Working Capital Tour 2011: si riparte da Torino
In occasione delle celebrazioni del 150° anno dell’unità d’Italia, il Working Capital Tour prenderà il via il 18 marzo a Torino, per andare alla ricerca dei nuovi Mille, selezionando le migliori idee degli eroi dell’innovazione italiana di oggi.
Dopo la tappa inaugurale nel capoluogo piemontese, Working Capital percorrerà tutto il Paese attraverso Palermo, Napoli, Firenze, Trieste e Milano, per poi concludere il tour lì dove era iniziato, a Torino, in occasione del Premio Nazionale per l’Innovazione a novembre.
Belen non vende un belin
“Scegliere Belen Rodriguez è stato un errore”: l’amara considerazione arriva da una fonte interna alla celebre azienda di telecomunicazioni che ha scelto la showgirl come testimonial. Chi l’avrebbe mai detto? La ragazza televisiva più amata dagli italiani non funziona negli spot, e anzi provoca emorragie di storici clienti, tanto che l’azienda sarebbe decisa a cambiare radicalmente strategia pubblicitaria. La scelta della showgirl, presto anche sul palco dell’Ariston al fianco di Gianni Morandi al Festival di Sanremo, non ha sortito gli effetti sperati e l’azienda è costretta a correre ai ripari.
Gli spot tv che la vedevano protagonista diventeranno presto un ricordo, visto che, invece di incrementare le vendite di utenze cellulari, le avrebbero fatte calare. Secondo quanto riferito dal Corriere delle Comunicazioni, le performance deludenti sul fronte delle utenze mobili sarebbero in parte dovute proprio alla campagna di comunicazione con la bellezza argentina.
Una fonte interna all’azienda racconta: “Molti dei clienti storici di Telecom, in particolare le famiglie, non hanno gradito la scelta della showgirl in qualità di testimonial. E ciò si è tradotto in fuoriuscite di clienti verso operatori concorrenti”.
La lunga storia vera del Cubo di Telecom
Un anno dopo il (fallimentare) lancio e sei mesi dopo le dimissioni di Luca Tomassini (ex responsabile del ‘Cubo’, sostituito dall’ingegner D’Andrea), arriva il Natale del rilancio: dopo parecchi rinvii in corso d’opera per il media center targato Telecom Italia, è in vendita la versione 2010. Prezzo 199 euro, design identico al vecchio Cubovision, +25% di volume, hard disk da 250 Gb anzichè 500 GB, mancanza dei protocolli di condivisione DLNA e UPnP (che c’erano nel vecchio Cubovision, dove potrebbe arrivare anche SAMBA). Appena potrò provarlo – la presentazione stampa è al momento fissata per il 15 dicembre, ma Telecom me ne ha inviato uno nei giorni scorsi – arriverà la mia recensione.
Poco di ufficiale, eppure dettaglio dopo dettaglio l’incredibile vicenda del Cubovision può essere ricostruita come segue. Ovviamente, sarò felice di integrare o correggere eventuali dettagli che emergessero in seguito, per correttezza ho contattato le p.r. di Telecom Italia ponendo alcune domande, a cui l’azienda ha preferito non rispondere.
Torniamo al Cubo… Tutto nasce da un’idea di Telecom Italia che, ragionando sugli sviluppi di Alice Home Tv, decide di puntare su un nuovo media center. La piattaforma Alcatel Lucent usata per Alice Home Tv, al di là dei costi di gestione (ovvero gli sviluppi software, a carico di di Accenture), non dava più la flessibilità necessaria. In particolare, l’idea del Cubovision nasce dalla necessità di offrire IPTv a tutti gli abbonati ADSL e non ai soli abbonati 20 Mbps (la piattaforma Lucent richiedeva infatti elevate velocità di connessione).
Navigare sicuri on tour
Navigare Sicuri è l’unione di una passione e di una consapevolezza. È la passione per la navigazione in Rete, una rivoluzione culturale e sociale che per Telecom Italia è lavoro e impegno quotidiani. È anche la consapevolezza che il fascinoso mondo di Internet può nascondere alcune insidie soprattutto per i più giovani. Con queste parole è partito il da Torino il progetto Telecom che toccherà scuole e piazze di 20 città italiane in dieci regioni.
L’obiettivo del progetto è sensibilizzare bambini, studenti, docenti e genitori sull’uso consapevole e responsabile del Web, perché il fascino del mondo di Internet può nascondere insidie, soprattutto può fare cadere i più giovani in tante trappole.
In sette mesi il bus di “Navigare sicuri” percorrerà oltre 6 mila chilometri in giro per l’Italia e sul bus viaggeranno un team di esperti che si avvarrà di cinque postazioni multimediali e di una lavagna interattiva.
Working Capital a Padova il 13 ottobre
Il 13 ottobre si terrà a Padova la terza tappa del tour 2010 di Working Capital. La giornata sarà divisa in due momenti: nella mattinata si svolgerà Scouting 2.0 e il pomeriggio sarà dedicato a Spazio Startup. Scouting 2.0 vedrà 10 team presentare i propri progetti di ricerca e contendersi le 5 borse di studio messe a disposizione da Telecom Italia, ognuna del valore massimo di 20.000 euro.
Durante Spazio Startup, invece, si terranno le presentazioni di startup che si candidano ad accedere alle altre forme di supporto previste da Telecom Italia. Le migliori saranno ammesse alla valutazione del comitato di investimento.
La presentazione dei progetti di ricerca e delle startup avverrà secondo il meccanismo degli elevator pitch: 5 minuti di presentazione, più 3 minuti di domande e risposte, di fronte a una giuria di qualità composta da top manager di Telecom Italia ed esperti del settore.
Maglione: il paese tagliato fuori da Telecom
Per un po’ hanno pazientato, cercando di far buon viso a cattiva sorte. Poi, con il passare dei giorni, anche la calma più olimpica è andata a farsi benedire. Così, è scoppiato il caos: c’è chi è andato in Comune a battere i piedi e chi si è presentato dai carabinieri per fare denuncia. E chi, esasperato, si è addirittura trasferito dai parenti che vivono in altri Comuni per far fronte all’emergenza. Il sindaco, dopo aver scelto la diplomazia, è passato alle vie di fatto presentando due esposti: uno indirizzato al Prefetto, l’altro alla Procura di Ivrea.
Benvenuti a Maglione, paese di 480 anime, ultimo della Provincia di Torino prima di sconfinare nel terre del Vercellese e del Biellese. Qui, dall’8 agosto, i telefoni suonano muti e la popolazione (cellulari a parte, ma anche in questo caso la copertura è minima) risulta isolata dal resto del mondo. Alcuni turisti inglesi, arrivati fin qui per ammirare i murales, non hanno risparmiato qualche battuta sarcastica ironizzando sull’efficienza della burocrazia italiana. Ma c’è poco da scherzare: l’ufficio postale minaccia di chiudere, da giorni dal Comune non si possono né ricevere né effettuare telefonate e l’unico ristorante del paese è tagliato fuori, così come i quasi 50 produttori agricoli di pesche e tutti i privati che con il telefono lavorano e fanno affari. Per non parlare della popolazione anziana, che qui rappresenta il 50 per cento dei residenti. Pochi giorni fa, tanto per fare un esempio, una novantenne che vive sola ha dovuto ricorrere ai carabinieri della stazione di Borgomasino per poter telefonare alla figlia.
Tronchetti Provera ancora indagato per dossieraggio illegale
Marco Tronchetti Provera e Carlo Buora sono indagati a Milano nell’inchiesta sul dossieraggio illegale praticato dalla «Security» di Telecom negli anni in cui a guidarla era Giuliano Tavaroli. E la loro messa sotto inchiesta non avviene ora, ma è rimasta «blindata» da almeno 6 mesi. A cavallo, peraltro, degli uffici giudiziari di Roma e Milano.
Gli ex presidente e vicepresidente di Telecom, infatti, non sono indagati ora come conseguenza del supplemento di indagini sollecitato di fatto alla Procura milanese dal giudice Mariolina Panasiti con la trasmissione il 28 maggio ai pm di alcuni atti dell’udienza preliminare, e in particolare degli interrogatori dei testi ammessi dal gup su richiesta delle difese degli imputati (come lo 007 privato Cipriani) o delle parti civili (come il giornalista Mucchetti) più attive nel sostenere la consapevolezza dei vertici aziendali rispetto agli illeciti commessi dalla loro «Security» e sinora sanzionati con sedici patteggiamenti (tra cui quelli di Tavaroli e delle persone giuridiche Telecom e Pirelli per corruzione in base alla legge 231) e dodici rinvii a giudizio al 22 settembre.
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I successi sudamericani di Napoletone
L’incantesimo di Telefonica si è rotto quando a gennaio dell’anno scorso è sceso all’aeroporto di Rio un manager 43enne, padovano d’origine, coniugato con quattro figli e dall’aria disinvolta. Era Luca Luciani, il mitico dirigente commerciale di Tim che è diventato famoso in tutto il mondo per le sue napoleoniche gaffe sulla storia.
Durante una convention il biondo Luca aveva incalzato le truppe di Tim con la citazione di Napoleone vincitore a Walterloo (che a suo dire avrebbe compiuto a Walterloo un grande capolavoro) che fece inorridire l’universo intero. La storia sembrava averlo travolto e il povero Luciani al quale veniva rinfacciato lo stipendio da 844mila euro inviò una lettera di scuse a Dagospia e in altre interviste fece ammenda della sua ignoranza.
Cesar Alierta
4 maggio, 2011

“Scegliere Belen Rodriguez è stato un errore”: l’amara considerazione arriva da una fonte interna alla celebre azienda di telecomunicazioni che ha scelto la showgirl come testimonial. Chi l’avrebbe mai detto? La ragazza televisiva più amata dagli italiani non funziona negli spot, e anzi provoca emorragie di storici clienti, tanto che l’azienda sarebbe decisa a cambiare radicalmente strategia pubblicitaria. La scelta della showgirl, presto anche sul palco dell’Ariston al fianco di Gianni Morandi al Festival di Sanremo, non ha sortito gli effetti sperati e l’azienda è costretta a correre ai ripari.




















