L’influenza A colpisce anche a Torino

Via AGI

E’ ricoverato in gravi condizioni nel reparto di rianimazione universitaria dell’ospedale Molinette di Torino un uomo di 44 anni a cui e’ stata diagnosticata l’influenza A. L’uomo, che e’ obeso ma che fino alla settimana scorsa era in ottime condizioni di salute, dopo quattro giorni passati a casa con una sindrome influenzale con febbre e tosse, era stato ricoverato all’ospedale di Rivoli il 31 ottobre con difficolta’ respiratorie.
Le sue condizioni, pero’, sono peggiorate fino alla notte scorsa, quando l’uomo e’ stato intubato. I medici dell’ospedale di Rivoli, questa mattina, non notando miglioramenti, hanno deciso di trasferire il paziente alle Molinette. Ricoverato nel primo pomeriggio, l’uomo e’ sottoposto a circolazione extracorporea. Si tratta del secondo caso di paziente con problemi respiratori legati all’influenza A ricoverato presso il reparto di rianimazione diretto da Marco Ranieri

UPDATE: senza voler fare allarmismo eccessivo un’altro ricovero

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Digitale terrestre spegne la televisione degli anziani

Via Trackback.it Panico nel Trentino-Alto Adige per l’utenza più anziana, che si è trovata spiazzata quando il passaggio al Digitale Terrestre ha causato l’oscuramento dei tradizionali canali televisivi. Innumerevoli le chiamate degli utenti per segnalare fantomatici guasti tecnici. Non solo gli anziani, ma anche i meno avvezzi alla nuova tecnologia sono sul piede di guerra, … Leggi tutto

Berlusconi l’innovatore

Passi scelti da una lunga intervista di Claudio Sabelli Fioretti a Fedele Confalonieri

Perché i magistrati ce l’hanno con lui?
«Viene vissuto come un parvenu, come un intruso».
E invece?
«Invece è un genio. Un giorno mi disse: “Costruisco una città di diecimila abitanti”. Pensai: “Quest chi l’è mat”. E invece no. Era un innovatore, aveva capito che non doveva fare case. Doveva fare quartieri».
All’inizio non vi prendevano sul serio.
«Ricordo di aver aspettato più di un’ora con lui nell’anticamera di Gianstefano Frigerio, allora segretario regionale della Dc. L’establishment diceva: “Ma chi è questo ragazzino che fa le cose che non riescono a noi?”. Quelli come Berlusconi entrano e sconvolgono».

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Qualche speranza per il mare a Porta Nuova

Via Il mare a Porta Nuova Ritorna la speranza critica. Dopo la diffusa manifestazione di adesione al progetto per il mare a Porta Nuova è seguita l’esplicita presa di posizione da parte di un establishment che ha definito il progetto “irreale e irrealizzabile”. Ma ora vediamo tornare il desiderio per una simile città. Nell’immagine di … Leggi tutto

Il modello meno che free di Google

Via Bill Curley

Google has long had an interest in maps. Early in its history, the company added “Maps” as one of the coveted tab alternatives offered at the top of the screen above its famed search box. At that time, Google did what many others did to enter the mapping business – they licensed data from the two duopolists that ruled the mapping business – Tele Atlas and NavTeq. Over the years, as these two companies gained more and more power, and larger and larger market capitalizations, Google’s ambitions were growing too. Google wanted to spread its maps across the web, and to allow others to build on top of its mapping API.  The duopolists, recognizing a fox in the henhouse, were apprehensive to allow such activity.

In the summer of 2007, excitement regarding the criticality of map data (specifically turn-by-turn navigation data) reached a fever pitch.  On July 23, 2007, TomTom, the leading portable GPS device maker, agreed to buy Tele Atlas for US$2.7 billion. Shortly thereafter, on October 1, Nokia agreed to buy NavTeq for a cool US$8.1 billion. Meanwhile Google was still evolving its strategy and no longer wanted to be limited by the terms of its two contracts. As such, they informed Tele Atlas and NavTeq that they wanted to modify their license terms to allow more liberty with respect to syndication and proliferation. NavTeq balked, and in September of 2008 Google quietly dropped NavTeq, moving to just one partner for its core mapping data. Tele Atlas eventually agreed to the term modifications, but perhaps they should have sensed something bigger at play.

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L’unico aiuto che serve al giornalismo è la larghezza di banda

Via Dan Gilmore Robert W. McChesney and John Nichols believe that “journalists deserve subsidies, too.” They argue that America is “nearing a point where we will no longer have more than minimal resources (relative to the nation’s size) dedicated to reporting the news. There’s every reason to dispute their woe-is-us assumption. There’s even more reason … Leggi tutto

Il possibile futuro dei media digitali in una immagine

Via Techcrunch Ammettendo che il futuro dei media on-line sia il passaggio al pagamento dei contenuti, Apple con il suo Apple Store è la leader mondiale nei micro o macro pagementi dei contenuti. Per questo l’immagine di Techcrunc rende decisamente l’idea del possibile e ncessario passaggio.

I furbetti piemontesi con residenza all’estero

Via repubblica.it

Hanno la residenza a Montecarlo, in Svizzera, o in tutti quei “paradisi” dove la pressione fiscale è ben diversa da quella italiana: tanti piemontesi sfuggono alle tasse italiane. E ora l´agenzia delle entrate concentra l´attenzione su di loro per capire se la residenza che hanno indicato sia reale o fittizia: sono ben 2023 i cittadini “sospetti” che hanno ufficialmente abbandonato il Piemonte per l´estero, e 930 in particolare i torinesi. Anche Cuneo ha perso diversi residenti, 403 in tutto, mentre gli ex abitanti ad Alessandria e ora cittadini del mondo sono 209.

Ma si tratta davvero di persone che abitano a Monaco o in Svizzera, o alle isole Cayman? Oppure anche loro hanno utilizzato un escamotage per eludere il fisco italiano, come gli sportivi e gli artisti famosi noti alle cronache (da Valentino Rossi ad Alberto Tomba, da Luciano Pavarotti ad Andrea Bocelli, per citare alcuni di quelli che, “pizzicati” dai controlli avevano poi scelto di patteggiare)? Per ora l´inchiesta è solo all´inizio, ma i dubbi ci sono, e sono tanti. La direzione regionale e gli uffici dell´agenzia delle Entrate stanno facendo controlli a tappeto per capire, posizione per posizione, quale sia la realtà dei fatti. E le verifiche sono attente e capillari.

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Un Filtr della buona informazione

Via LSDI

‘’Un posto in cui chi ha gli strumenti per informarsi mette la sua informazione a disposizione di chi è interessato ad averla. Questo è il Filtr, se non nei risultati, almeno nello spirito’’. E’ così che Giuseppe Granieri e Sergio Maistrello presentano Filtr,un nuovo esperimento di aggregazione e selezione della ‘’buona informazione’’ che è dispersa in rete.

Per ora è stato realizzato una specie di numero zero. ‘’Un numero zero che vivrà (e si alimenterà) per qualche giorno. Un modo per raccogliere feedback, sperimentare un modello, trovare una voce, imparare dalle diverse interpretazioni che ciascuno darà della linea che stiamo provando a immaginare.

E la linea è semplice, almeno nell’enunciato: invece di aggiungere concorrenza nella produzione di nuove notizie più o meno simili tra loro, vogliamo provare a mettere in valore la buona informazione che esiste e che spesso è distribuita tra molte fonti minori. Che venga dai news media o dai blog, dalla tv o da twitter, va benissimo. Questo è un primo tentativo per cominciare a farlo.

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