Bip Mobile denuncia all’antitrust Telecom, Vodafone e Wind

Il nuovo operatore Bip Mobile denuncia i competitori In seguito a una denuncia di Bip Mobile, l’Autorità garante della concorrenza e del mercato ha deciso di avviare un’istruttoria per verificare se Telecom, Vodafone e Wind stiano mettendo in atto un’intesa restrittiva della concorrenza, finalizzata ad escludere dal mercato il nuovo operatore mobile virtuale. «Per il … Leggi tutto

A Napoli il Festival del Giornalismo Giovane da 21 al 23 settembre

Via YouthMediaDays Presentata a Napoli la prima edizione del Festival del Giornalismo Giovane, organizzato dal 21 al 23 settembre da Youth Press Italia, l’associazione nazionale di giovani giornalisti, che riunisce tutti gli under 35 che lavorano o aspirano a lavorare nel giornalismo e nella comunicazione. L’evento, che ha ricevuto l’adesione del Presidente della Repubblica ed … Leggi tutto

Diritto all’oblio e informazione su Internet il punto della situazione

Via ObiettivoTre

Internet e il diritto all’oblio: un tema che diventa tanto più attuale quanto il web penetra nella nostra vita. Sia l’Unione Europea che la giurisprudenza italiana stanno cercando di fare un po’ di chiarezza in questo “mare magnum”, che riguarda direttamente anche il mondo dell’informazione, per tutelare sia il singolo individuo sia il cosidetto “diritto di cronaca”.

Tra i problemi con cui si deve confrontare il giornalista online c’è quello della rimozione delle notizie: quando infatti è lecito ottenere la rimozione di una notizia da un sito di informazione?

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Quando gli amici fanno carriera: Marco Formento in Condé Nast

Via Prima Comunicazione: massimo prestigio: Grande Marco Giampaolo Grandi ha scelto il manager che in Condé Nast si occuperà dello sviluppo e delle strategie di marketing per la carta stampata e il digitale: è Marco Formento, in arrivo a ottobre, che lascia De Agostini Publishing dove era direttore globale divisione digitale con la responsabilità di … Leggi tutto

Un garante chiamato Raoul Chiesa?

Pierluigi Todaro fa una proposta curiosa ma interessante

Raoul Chiesa, una garanzia: tra i maggiori esperti italiani e uno dei migliori al mondo in fatto di sicurezza informatica, già “ethical hacker” di successo, consulente per le maggiori corporation. Che idee politiche ha Chiesa? E chi lo sa, non mi pare che le abbia mai esternate e, comunque, non ha mai fatto politica attiva.

Chiesa potrebbe essere l’uomo giusto per fare da garante per le primarie on line (retribuito ovviamente) da cui dovrebbero uscire, nei prossimi mesi, i candidati del Movimento 5 Stelle di Beppe Grillo. Sono candidati che saranno certamente in buona parte eletti deputati e senatori, visti i sondaggi che danno alla formazione ultraprotestaria di Grillo un consenso variabile dal 16% al 20%.

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Samsung sa fare buoni smartphone, ma non sa fare l’assistenza ai clienti: il caso del Nexus S importato parallelamente

Questa è una classica storia di come anche le aziende grandi e prestigiose caschino su vere e proprie bucce di banana facendo figure poco edificanti, rischiando di perdere clienti per scelte stupide. Samsung è diventata la maggiore produttrice mondiale di telefoni superando Nokia, ma la qualità dell’assistenza dell’azienda finlandese è ben superiore a quella coreana. Raccontiamo i fatti.

Nel maggio 2012 ho deciso di comprare online uno smartphone. Dopo un po’ di ragionamenti decido di comprarmi un Nexus S. E’ un telefono non recentissimo, ma oramai rodato, con molti utilizzatori su scala mondiale. E poi alle spalle ci sono i due brand Samsung e Google: che voglio di più. Tecnicamente è ottimo e non è troppo grande da essere considerato un quasi-tablet.

Acquisto via Ebay. Il venditore ha tutti i feedback buoni. Difatti il telefono arriva in due giorni. Lo spacchetto in pompa magna, carico la batteria, lo configuro, per sicurezza aggiorno il sistema operativo e via. E’ tutto perfetto. Un gioello. Potente, maneggevole con un buon sistema operativo. Ottimo. Ovviamente c’è un però.

Esco trionfante con il nuovo giocattolone. Ricevo la prima telefonata. E’ di tipo lavorativo. Rispondo. Non sento nulla mi metto a parlare. Silenzio Ci impiego un po’ a capire che succede. Ma poi capisco. Il fantastico oggetto iper tecnologico fa tutto meno che una cosa non banale. Permettermi di sentire il mondo. Evidentemente speaker e/o microfono sono malfunzionanti. Che sfiga. Provo a usare l’auricolare a filo e quello wireless e tutto è OK. Idem se uso il vivavoce. Cerco di capire. Googlando in giro leggo in forum made in USA che ci sono stati problemi all’audio negli aggiornamenti di Android. Sarà spero il mio caso.

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Beppe Grillo descrive compiutamente parte dell’illegalità dell’informazione italian

Probabilmente nessun giornale riprenderò il post sul blog di Beppe Grillo con titoloni … Chissà perchè ? :-)) Dal Blog di Beppe Grillo

“Dove vanno a finire i soldi che lo Stato da ai giornali? Di sicuro non servono a pagare i giornalisti. Anzi. Perché in Italia tranne rare eccezioni fare il giornalista significa rassegnarsi ad una vita da precario.
Se c’è un microcosmo lavorativo che riassume tutti i difetti del sistema Italia è quello del giornalismo. E allora, dove finisce il finanziamento pubblico? Nei mega stipendi a direttori, capiredattori, amministratori delegati e a tutte quelle penne illustri (?) che si ergono a guide morali che da anni non portano un straccio di notizia, ma commentano, avvertono, monitano.
Vi hanno detto che la libertà di stampa è minacciata dalla mafia, da Berlusconi, dalle mille leggi bavaglio. Minchiate. La libertà di stampa è minacciata dalla miseria in cui vivono e lavorano migliaia di giornalisti sfruttati: dagli editori, dai direttori e, infine, dai loro stessi colleghi assunti con contratto a tempo indeterminato che quando scioperano, protestano, denunciano è solo per i loro privilegi di giornalisti professionisti e assunti mentre gli altri muoiono di fame. Facciamo un esempio.

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Scontro fra titani: Iacopino vs Beppe Grillo

Dal sito ODG

Il presidente dell’Ordine nazionale dei giornalisti, Enzo Iacopino, ha così commentato le dichiarazioni del leader del Movimento 5 stelle:

“Beppe Grillo usa il web per le sue battaglie politiche, puntando a portare il M5S in Parlamento. È suo diritto, incontestabile e incontestato. Il diritto che non ha è di ricorrere, con altri termini rispetto a quelli usati da leaders politici che critica, alla denigrazione degli altri, conseguenza inevitabile del suo ragionare per mucchi. Gli insulti ai giornalisti rientrano in uno stantio repertorio di chi considera liberi solo quanti scodinzolano perfino davanti alle sciocchezze che non solo in agosto vengono dette. Se Grillo ha nomi, e prove, di chi si “vende l’anima” tra i giornalisti li faccia. Vedrà che l’Odg saprà agire tutelando il diritto dei cittadini alla verità. Abbia rispetto per chi guadagna anche molto meno di 15, 20 euro ad articolo. Sono in migliaia che onorano questo dovere costituzionale ogni giorno. Nel silenzio di troppi, anche di Grillo che potrebbe denunciare le vergogne delle quali si rendono responsabili gli editori, ma invece preferisce “stare sugli spalti” come quanti restavano a guardare nel maxi processo. Qui non è un “incontro tra la Procura di Palermo e la mafia”, ma una guerra tra “i ladri di sogni e di verità”, che ci sono tra gli editori, e i diritti dei cittadini. Grillo aggiusti il tiro, dimostri di voler capire che cosa accade nel mondo dell’informazione. Se lo desidera siamo pronti a fornirgli ogni elemento utile. Senza bisogno di cercare la luce dei riflettori”. Ecco quel che aveva dichiarato Beppe Grillo:

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