That’s right. We’re at the end of an important period. The tech blogosphere as we know it, is over. Four Trends Show the End of this Era: Like the film industry, the Golden Era is the emergence period, when fresh innovation in a new medium is born. New techniques, revolutionary content, and different business models emerge as innovators pioneer a new medium. I first had this discussion with Chris Saad, which triggered some thinking on my end. I asked some of the foremost tech bloggers of their opinion, and found four clear trends on why the Golden Era of Tech Blogging is over, here’s what’s shaping this change:
Trend 1: Corporate acquisitions stymie innovation
Over the last few quarters, there’s been considerable acquisitions of organized blogs (which are more akin to news sites now-a-days), most notable, we’ve seen Techcrunch, who claimed annual revenues of about 10 mil a year, being acquired by AOL. Yet these purchases are quite common, as AOL has acquired Engadget in 2005, and also Huffington Post in 2011. Just two weeks ago, another larger tech blog that has enterprise focus Read Write Web was just sold to Say Media. What typically happens when these acquisitions happen? Often the star talent, or founding team is pressured out, takes a back seat while corporate business development teams match existing advertising inventory to a new found audience –forever changing the DNA of what created these startups. Lastly, acquisitions often force a conservative mindset over startups, because the purchase is focused on strengths of an asset, the mindset of ‘don’t break it’, keeps the culture to focus on the status quo. As acquisitions occur, innovation decreases.
Anche se fortemente imparentata con l’ingegneria e le scienze più razionali, l’invenzione ci appare ancora oggi come un processo misterioso, quasi magico. Come per la magia, anche nel mondo dell’invenzione, la creazione del nuovo, del mai visto, dell’inaspettato, colpisce e spiazza il senso comune: da dove viene l’idea, qual è il trucco che la rende possibile? E così, gli inventori, oggi come nel passato, vengono percepiti come veri e propri maghi, a volte relegati dalla storia in ruoli da avanspettacolo e poi dimenticati, a volte celebrati come moderni eroi sul palcoscenico dell’innovazione. Questo libro, grazie a esempi concreti e a una accurata narrazione, svela alcuni ‘trucchi’ dell’affascinante e complesso processo dell’invenzione e spiega come è mutata negli ultimi secoli la percezione sociale dell’inventore, da Leonardo da Vinci a Steve Jobs, passando attraverso le avvincenti biografie di James Watt, Guglielmo Marconi e Thomas Alva Edison.
Sarà l’evoluzione del Centro Museo e documentazione storica del Politecnico di Torino (CEMED), che diverrà il museo delle macchine e della cultura industriale e tecnologica: L’OfT, ovvero l’Officina Torinese. A confermare la nuova sede espositiva e la trasformazione del Cemed, è stato’assessore alla Cultura Fiorenzo Alfieri, in occasione della riunione della Quinta Commissione durante la quale è stato ascoltato il direttore del Centro, Vittorio Marchis.
Attualmente, il Centro Museo e documentazione storica del Politecnico di Torino è ospitato, sin dalla sua nascita (1997), negli angusti spazi di via Cavalli 22/H. La maggior parte delle opere sono stipate in alcuni container, mentre altre sono esposte all’aperto negli spazi del Politecnico in corso Duca degli Abruzzi 24. La collezione di alianti è invece ospitata in un sottotetto, mentre la raccolta di motori aeronautici è in una cantina. L’OfT nascerà per recuperare il patrimonio delle macchine industriali raccolte dal Politecnico di Torino in 150 anni di attività, ma accoglierà anche collezioni della Città di Torino e di privati.
Per i giornali cartacei non fa previsioni (via techcrunch)
Today at the Techonomy conference in Lake Tahoe, CA, CNBC’s Maria Bartiromo sat down with a panel including Bill Joy, Kevin Kelly, Nicholas Negroponte, and ?Willie Smits. The topic was basically the future of technology. And Negroponte had the most interesting (or at least the most controversial) thing to say.
The physical book is dead, according to Negroponte. He said he realizes that’s going to be hard for a lot of people to accept. But you just have to think about film and music. In the 1980s, the writing was on the wall that physical film was going to die, even though companies like Kodak were in denial. He then asked people to think about their youth with music. It was all physical then. Now everything has changed.
By “dead,” he of course doesn’t mean completely dead. But he means that digital books are going to replace physical books as the dominant form. His argument is related to his One Laptop per Child Foundation. On those laptops, he can include hundreds or thousands of books. If you think about trying to ship that many physical books to the emerging world for each child, it would be impossible, he reasons.
Agora Torino Valley presenta Rifiuti Energia Acqua, il futuro Verde del pianeta, un nuovo blog dedicato al Un blog sull’economia dell’ambiente, sul business che diventa verde, sulle energie pulite e rinnovabili, sul riuso dei rifiuti, sulla difesa e sull’utilizzo dell’acqu e delle altre risorse ambientali.
Per decenni, in un mondo più semplice, è stato il pezzo forte delle riviste femminili. Come fare per far sparire le incrostazioni di calcare? Con l’aceto, naturalmente. Candele e rocchetti di filo, in queste rubriche della nonna o della zia Petronilla, assumevano poteri e capacità sorprendenti e affascinanti. L’era pigra del supermercato ha cancellato, in un rutilare di bombolette spray e polveri miracolose, capaci di far fronte ad ogni evenienza, questi distillati di esperienza secolare. Ad affidarsi all’inventiva , per far fronte alle emergenze del mondo moderno, sono rimasti i giapponesi, ancora fedeli all’arte dell’”urawaza” (scorciatoia, trucco segreto), per risolvere l’insolubile.
Fate conto, ad esempio, di essere una ragazza che ha rotto con il fidanzato, gli ha restituito anelli e regali, ha cancellato tutte le sue foto sul computer, ma non riesce a scrostare quelle maledette foto adesive (di lui), incollate sullo specchio del bagno. Come fare?
Elementare, dice l’urawaza: prendete della maionese, spremetela su un tovagliolo di carta e passate il tovagliolo sull’adesivo. L’olio della maionese dissolve la colla. A questo punto, con un coltello o anche un altro tovagliolino potete staccare la foto. Oppure, avete rotto un bicchiere sul tappeto, avete tolto tutti i pezzi grossi di vetro, ma come per i più piccoli, con il rischio di ritrovarseli nei piedini del piccolo di casa? Semplice: premete leggermente delle fette di pane morbido nei punti incriminati. I pezzettini di vetro si incastreranno nel pane e li potete togliere senza difficoltà.
Ambiente e tecnologia è un complesso sistema di relazioni. L’ambiente ha, da sempre, offerto alle civiltà materie prime e opportunità di sviluppo: già in epoche lontane nell’età della pietra e del rame; con i fiumi e i mari quali vie di comunicazione; ai giorni nostri con l’energia derivata dai combustibili fossili o dalle fonti rinnovabili.
La tematica è approfondita in occasione di due eventi: la mostra dell’artista Gianni Depaoli, allestita presso il Museo Civico Garda di Ivrea dall’11 al 27 settembre 2009, e la Performance ludico didattica che si terrà sabato 26 settembre, alle ore 15, in piazza Ottinetti di Ivrea.
Il rapporto tra tecnologia e ambiente, il tema del
Da tempo pensavo di scrivere un post intitolato Mi sun turineis cercando di descrivere le basi di un orgoglio torinese a partire da un titolo simile al famoso Ich bin ein Berliner. La mia passione per la mia città è nota e probabilmente deriva più da pulsioni emotive e emozionali piuttosto che razionali. Dimentichiamo il cuore e usiamo come interprete delle cose la ragione.
Torino, la sua provincia, il suo intorno economico, hanno avuto nell’inizio degli anni 2000 una delle più drammatiche crisi economico – esistenziali che una città e una comunità possano vivere. Si è toccato il fondo e si è vissuta la crisi per primi. Questa città ha avuto la fortuna, nonostante si pensasse il contrario, di dimostrare di avere molte anime, molte eccellenze, una capacità non comune di accogliere persone ed etnie, un mondo capace di rinnovarsi. Il ruolo dei politici, alcuni capaci, altri meno, è stato quello di saper coagulare questi aspetti, di difendere il difendibile e si essere ragionevolmente onesti materialmente e intellettualmente. Il ruolo delle Olimpiadi è stato quello della vetrina, più che quello del catalizzatore.