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Vittorio Pasteris

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Facebook e Sky.it fenomeni in rete

* 29 gennaio, 2009 * Economia, Internet * 0 commenti

Andrea Secchi su Italia Oggi  via Dagospia

Facebook e Sky.it sono i fenomeni di dicembre nella rete Internet, anche se con non poche differenze. Il primo ha superato YouTube nella categoria dei social media, diventando leader del comparto con quasi 10 milioni di utenti in Italia. Il sito della piattaforma satellitare, invece, è quello che è cresciuto di più nella propria categoria, broadcast media, oltre il 17% rispetto a novembre, anche se i numeri assoluti sono nettamente inferiori rispetto a Facebook: 2,2 milioni di utenti unici.

Secondo i dati forniti da Aegis Media Expert, quindi, Sky non solo cresce sul piccolo schermo, ma anche su Internet. Un bel risultato, che dimostra come stia pagando l’arricchimento di contenuti di Sky.it, un sito che si è mosso con più ritardo rispetto a quelli degli altri gruppi televisivi, e che in principio era praticamente solo una vetrina per la televisione satellitare di News Corp. Ora al suo interno vi si trovano notizie e soprattutto video, compresi film (ieri il Diario di Anna Frank, in contemporanea su Sky Cinema) o serie come Romanzo Criminale, visibili in rete anche per i non abbonati.

Sky Tg 24 criptato i pro e i contro

* 18 dicembre, 2008 * Media, Pensieri * 0 commenti

skytg24Pochi ne hanno scritto in rete in questi giorni salvo i soliti ben informati siti di televisione satellitare: i diversi canali di news legati a Sky Tg 24 sono stati criptati come racconta Digital Sat Magazine

Lo avevano anticipato nei giorni scorsi Sorrisi e Il Giornale, e puntualmente la parola è stata mantenuta: da ieri la visione di Sky Tg24 è riservata ai soli abbonati a Sky (basta il minimo abbonamento Su Misura, essendo incluso nell’obbligatorio mini-pacchetto News).

I nostri lettori di buona memoria ricorderanno sicuramente il nostro articolo di metà Luglio, quando SKY TG24 sperimentò proprio la trasmissione codificata (primissimo caso dal 2003) anche per testare quelli che sarebbero stati i cali in termini di contatti giornalieri, generalmente sempre intorno a quota 2 milioni al giorno.

Dato che in effetti non ci sono state comunicazioni ufficiali di Sky non è chiaro se il cambiamento è transitorio o definitivo.

In ogni caso ci sono dei pro e dei contro.

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Personal Social Card

* 1 dicembre, 2008 * Senza categoria * 0 commenti

Via Diario Acido

Il maxi computer center di Google dall’alto

* 4 novembre, 2008 * Senza categoria * 0 commenti

Via NYT due anni fa

On the banks of the windswept Columbia River, Google is working on a secret weapon in its quest to dominate the next generation of Internet computing. But it is hard to keep a secret when it is a computing center as big as two football fields, with twin cooling plants protruding four stories into the sky.

The complex, sprawling like an information-age factory, heralds a substantial expansion of a worldwide computing network handling billions of search queries a day and a growing repertory of other Internet services.

Google Maps oggi

Facebook: un fenomeno tutto italiano

* 27 ottobre, 2008 * Senza categoria * 1 commenti

Via Aiuti.com

Al di là dei tanti meccanismi di funzionamento e della ricchezza delle applicazioni, quello che emerge non è il programma, ma il comportamento d’uso. Ci si comporta tenendolo sempre aperto come un ambiente in background che ti fa percepire che cosa sta avvenendo nella rete di persone che conosci, proprio come se fossero nello stesso luogo assieme a te. Non ci si scambia neppure molti messaggi, anche se è possibile ogni tanto chattare con qualcuno che hai visto disponibile. Ma ben difficilmente può essere considerato il luogo di appuntamenti amorosi, in quanto, fra l’altro, è troppo esposto e il target è ben diverso.

È la percezione di comunanza simultanea che fa la differenza. Con quasi due milioni e mezzo di iscritti ci trovi un po’ tutti: amici che avevi perso di vista, compagni di scuola insospettabili… Non vai su FaceBook per uno scopo, come nel caso, ad esempio, di LinkedIn: ci vai solo per andarci e può accadere che avvenga qualcosa in genere del tutto imprevisto. Il bello è proprio questo. Ci metti le tue foto, un video di YouTube che ti è piaciuto o un link interessante e non ci pensi più; non ti preoccupi di chi possa essere interessato.

Insomma, il primo elemento interessante è proprio questa condizione del tutto stocastica, incidentale, casuale del mezzo ad essere del tutto originale. Diversamente da un Instant Messenger, come MSN, ad esempio, o da un programma di comunicazione integrato come Skype, FaceBook si caratterizza come un ambiente.

La seconda, e personalmente ancora più interessante, considerazione è che questo “Ambiente” si distingue per privilegiare una dimensione locale, un po’ com’era per le vecchie BBS, gli ambienti virtuali creati nel computer di qualche amico della tua città e spesso del tuo giro – solo che quello era per nerd, per smanettoni, mentre questo è facile per tutti e attira soprattutto quelli meno pratici per la sua semplicità. Per la prima volta si torna a vedere su Internet qualcosa di simile alle comunità della Baia, quella di S. Francisco, descritte nell’ispirato “Comunità Virtuali” di Howard Rheingold.

Non è perché FaceBook sia bello che si sono iscritti tanti Italiani, ma piuttosto è perché si sono iscritti tanti Italiani che la gente si iscrive a FaceBook. Io ci ero entrato circa un anno fa e poi non c’ero più tornato, perché era un ambiente staunitense (oltre che allora piuttosto grezzo) e sentivo che non avrei avuto nulla a che fare con tutto ciò. Oggi è un mondo diverso: conosco molte persone e trovo esperienze che mi dicono qualcosa in una lingua con cui mi sento a mio agio.

Insomma, la gente sente meno il bisogno di potenza della rete delle reti che ti dà l’illusione di avere sottomano il mondo, nello stesso modo in cui sta conoscendo il piacere di consumare di meno, e per un senso di ecologia, di pulizia mentale, non solo perché costretta a risparmiare. Quello che desideri è stare a casa tua, di parlare la tua lingua, di potere contare sulla comprensione che deriva dal fare riferimento alle stesse esperienze e allo stesso modo di pensare condiviso in una mente locale, invece che globale.

Fonera 2.0 in arrivo

* 15 ottobre, 2008 * Senza categoria * 0 commenti

Via DemaFon blog

Mobuzz.tv ha intervistato Martin Varsavsky chiedendogli informazioni sulla nuova Fonera 2.0 per sviluppatori e un suo parere sulla crisi finanziaria che rischia di lasciare sul campo molte vittime.

Il video lo potete visionare qui http://splicd.com/pbm83DuHmJk/266/500

Per chi va di fretta , in sostanza Martin ha detto che la Fonera 2.0 per ora è solo per hackers ( dimenticando di dire solo Spagnoli , Tedeschi e Francesi ) che farà cose meravigliose come upload verso youtube , flickr e facebook , che avrà un torrent client a bordo per scaricare i contenuti preferiti , insomma una fonera pensante !  Inoltre dice  che attualmente è gratis anche se mi risulta che venga venduta a 39.95 euro .

Il giornalismo partecipativo ha ora un master

* 3 ottobre, 2008 * Senza categoria * 0 commenti

Via Gennaro Carotenuto

banner_a E’ proprio vero, le notizie in Rete si bruciano con una rapidità impressionante. Basta un trackback partito per sbaglio e cominciano ad arrivare immediatamente le visite, i link, le telefonate via Skype o via rame degli amici perfino offesi di non saperne ancora niente. E allora va bene, tiriamo giù il lenzuolo con qualche giorno di anticipo, tagliamo il nastro e sveliamo quello che chi scrive è orgoglioso di considerare uno dei progetti più importanti in Italia (e non solo) nel campo della Comunicazione del XXI secolo.

Nasce infatti, presso il Dipartimento e la Facoltà di Scienze della Comunicazione dell’Università di Macerata, il Master universitario di II livello in Giornalismo partecipativo. E’ un anno che ci pensiamo, ci ragioniamo, ci giriamo intorno, con la direttrice, Prof. Paola Magnarelli, con gli altri docenti della Facoltà e con una serie di autorevoli amici, alcuni dei quali sono stati cooptati come docenti in questa esperienza.

Secondo noi l’informazione è un bene comune e non proprietà privata di pochi. Secondo noi esiste oggi lo spazio e perfino il mercato per lavorare nel mondo della comunicazione diffusa che in questo secolo affianca e spesso sostituisce i media tradizionali per tempismo, completezza, autorevolezza e soprattutto etica, quella che sempre più fa difetto nelle vie Solferino dell’informazione mainstream.

Il Master segue lo schema dell’Alta formazione nelle università italiane; dura un anno di lezioni concentrate nella parte finale della settimana ed è previsto uno stage. Il bando scade il 21 novembre. Abbiamo concepito quattro aree tematiche. Una propriamente tecnologica, web 2.0 che ha come scopo quello di permettere ai partecipanti di progettare e gestire un media, inventare una web radio, una web tv, un media comunitario e farlo funzionare. La seconda è indirizzata specificamente alla professione giornalistica, nelle specificità però del giornalismo partecipativo. La terza e la quarta si propongono di approfondire e consolidare la preparazione culturale del partecipante sia in campo storico-umanistico sia nei settori disciplinari giuridico e socio-economico.

Il Gfonino si chiama G1

* 24 settembre, 2008 * Senza categoria * 0 commenti

UPDATE: I primi test drive di Gizmodo, Engadget, All things digital,Tech Beat, David Pogue
I giudizi sono buoni, ma rispetto all’Iphone pare Google sia ancora un passo indietro. Ma la differenza importante come annota David Pogue potrebbe essere che G1 cioè Android è un progetto aperto, una caratteristica che potrebbe cambiare i valori in campo.

At the same time, the G1 is not an iPhone. More features means more complexity; the G1 has five physical buttons on the face, not one. It’s got a trackball, arrow keys and the touch screen, too. It’s not a multitouch screen, so you lose all those niceties like pinching to zoom in and out. That keyboard and removable battery make the G1 a lot thicker and homelier than the iPhone.
And, of course, it’s not an iPod. It plays music, but doesn’t play video at all [UPDATE: except YouTube videos], let alone capture it, and there’s no way to buy TV shows or movies even if the phone could play them.

But here’s the thing: Android, and the G1, are open. Open, open, open, in ways that would make Steve Jobs cringe. You can unlock this phone after 90 days—that is, use any SIM card from any carrier in it. The operating system is free and open-source, meaning that any company can make changes without consulting or paying Google. The App store is completely open, too; T-Mobile and Google say they won’t censor programs that they don’t approve of, as Apple does with the iPhone store. Yes, even if someone writes a Skype-like program that lets people avoid using up T-Mobile cellular voice minutes.

Il bello della diretta

* 4 settembre, 2008 * Senza categoria * 0 commenti

Da quando il bloggante ha preso anche la responsabilità del multimedia di Lastampa.it si è sforzato di trovare modi per portare in presa diretta gli eventi che accadono in giro per il mondo.
Il lavoro è certosino perchè avendo budget zero o giù da quelle parti occorre programmarsi bene il lavoro, cercare eventi che vengano “prodotti” in rete a costo zero e offrirli ai lettori. Per scegliere meglio le dirette occorrerebbero troupe esterne e molta banda.

In effetti il fenomeno sta crescendo molto e velocemente dato che molti eventi e molte notizie possono essere accompagnate da uno streaming in diretta che lo racconta dal vivo ampiamente.
In effetti quando comparvero i primi palinsesti CNN style alla televisione con tutti collegamenti strettamente in diretta con i luoghi degli eventi fu una rivoluzione eccitante.

Era come sentirsi direttamente sui fatti, parteciparvi. Poi è venuto Internet.
Per il momento a parte casi molto particolari le dirette non sono molto frequentate anche se riguradano eventi importati, forse a volte un po’ pallosi come i fatti della politica.
Meglio un video di gossip che una discussione politica su temi di attualità
Ma se si riesce a migliorare la qualità del contenuto per un lettore medio meno di nicchia la strada diventa in discesa.

Leggere le cose con gli occhi di un professionista

* 7 agosto, 2008 * Senza categoria * 0 commenti

Matteo racconta la sua “presa in carico del caso Youtube – Mediaset”

Secondo il mio parere YouTube sopperisce in questo momento ad una mancanza ontologica nella gestione che Mediaset fa dei suoi Asset. Una volta “passati” i momenti storici della televisione non esistono metodi efficienti per recuperare le vecchie situazioni ed i vecchi filmanti.
Esiste Rivideo ed esistono anche altre realtà del portale di Mediaset, ma è mia opinione opinabile che queste non siano attualmente al pari con la piattaforma di Youtube.
Questo non è, però, un motivo sufficiente perché Mediaset sorvoli sul fatto che YouTube ospita filmati propri senza diritti… Un po’ come dire che siccome non esiste un modo efficiente per esporre le opere di Boccioni posso andare, copiarle e distribuirne copie nel mondo senza che l’artista ne riceva un euro…
E prima che lo diciate voi, che talune trasmissioni non sono equiparabili a Boccioni lo dico direttamente io! Ma sfortunatamente per la miopia legislativa italiana sono ambedue Opere di ingegno.
C’è addirittura una guerra terribile che sta andando avanti da anni su SKY e il Calcio, dove un tribunale cerca di dimostrare che le Partite di Calcio, anche con regia e commenti, NON SONO opere di ingegno…
Premesso che non ho nessun tipo di potere in merito e che non conosco (nè voglio conoscere) le strategie di Mediaset, spero ardentemente in un accordo che porti l’intero archivio di Pollon e Bim Bum Bam online su YouTube…

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Tv usa e getta

* 6 agosto, 2008 * Senza categoria * 0 commenti

Ha cominciato a trasmettere sul satellite l’11 giugno 2007. Da allora è stata in onda 24 ore su 24. 4 ore di diretta al giorno sul canale 818 di Sky e sul sito internet. 1 ora di diretta al giorno più una di replica su 40 televisioni regionali del circuito Odeon. Rappresenta la più voluminosa raccolta video non di sinistra direttamente accessibile su internet. Con più di 3.000 servizi video archiviati e indicizzati, ha immesso sul circuito satellitare e su internet inchieste giornalistiche di livello tecnico-professionale da tv nazionale. Dal 31 luglio il segnale della Tv della Libertà sarà spento.

Eeebuntu

* 3 agosto, 2008 * Senza categoria * 1 commenti

Via Webepoque

logo eeebuntu

Eeebuntu è il suo nome, nasce dalla costola di Ubuntu ma è interamente dedicato all’. Esisteva già eeexubuntu, è vero, ma il suo condividere troppy repository con la distro maggiore la rendeva alquanto altalenante per l’. Wifi che smetteva di funzionare dopo l’aggiornamento, il passaggio alla 7.10 alla 8.4 catastrofico. Non ne potevo più, ho fatto una ricerca e ho trovato sto gioiellino.

Si integra perfettamente, con tutto l’hardware senza problemi. Wifi, tasti fn, funziona tutto alla meraviglia. Un unica osservazione: l’immagine ISO, che potete scaricare da qui, pesa 900 Mb, più di un cd per cui è consigliato o fare il boot da pen drive o avere un dvd esterno…

Altra particolarità: esce in due distro, la standard e la nbr, dall’interfaccia grafica molto differente. Il pacchetto sw rimane lo stesso ed è fin troppo nutrito: , amarok, amsn, , openoffice, gtkpod, gpxpod, compiz fusion… insomma tutto l’arsenale non per un , ma per un vero e proprio laptop da casa…