L’ industria dei giornali ha scelto il suicidio rituale: una scelta drastica e irrevocabile. Lo sostiene un giornalista Usa, Dan Conover, in un articolo pubblicato sul blog collettivo Xark, dal titolo ‘’ The newspaper suicide pact’’, che Bernardo Parrella rilancia sul suo sito, Bernyblog, con toni un po’ apocalittici.
Il problema, spiega Conover, è la questione del paid content, dei contenuti a pagamento, di cui si sta ricominciando a parlare in maniera insistente e che è stata al centro di un recente summit organizzato dalla NAA (l’ Associazione dei giornali Usa) a Chicago.
Apparentemente, sostiene Conover, può sembrare una idea ragionevole che i cittadini possano pagare per dei contenuti, prodotti in maniera professionale, che essi consumano. Ma in realtà si tratta di una petizione post-razionale ritenere che i consumatori abbandonino consuetudini maturate nell’ ultimo decennio a favore di comportamenti che dovrebbero riportare le aziende editoriali a quei margini di profitto decretati per loro da Dio Onnipotente.
In Francia spunta la tassa pro-redazioni
Via Lsdi Una ‘’tassa’’ generalizzata sulla fornitura di accessi alla rete per finanziare le redazioni. La proposta sta girando nelle stanze di Libération, come segnala Emmanuel Parody sul suo blog, ecosphere, e ipotizza una tassazione sull’ informazione (gratuita) che la rete offre e i cui ricavi andrebbero distribuiti alle varie testate a seconda del numero … Leggi tutto