Le prime proposte per la riforma dell’ordine dei Giornalisti e la mostruosa proposta per la composizione dei consigli di disciplina

Come previsto e temuto le proposte per riformare l’Ordine dei Giornalisti, mai realizzato in passato, che viene tentato in fretta e furia per adeguarsi alla manovra Monti e alle direttive comunitarie, rischia di diventare un pasticcio di dimensione epica. La necessità di oggi e di ieri è di salvare e migliorare il mondo dell’informazione in Italia e il mondo del giornalismo in particolare. La scelta è necessariamente forte: o si cambia radicalmente la situazione o occorre abolire in tempi breve l’Ordine, farlo esplodere dal di dentro. Bisogna cambiare drasticamente, accettare di applicare le regole ed eliminare furfanti ed arraffoni che si sono insidiati nel mondo dei giornalisti italiani e ricominciare. Se no uccidere l’Ordine e gettare il sale sulle sue macerie.

Per i non giornalisti una serie di grafici riassuntivi sui giornalisti italiani dall’Inkiesta

Dopo un periodo fantasioso di illazioni e proposte di riforme presunte il recente consiglio nazionale dell’Ordine , dove pare ci sia stata discreta maretta e forte polemica con FNSI, ha prodotto un documento che potete leggere e scaricare a fondo post e che trovate in forma estesa e commentata da Franco Abruzzo.

Le linee guida presentate sono improduttive e richiederanno una riscrittura radicale e molto più coraggiosa. Il governo Monti non accetterà mai una serie di regole che hanno nell’indefinizione la loro caratteristica. Indecente è la proposta relativa alla composizione del consiglio di disciplina.

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IBook Author, ed Apple disse: andate e pubblicate tutti

Ennio Martignago via User Friendly

Questa volta Apple potrebbe proprio avere assestato un nuovo colpo grosso al comparto di mercato più succulento della cultura: la formazione e la didattica e quel che è per noi più interessante è che potremmo anche non esserne tagliati fuori. Anzi, tutto declinerebbe per farci credere che la lobby editoriale italiota, se non arriva un altro golpe Levi bipartisan, con i tentativi di trovare mammasantissima alla amatriciana come Telecom e f.lli ha preso una buca dolorosissima.

Già Amazon con Kindle ha dimostrato quanto poco ci voglia a far pubblicare libri a orde di autori più o meno interessanti, solo rendendosi disponibile per accettare le creazioni e metterle in catalogo.

Ora Apple fornisce loro, oltre tutto questo, un ambiente, un ecosistema cloud e soprattutto un programma iBook Author gratuito per risvegliare il loro appetito e la voglia di tirarsi su le maniche. Ora non c’è più bisogno, che Zanichelli, La Nuova Italia, Lemonnier e compagnia cantante, con una mancia a qualche ghost writer storcano il naso e rifiutino gli accordi con il gigante dell’MP3 e delle App: ora il professor Rossi può preparare il suo libro anche usando i copia e incolla parziali di brani di altri autori e prendere la lauta percentuale offerta dalla compagnia californiana che parla di prezzi inferiori ai 15 dollari (poco più che 10 euro) contro le vagonate di cartamoneta che ci dissanguano ad ogni ritorno dalle ferie.

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L’altra faccia delle crociere, quella degli sfruttati. La vita sotto il ponte, il video

In serata Servizio Pubblico ha messo in onda degli sprazzi di un docufilm realizzato dalla filmaker brasiliana Melissa Monteiro dal titolo Life Below Deck (in francese: La face cachée des croisières de luxe. In tedesco: Kreuzfahrt Undercover)

Il docufilm racconta l’altra faccia della rutilante vita nelle crociere: quella degli sfruttati dell’equipaggio fatto da lavoratori che arrivano dai paesi poveri del mondo. Dalla scheda del documentario giornalistico

You might imagine that life aboard a luxury liner is paradise. While this may be the case for paying guests, the reality for the workers below deck is far less idyllic. Filmmaker Melissa Monteiro worked undercover as a cruise ship waitress and experienced first-hand the hellish conditions endured by the onboard team – including cell-like shared rooms, exploitative pay and punishing shifts. After five months of sailing all over the world, she was forced to terminate her contract in Rio de Janiero due to health reasons. Treated like second-class citizens, constantly monitored for misbehaviour and generally maltreated, the journalist and her hidden camera expose not only the strictly regimented lives of cruise workers but also the tricks and techniques they use to stay sane while stranded at sea.

“Casualmente” nessuna catena televisiva italiana ha trasmesso il documentario ad oggi. Canal+ lo aveva trasmesso in Francia il recente 31 gennaio

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Il gruppo editoriale L’Espresso partner italiano dell’Huffington Post

Via il Sole 24 Ore Sarà il Gruppo Editoriale l’Espresso il partner italiano dell’Huffington Post Media Group per editare la versione nostrana del famoso blog fondato nel 2005 da Arianna Huffington, Kenneth Lerer e Jonah Peretti secondo le anticipazioni di Prima comunicazione. L’accordo, chiuso ieri sera, prevede una joint venture al 50%. Appena costituita la nuova società … Leggi tutto

Gli indignati italiani con i forconi

Via Linkiesta

La premessa è d’obbligo. Professori, benpensanti, intellettuali, giornalisti, assennati o chiunque siate: se cercate una motivazione alla base della cosiddetta rivolta dei forconi che sta paralizzando la Sicilia, rassegnatevi: non la troverete. Volendosi strettamente attenere all’evolversi degli eventi, la protesta è oggi guidata dagli autotrasportatori siciliani contro l’ennesimo aumento del gasolio nella regione dove si raffina il 40% della benzina italiana. Hanno così indetto cinque giorni di stop che stanno paralizzando la Sicilia. In orgini peraltro, come l’evocazione dei “forconi” certifica, le prime proteste sono state organizzate da agricoltori e pastori, denuncianti un generico “disinteresse delle istituzioni”. Alcuni rivendicano addirittura una data fondativa, una protesta contro il Ministro dell’ultimo Governo Berlusconi Saverio Romano nella sua isola.

Ma la motivazione e le origini torneranno buona per gli storici. Di fatto, a quella originaria se ne sono aggiunte già tante altre. Ve ne forniamo qualcuna, così, in ordine sparso. Mariano Ferro, leader della rivolta, dichiara sul sito informarexresistere.fr: «Siamo qui perché questa terra potrebbe essere ricca e invece continuiamo tutti a soffrire. Abbiamo chiesto al governo, a tutti i governi, di ascoltarci: nulla. Adesso speriamo che con questa protesta abbiano un pizzico di attenzione nei nostri confronti». E ancora, Onofrio Carruba Toscano, del Movimento dei Forconi, presidente dell’Aiase (Accademia italiana alta scuola equestre), protagonista di una protesta a cavallo, rivela al sito infomessina.it: «È un’esplosione di gioia e di libertà al grido di: Basta! Dalla Sicilia è partita una grande rivoluzione di coscienze e di anime. Non sono iscritto a nessun partito politico. Ho aderito al movimento spontaneamente perché ci ho sempre creduto. Oggi siamo molto stanchi, ma gioiosi. Peccato che la stampa nazionale si stia comportando in maniera indegna».

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Vedere nero sulla rete

Many websites are blacked out today to protest proposed U.S. legislation that threatens internet freedom: the Stop Internet Piracy Act (SOPA) and the Protect IP Act (PIPA). From personal blogs to Wikipedia, sites all over the web — including this one — are asking you to help stop this dangerous legislation from being passed. Please … Leggi tutto

Siamo tutti De Falco, ma occorre capire le responsabilità di tutti sul caso Costa Concordia

Il naufragio della Costa Concordia è stato un evento di grandissima risonanza sia per la gravità del fatto, sia per la sua grande emotività sull’opinione pubblica, sia per la massiccia copertura mediatica.

Le azioni messe in atto dal comandante Schettino sono gravissime e delinquenziali. Prima decidere una rotta pericolosa per l’incolumità di nave e passeggeri. Poi, in evidente stato consfusionale o di panico per il mostruoso errore commesso, omettere azioni di tutela dei passeggeri, poi raccontare frottole per proteggere la sua situazione lasciando tracce ovunque.

Il senso di responsabilità e l’abnegazione dei soccorritori ha evitato l’ecatombe. l’eroe più evidente si chiama Gregorio De Falco, capo della Capitaneria di porto di Livorno.

Restano delle domande:

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Bye Bye Jerry Yang

Jerry Yang, uno dei fondatori, lascia Yahoo!, il comunicato dell’azienda Yahoo! Inc., the premier digital media company, today announced that Jerry Yang has resigned from its Board of Directors and all other positions with the company, effective today. In addition, Yang resigned from the Boards of Yahoo Japan Corporation and Alibaba Group Holding Limited, effective … Leggi tutto

Martin Schulz è il nuovo presidente del Parlamento europeo

Via Rainews24 Il socialdemocratico tedesco Martin Schulz è, come previsto, il nuovo presidente del Parlamento europeo: è stato eletto questa mattina a maggioranza a Strasburgo, dove è in corso la riunione plenaria dell’assemblea. Succede al polacco Jerzy Buzek, che ha guidato l’Europarlamento nella prima metà della legislatura in corso. Ma chi è Martin Schulz ? … Leggi tutto