Arte, creatività e digitale a Torino
In pochi giorni una manciata di eventi a Torino dedicati ad arte, digitale, creatività, musica.
Si parte con View, per continuare con Toshare, con Club to Club e con la conferenza Create.
In pochi giorni una manciata di eventi a Torino dedicati ad arte, digitale, creatività, musica.
Si parte con View, per continuare con Toshare, con Club to Club e con la conferenza Create.
Parte giovedì 15 ottobre a Firenze alla Fortezza da Basso, la quarta edizione del Festival della Creatività, dedicataalla città, luogo in cui la creatività diventa innovazione, produzione, sviluppo. La città e l’arte verranno analizzate secondo molteplici direttrici creative: street art, design, riqualificazione urbana, video arte, fino ad arrivare a progetti di “creatività casalinga”.
Il programma 2009 offre quattro giorni ricchi di incontri, talkshow, workshop e performance live con artisti, studiosi, scienziati provenienti da tutto il mondo, un palinsesto che consente ad ogni visitatore di crearsi il suo percorso ideale, qualsiasi sia la sua età o attitudine.
Siamo arrivati a pochi giorni dall’appunamento con IRealize in programma il 9 e 10 giugno al Virtual Reality & Multi Media Park
Si tratta si un evento che vuole essere innovativo e che merita di essere spiegato e raccontato
I Realize nasce per fare incontrare la tecnologia con i bisogni reali. Per questo vengono affrontate tematiche molto ampie e partecipano speaker con background multidisciplinare.
L’idea è quella di ricondurre la tecnologia al suo ruolo di “strumento” capace di contribuire a trovare risposte ad esigenze concrete, evitando che i “tecnocrati” si parlino addosso sviluppando prodotti e servizi che soddisfano solo il loro desiderio estetico.
Non c’è bisogno di altre parole per presentare Teaching Copyright, iniziativa targata Electronic Frontier Foundation nata per spiegare a insegnanti e giovani cos’è il diritto d’autore (o, meglio, il copyright anglosassone) e come utilizzarlo per ampliare il proprio margine d’azione invece di farselo ridurre a suon di soperchierie:
La fuori c’è un sacco di disinformazione sui diritti e sulle responsabilità legali nell’era digitale. Questo è particolarmente sconcertante quando si tratta di informazioni condivise con i più giovani, bombardati a suon di messaggi provenienti da una miriade di fonti secondo cui l’utilizzo delle nuove tecnologie è un comportamento ad alto rischio. L’atto di scaricare musica è paragonato al furto di una bicicletta anche se sono molti i download legittimi. Realizzare video usando clip prese altrove viene stigmatizzato come probabilmente illegale, anche se molti di questi video sono messi a disposizione legalmente.
Questa malainformazione è dannosa perché scoraggia i ragazzini e gli adolescenti a seguire la loro naturale inclinazione a essere innovativi e curiosi. Gli innovatori, gli artisti e gli elettori di domani devono sapere che la legge sul diritto d’autore limita alcune attività, ma ne permette altre. E hanno bisogno di sapere che quali sono i percorsi virtuosi che li possono proteggere nella sfera digitale. In breve, i giovani non hanno bisogno di intimidazioni: ciò di cui hanno bisogno è di un’informazione solida e accurata.
La Community ha presentato la Fabbrica delle idee
Nel 2006 gli spazi ristrutturati di una vecchia fabbrica farmaceutica della Barriera di Milano, si sono progressivamente popolati di personalità accomunate dal filo comune della creatività. La bacheca nella quale ci si scambia opinioni e progetti è il blog della Community.
Dopo aver brevettato l’anno scorso il primo Calendario di condominio anche quest’anno la community ritorna con nuove idee prendendosi in giro e giocando sul tema dell’acqua.
Domani tutti al KublaiCamp a Roma alle Officine Farneto con tanto di Kublai Awards
Si parte per Roma in attesa di un uragano di creatività. progetti e prospettive per il futuro.
Il 2009 è stato dichiarato dall’Unione Europea anno europeo della Creatività e dell’Innovazione
L’anno europeo per l’innovazione e la creatività mira ad accrescere la consapevolezza dell’importanza della creatività e dell’innovazione in quanto competenze chiave per lo sviluppo personale, sociale ed economico.
Sottolineando la creatività e l’innovazione, l’UE mira a dar forma al futuro dell’Europa in un contesto di concorrenza globale stimolando in tutti noi il potenziale creativo e innovativo. L’UE offrirà una struttura in grado di sensibilizzare a questo tipo di questioni e a promuovere un dibattito politico sul modo di aumentare il potenziale creativo e innovativo dell’Europa.
Come nei precedenti anni europei, saranno varate campagne di promozione, eventi e iniziative a livello europeo, nazionale, regionale e locale.
Via Corriere
Licenziare in maniera creativa? Si può. A fine gennaio uno degli otto dipendenti di un’agenzia pubblicitaria belga dovrà liberare la sua scrivania. Ma non perché lo ha deciso il capouffico. Saranno gli utenti del web a consegnargli la lettera virtuale di licenziamento.
La crisi economica ha investito anche il settore della comunicazione e del marketing. Per far fronte ai costi e rimanere a galla anche nel 2009 il direttore dell’agenzia pubblicitaria «So Nice» del Belgio ha deciso di licenziare almeno una persona tra gli otto creativi. Ma il dilemma è chi? Sono tutti ottimi impiegati. Ha scelto una via inconsueta – che solo un’agenzia di comunicazione avrebbe potuto escogitare. Saranno infatti gli utenti della rete coloro ai quali spetta l’ingrato compito di congedare un dipendente.
Scoperta tardi, ma non per questo non meno interessante l’analisi attenta di Fabrizio – Biccio
A chi come me porta a casa la propria pagnottella quotidiana grazie ad Internet, e che magari come me ha vissuto drammaticamente il tracollo della new economy dopo l’11 settembre 2001, qualche brivido sulla schiena per il crollo delle borse mondiali e l’inaugurazione di un periodo di vera e tangibile recessione non sarà mancato. Certo, siamo lontani dalla impressionante e ridicola bolla di fine anni 90, quando c’era chi riusciva a farsi pagare 500.000 Lire al giorno per fare pagine HTML con le tabelle e Dreamweaver, o faceva margini del 600% sui progetti web. Tuttavia non è facile scrollarsi di dosso la sensazione di “costruire il superfluo”, in un momento in cui si intravedono obiettive difficoltà su aspetti molto più concreti della vita quotidiana delle persone e delle imprese. Questa riflessione, figlia legittima dei titoloni a segno meno sui quotidiani e i telegiornali nazionali, si è poi trasformata in una prima, e poi in una seconda domanda: com’è cambiata la rete dopo il crollo del 2001? E adesso invece cosa accadrà?
A distanza di sette anni, abbiamo capito che quello che oggi chiamiamo web 2.0 è in larga parte figlio della crisi del 2001. Fine dei budget multimilionari per progetti di scarso valore, fine delle supermega web agencies dirette da ricchissimi dandies simil-rockstars, nascita e sviluppo di standard aperti, piattaforme open source, e nascita di un uso attivo della rete da parte degli utenti, sono solo alcuni dei vettori che hanno portato fin qui. Non una vera rivoluzione, ma certamente un riequilibrio dei valori in campo. E all’alba di un nuovo tracollo, o comunque di un momento molto difficile, è possibile un accelerazione improvvisa verso una seconda austerity, basata sulla valorizzazione di quanto già esistente (e magari poco sfruttato) piuttosto che la spesa insostenibile di nuovi mostri da costruire from scratch. Senza quindi voler fare l’oracolo della domenica, provo a buttar giù quello che ritengo potrà essere l’atteggiamento più intelligente, in epoca di crisi, per chi si occupa di attività su Internet:
Sabato 20 il bloggante e altri si trovano ad Aosta per Open Your Mountains Day: innovazione, ambiente, immagine e creatività, un appuntamento dedicato al connubio innovazione, creatività, ambiente e fotografia di montagna.