Decodificare i concetti: il nuovo TorinoSette

La presentazione del nuovo TorinoSette Perché così è il giornale che state leggendo: un giornale completamente rinnovato, eppure fedele alla sua ultraventicinquennale tradizione. Le novità cominciano dalla collocazione al centro del quotidiano, che fa di «TorinoSette» una componente ancor più integrata al grande servizio informativo reso da «La Stampa». L’altra rivoluzione che salta agli occhi … Leggi tutto

Meno burocrazia per i giornali online

Via QP

Il Parlamento ha approvato in via definitiva la conversione in legge del decreto editoria che limita i vincoli burocratici a carico dei piccoli periodici online e che prevede diverse gestioni della pubblicità online per gli operatori del settore.

Con la “Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 18 maggio 2012, n. 63, recante disposizioni urgenti in materia di riordino dei contributi alle imprese editrici, nonché di vendita della stampa quotidiana e periodica e di pubblicità istituzionale” dunque, come già visto, diminuiscono per le piccole testate online “realizzate unicamente su supporto informatico e diffuse unicamente per via telematica, i cui editori non abbiano fatto domanda di provvidenze, contributi o agevolazioni pubbliche e che conseguano ricavi annui da attività editoriale non superiori a 100.000 euro” gli obblighi burocratici, dal momento che non dovranno registrarsi al tribunale e al registro degli operatori di comunicazione (ROC), né a quelli sulla titolarità dell’impresa previsti dall’articolo 5 della legge 8 febbraio 1948 n.47, dall’articolo 1 della legge 5 agosto 1981, n. 416, dall’articolo 16 della legge 7 marzo 2001, n. 62 nonché dalla delibera dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni n. 666/08 del 26 novembre 2008.

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L’importanza di essere uno stronzo ovvero piccole istruzioni per difendere i diritti dei ciclisti

Durante le recenti vacanze (deliziose) nel Conero mi trovavo in bicicletta sulla pista ciclabile che costeggia la spiaggia. Pedalando, pedalando intravvedo all’orizzonte una automobile clamorosamente ferma sulla pista ciclabile. Arrivo sul posto e vedo il guidatore della stessa che sta parlando con altri energumeni. Mi fermo. Lo guardo. Mi guarda. Gli dico: “Scusi, ma sa … Leggi tutto

A Torino l’Internet Governance Forum Italia 2012

Via Quotidiano Piemontese Sarà Torino a ospitare la quinta edizione dell’Internet Governance Forum Italia, in programma dal 18 al 20 ottobre 2012. Obiettivo principale del Forum è quello di definire i contenuti della partecipazione italiana all’IGF globale in programma a Baku dal 6 al 9 novembre 2012, seguendo la natura aperta e ‘multi-stakeholder’ che è propria … Leggi tutto

Labecamp 2012 il 28 settembre 2012 a Ravenna, quest’anno si parla di vivere sostenibile e ecomafie

Ravenna 2012 presenta anche quet’anno Labecamp un evento oramai classico della kermesse ambientale ravennate, un momento di incontro e scambio di conoscenze e saperi: il Labecamp, non-conferenza prevista per il 28 settembre, vedrà la partecipazione di blogger, giornalisti, esperti ed appassionati di ecologia, tutti accomunati dalla voglia di praticare conversazioni sostenibili. Il Labecamp sarà coordinato da Vittorio Pasteris  e Andrea Vico con il patrocinio di Novambiente.it

Il Wiki del LabecampIl Labecamp 2012 su FacebookIl sito di Ravenna 2012

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Nazionalizzare Facebook per salvarla

Via Lsdi

Maltrattata dai mercati, che l’ hanno punita al momento del suo arrivo in borsa, attaccata dai suoi utenti, che l’ accusano di violare la loro vita privata, Facebook  sembra oggi in isolamento. Mentre  2 anni fa il suo fondatore, Mark Zuckerberg, era stato l’ eroe di un film hollywoodiano, oggi qualcuno ipotizza addirittura la scomparsa pura e semplice della più importante delle reti sociali.   Questa amara costazione è stata condivisa in particolare, in un intervento pubblicato da Slate, da Philip N. Howard, professore di Comunicazione e informazione all’ Universtà di Washington e membro del Center for Information Technology Policy di Princeton.   Di fronte a queste minacce, Howard afferma di possedere una soluzione radicale: la nationalizzazione.

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Lettera di Marco Travaglio a John Elkann sulla Juventus e sugli juventini

Marco Travaglio ha scritto una lettera a John Elkann:. L’unico errore di Travaglio è stato quello di scrivere a John Elkann,che sui temi juventini, e non solo, ha spesso deliri peggiori di Andrea Agnelli.

Gentile John Elkann, Le scrivo da appassionato di calcio, ma soprattutto da juventino che aveva appena smesso di vergognarsi di esserlo dopo la dipartita di Moggi & C. grazie allo scandalo di Calciopoli. Ora, se possibile, gli juventini perbene, che hanno iniziato a tifare ai tempi di Boniperti, Trapattoni, Zoff, Scirea, Gentile, Cabrini, Tardelli, Platini, e anche di Conte, quando la società indossava un certo “stile”, sono costretti a vergognarsi ancor più di prima.
Mai infatti, nemmeno negli anni bui di Calciopoli, la Juventus si era spinta a tanto: manipolava arbitri e campionati, ma non negava alla giustizia sportiva il diritto di fare il suo dovere. Oggi invece Suo cugino – il signorino Andrea, che porta il cognome francamente eccessivo degli Agnelli – ha trasformato la società in una succursale del Pdl: da mesi insulta la Federazione di cui è uno dei soci più autorevoli e demolisce le regole e le istituzioni della giustizia sportiva, quasi fossero frutto di un complotto planetario contro la Juve, decise all’insaputa del club più potente d’Italia.

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Presidente Napolitano, ci consenta

Michele Fusco su Linkiesta

Per chi non è mai stato comunista, non è comunista adesso e neppure ha intenzione di diventarlo in futuro, a meno di improbabili sbandamenti cerebrali, il dibattito che si è innestato intorno alla figura del presidente Napolitano è semplicemente lunare. Nel senso che appare così distante da una ragionevole comprensibilità da sembrare paradossalmente un corpo estraneo allo Stato. Eppure niente di così materialmente istituzionale si sta consumando come in questi giorni, in attesa che l’Alta Corte si esprima sul conflitto di attribuzione sollevato dal Quirinale.

Ai cittadini qualcosa però andrà spiegato. Anche perché non capiscono, non ne hanno gli strumenti, meno che mai leggendo le quattrocento righe quotidiane che i protagonisti di questa disfida propinano ai lettori dei loro giornali (Scalfari, Zagrebelsky, Bonsanti, Macaluso, Violante e altri comunisti e non). Sembra esattamente roba loro. Solo roba loro. 

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