. Adesso mi sono anche rotto le scatole, io me ne sbatto i cosiddetti, sono sicuro che quello che penso lo pensa la maggioranza degli italiani, io ho altro da fare.

Io penso che c’è della gente che ha sofferto e ha pagato con la vita. Lei se lo sposi Saviano.

Milioni di italiani lottano contro la mafia e la camorra, lo vogliono portare a fatima, lo vogliono beatificare non me ne frega niente. Io sono libero di dire quello che penso.

Sto parlando con Radio Saviano o con chi sta parlando?

Io vi critico: se c’è una persona che ha avuto ospite Saviano le devo chiedere un autografo.

(La conduttrice chiede a Fede: Lei lo vorrebbe nello studio?)

Ma vada a cagare va…

Lei lo ha ospitato e se lo tenga. Io devo parlare con una che il suo merito è avere ospitato Saviano. Siete ridicoli. Voi così state facendo un danno a questa persona.

E io dovrei parlare con una illustre giornalista, mastodontica, premio Nobel – ma che cazzo me ne frega a me?

Questa sconosciuta ne parla perché deve rompere le scatole, ma chi se ne frega.

Io dal 1981 sono stato salvato per miracolo dalle BR con la scorta; quattro anni fa mi hanno fatto esplodere in segreteria, sono sotto minaccia costante – non mi lamento, non sono un eroe, non lo dico.

Avrò il diritto di dire quello che penso o devo rispondere a questa signora solo perché l’ha ricevuto. Mi deve imporre lei quello che deve dire? Quando si fa un’opera contro la malavita organizzata si fa un’opera sacrosanta. Ma da questo a beatificare una persona come se fosse il solo protagonista della lotta alla mafia…

Io so per certo che tutti i soldi fino all’ultima lira li devolve alle vittime della mafia, lui va in giro con il saio…