Mese: ottobre, 2011
Il codice delle invenzioni
Anche se fortemente imparentata con l’ingegneria e le scienze più razionali, l’invenzione ci appare ancora oggi come un processo misterioso, quasi magico. Come per la magia, anche nel mondo dell’invenzione, la creazione del nuovo, del mai visto, dell’inaspettato, colpisce e spiazza il senso comune: da dove viene l’idea, qual è il trucco che la rende possibile? E così, gli inventori, oggi come nel passato, vengono percepiti come veri e propri maghi, a volte relegati dalla storia in ruoli da avanspettacolo e poi dimenticati, a volte celebrati come moderni eroi sul palcoscenico dell’innovazione. Questo libro, grazie a esempi concreti e a una accurata narrazione, svela alcuni ‘trucchi’ dell’affascinante e complesso processo dell’invenzione e spiega come è mutata negli ultimi secoli la percezione sociale dell’inventore, da Leonardo da Vinci a Steve Jobs, passando attraverso le avvincenti biografie di James Watt, Guglielmo Marconi e Thomas Alva Edison.
UPDATE: il booktrailer del libro
Blogbar 4.0. Mercoledì 12 ottobre: Nomadicamente vostro
Blogbar riparte nell’edizione 2011-2012. Si inizia mercoledì 23 ottobre 2011 alle ore 18.00 alla Fnac di Torino in Via Roma fra gli incontri
Nomadicamente Vostro le ultime tendenze tecnologiche e i nuovi gadget utili, inutili ma irrinunciabili per tutti quelli che vogliono vivere nomadi con laptop, tablet e Smartphone. Per essere sempre connessi. Conduce l’incontro Vittorio Pasteris
Rim – bambiti
Per chi non lo sapesse Rim è l’azienda che ha creato Blackberry (Via Engadget)
If there’s one thing RIM doesn’t need right now, it’s another BlackBerry outage. Well, are you sitting down? RIM UK is currently investigating issues affecting “some users in EMEA” — that’s Europe, Middle East and Africa, for the acronym-disinclined. The company has turned to Twitter to acknowledge the outage, with T-Mobile UK and Vodafone Egypt chiming in as well (and pointing fingers at RIM, as expected). The Telegraph reports that the “glitch” hit around 11AM this morning local time, and is affecting email and instant messaging services, along with web browsing, leaving users unable to use their BlackBerrys for anything but making phone calls and sending texts. BlackBerry outages appear to be a rather frequent occurrence for RIM, typically hitting during peak usage times — like, for example, 11AM on a Monday. So are you currently without service? Jump past the break to chime in with a comment.
Update: BBC is reporting that email services have been restored after the outage affected millions of users.
Jobs: genio o profeta ?
La parola più abusata dalla scomparsa di Jobs è stata “genio”. Ma a ben guardare i geni della storia diretta e indiretta di Apple sono stati ben altri.
Intanto Wozniak che senza saperlo inventò il computer personale; poi Engelbart, Key e tutto lo Xerox Park che senza saperlo inventarono tutta l’informatica per come hanno imparato a conoscerla i nostri figli; Ian Raskin che senza riconoscerlo inventò il Macintosh o Jonathan Ive che pensando solo al bello inventò le forme di Apple per come ci hanno sedotto.Di geni Apple si può dire che non ha mai fatto a meno: ne ha passati decine se non centinaia, migliaia se aggiungiamo presunti geni come Stallman, che nella loro vita non hanno saputo fare che parole e stupidaggini, ma Steve Jobs non era fra questi. Di quelli come lui i nostri anni – non solo Apple o le tecnologie – ne ha avuto solo uno. E il nome che merita è un altro.
Con tutte le sue ragioni e i suoi torti Steve Paul Jobs è stato un Profeta. Come Mosé o come Maometto vedevano il senso della creazione e sapevano essere la voce del loro Dio e soprattutto sapevano fare vedere e capire il suo disegno agli uomini semplici dei loro tempi, così Jobs seppe mostrare il futuro all’incrocio dell’arte libera e del potere tecnologico e soprattutto mettercelo in mano e farcelo usare come il fatto più spontaneo e luminoso che potesse esserci per noi. Come canta Jovanotti “ogni cosa è illuminata, ogni cosa nel suo raggio è in divenire”. Questo è stato il profeta Steve, questo ci ha regalato. Non chiamiamolo più genio, ma Profeta: questo sarà per sempre il nome con cui dovremo ricordarlo!
La “sindrome di Stoccolma” del precariato e la condivisa ipocrisia che rende cronico l’effimero
Finchè le cose stanno così, si può anche tuonare contro il presunto sfruttamento e il comprensibile disagio di chi non riesce ad avere sotto piedi un terreno lavorativamente fermo.
Ma la verità è che quando un contratto a termine diventa cronico e si perpetua per lustri, perfino decenni, con ciò restando sempre in bilico tra il ricatto e la complicità, nonchè illuminato da bagliori collusivi, quasi fosse una versione giuslavoristica della sindrome di Stoccolma (se non dell’aperta intesa tra le parti per aggirare altri obblighi), i dubbi che vengono sono molti.
Dov’era il sindacato, che ora s’indigna, quando i contratti a termine venivano anomalamente rinnovati di anno in anno, con apparente reciproca soddisfazione degli interessati ? Perché l’Fnsi non ha vigilato sul caso, chiedendo al momento opportuno la conversione del rapporto in un’assunzione a tempo indeterminato? E perché non lo ha fatto nemmeno colei è oggi è vittima del sistema, ma fino a ieri ne faceva (in modo più o meno consapevole) evidentemente parte, beneficiando di automatismi di rinnovo estranei per definizione alla nozione di “contratto a termine”? Perché nessun sindacalista della pur sindacalizzatissima istituzione fiorentina ha mai avuto nulla ridire su un caso di così evidente anomalia? Anzi, di anomalia doppia, addirittura: da un lato un rapporto di lavoro dipendente camuffato da contratto a termine e dall’altro un abuso del contratto a termine da parte di un soggetto a svantaggio di tanti altri che, legittimamente, avrebbero potuto aspirare a occupare quel posto, sebbene “precariamente”.
C’è una profonda ipocrisia collettiva in tutto questo. Un’ipocrisia che non aiuterà mai a risolvere dal fondo i problemi dell’occupazione (giornalistica e non), in quanto è basata su una tollerata, perfino incoraggiata e comunque sopportata mancanza di trasparenza. Funzionale, a conti fatti, a un gran numero di persone, forse anche al 50%+1 dei consociati. Una twilight zone tacitamente condivisa e usufruita un po’ da tutti, a turno, lavoratori e datori di lavoro: l’anello di congiunzione tra opportunismo e potere, favoritismi e amicizie, scambio di piaceri e leve occulte della politica. Ma se questa è l’Italia e se l’Italia siamo noi, almeno non lamentiamocene.
I precari dell’Unità in sciopero
Sciopero di due giorni e doppio appello: al direttore dell’Unità e all’editore per il pagamento degli arretrati. Nel giorno della protesta dei giornalisti precari, i collaboratori delle redazioni di Firenze (ma anche di Roma, Milano e Bologna) e i corrispondenti regionali dell’Unità annunciano lo sciopero di due giorni, oggi e domani, per protestare contro le loro condizioni di lavoro.
”Una situazione – hanno scritto in una lettera al direttore – che non siamo più disposti ad accettare”. ”Innanzitutto – si legge nella lettera – il ritardo nei pagamenti: per la maggior parte di noi l’ultimo bonifico risale a giugno, e riguarda il compenso delle pubblicazioni di febbraio. Una situazione aggravata dalle spese che ci troviamo a sostenere relative al lavoro che forniamo a questo giornale, per cui i pagamenti ricevuti con questo ritardo raramente possono essere considerati un guadagno. Tutto questo avviene in un contesto di totale assenza di prospettive per i precari storici, anche a fronte di spazi che si sono aperti con i prepensionamenti.
Abbiamo atteso con sacrificio, in nome di un’azienda che stimiamo e alla quale sentiamo di appartenere, la fine dello stato di crisi, di fatto avvenuto lo scorso giugno, sicuri come eravamo che le condizioni finora mal sopportate sarebbero finalmente cessate. Con tutta evidenza così non è stato. I nostri assegni sono, invece, fermi a due anni fa, ridotti a una media di 20 euro lordi a pezzo. Così è ancora per le nostre prospettive, congelate sull’altare dell’attesa, in nome di un futuro migliore che non si scorge all’orizzonte”.
La Coop sei tu chi può intercettarti di più ?
Un centro d’ascolto occulto, capace di intercettare le conversazioni di tutti i dipendenti. In grado, potenzialmente, di carpire chiacchiere private, ma anche orientamenti politici, magari giudizi sulle scelte aziendali. È il piano che Coop Lombardia avrebbe studiato nel 2004, messo in pratica sperimentalmente nel 2007, archiviato definitivamente solo nel 2010. Bastava un piccolo apparecchio elettronico, e le telefonate «in ingresso e in uscita» venivano magicamente registrate. L’idea iniziale era quella di «intervenire su una cinquantina di centraline di punti vendita Coop». Un «progetto pilota» che l’ex responsabile della sicurezza del colosso cooperativo della distribuzione, Massimo Carnevali, aveva studiato nei dettagli.
13 ottobre, 2011

Anche se fortemente imparentata con l’ingegneria e le scienze più razionali, l’invenzione ci appare ancora oggi come un processo misterioso, quasi magico. Come per la magia, anche nel mondo dell’invenzione, la creazione del nuovo, del mai visto, dell’inaspettato, colpisce e spiazza il senso comune: da dove viene l’idea, qual è il trucco che la rende possibile? E così, gli inventori, oggi come nel passato, vengono percepiti come veri e propri maghi, a volte relegati dalla storia in ruoli da avanspettacolo e poi dimenticati, a volte celebrati come moderni eroi sul palcoscenico dell’innovazione.
Blogbar riparte nell’edizione 2011-2012. Si inizia mercoledì 23 ottobre 2011 alle ore 18.00 alla Fnac di 
























