Arianna Ciccone ci ha segnalato un post intitolato “Come vengono fottuti i giornalisti free lance in Italia #1“, testimonianza di Alberto Puliafito, giornalista freelance che collabora con diverse testate italiane e a cui la rivista Maxim Italia deve ancora pagare un reportage su L’Aquila pubblicato un anno fa. Quella di Alberto è una situazione comune a molti freelance in Italia, ma non è questa la normalità che vogliamo.
Dopo una telefonata al numero della redazione indicato sul sito maxim.it, Arianna scopre che Maxim Italia S.r.L. è fallita a novembre 2011 e che la rivista attualmente in edicola (che porta lo stesso nome) non è responsabile dei debiti contratti dal precedente gruppo editoriale (qui potete leggere il tumblr di Arianna). A quanto pare, infatti, la nuova società Editoriale Mode S.r.L. avrebbe acquistato la licenza direttamente dall’America, senza farsi carico dei debiti contratti dal precedente proprietario.
Evitare di farsi dare lezioni dal Trota
Stefano Boeri ricorda che gli indagati del PD dovrebbero fare dei gesti significativi per dinostrare la loro diversità culturale se no per il momento occorre dare adito a Bossi e figlio di avere avuto ben superiore dignità. Via Varese News Arrivano a raffica i commenti sulle dimissioni di Renzo Bossi. Da giorni è ormai la … Leggi tutto
Obituary: Miriam Maffai
Ci mancherà la sua capacità di analisi critica dei bubboni italiani e della sinistra in particolare. Si è spenta a Roma la giornalista e scrittrice Miriam Mafai. Aveva 86 anni. Era una delle firme più prestigiose del giornalismo italiano. Attenta osservatrice dei cambiamenti della politica e della società del nostro Paese, fotografati e analizzati con … Leggi tutto
La mostruosa quotazione di Instagram acquisito da Facebook.
Facebook ha acquisito Instagram per un miliardo di dollari. Una quotazione un pochettino elevata … When Mike and I started Instagram nearly two years ago, we set out to change and improve the way the world communicates and shares. We’ve had an amazing time watching Instagram grow into a vibrant community of people from all … Leggi tutto
Continua la battaglia per Rcs
Prima l’acquisto da parte di Rotelli della quota di Toti arrivando al 16,55%
Con una mossa a sorpresa, Giuseppe Rotelli chiude in anticipo la partita delle minoranze per il rinnovo del board Rcs. Minoranze per modo di dire, perchè da ieri l’imprenditore della sanità è diventato il primo socio del gruppo che edita il Corriere della Sera con il 16,55%. Il blitz si è consumato sul pacchetto del 5,24% che era in mano ai Toti e per il quale, secondo le voci, ci sarebbe stato anche un interesse da parte dell’imprenditore Tod’s Diego Della Valle. Comprandolo, Rotelli si è garantito da sorprese su chi si sarebbe aggiudicato l’unico posto nel consiglio di Rcs riservato alle minoranze e la presidenza del collegio sindacale.
Poi le nuove mosse di Della Valle
Certo, anche Della Valle, secondo i rumor, avrebbe provato ad acquisire quel pacchetto, ma il premio dell’84% pagato dal numero uno del gruppo ospedaliero San Donato (anche per tutelare la propria presenza nel cda) è risultato decisivo. Verè è che Della Valle, sulle pagine del quotidiano «oggetto della contesa», tende la mano all’altro socio fuori patto, ribadendo gli «ottimi rapporti» e la comune convinzione che chi «investe risorse proprie» deve «avere voce in capitolo sulla gestione».
Youssou N’Dour ministro della cultura del Senegal
Il premier senegalese Abdoul Mbaye ha nominato Youssou N’Dour ministro della Cultura e del Turismo nel nuovo governo formato sotto incarico del presidente Macky Sall.
Il mercato spera un’Opa per Rcs
Via Linkiesta Giorni agitati, in Rcs. Della Valle attacca sulla malagestione e sulla distanza dalle logiche imprenditoriali? John Elkann risponde indicando il balzo (+20%) che il titolo RCS ha fatto ieri in borsa: “Il segnale che viene dal mercato è positivo e ci incoraggia a proseguire nella strada che abbiamo intrapreso”. Si sbaglia di grosso, … Leggi tutto
La battaglia nel patto di sindacato per il Corriere della Sera
Via il Giornale … chissà come la pensano i lettori
Diego Della Valle lascia il patto di sindacato che controlla Rcs, l’editrice del Corriere della Sera. Ma resta socio con il 5,4% e promette battaglia. È questo l’esito del confronto, aspro, che si è tenuto all’interno del patto di Rcs ieri pomeriggio.
Della Valle si è duramente scontrato con la coppia composta da John Elkann e Renato Pagliaro, presidenti rispettivamente di Fiat e Mediobanca, uscendo sconfitto, ma battagliero più che mai: «Per quanto mi riguarda – ha scritto Della Valle in un comunicato – sono convinto che il Corriere debba rimanere assolutamente indipendente e rispondere solo ai propri lettori e non a qualche azionista. Se Elkann e Pagliaro hanno idee diverse farebbero meglio a mettersi il cuore in pace e rendersi conto che i tempi sono cambiati». Ma tra i vincitori c’è anche Giovanni Bazoli, il presidente di Intesa e di Mittel, uno dei «vecchietti arzilli» con il quale Della Valle aveva ingaggiato da mesi un duello sulle sorti di Rcs. E indirettamente si rafforza anche il direttore del Corriere , Ferruccio De Bortoli, che Bazoli ha sempre sostenuto.
Nei fatti, ieri Della Valle ha ottenuto di poter uscire dal patto (che scende dal 63,5 al 58,1%), richiesta a cui è stato indotto dal «comportamento maldestro di alcuni membri», si legge nella sua nota. Rimarrà però azionista con il 5,4%, nella piena sua disponibilità fin dalle 18 di ieri: il recesso è stato approvato all’unanimità. La richiesta è stata fatta in seguito alle divergenze sulla futura governance del gruppo. In particolare la sua linea è risultata minoritaria rispetto a quella appoggiata da Mediobanca e Fiat, primi soci nel patto rispettivamente con il 13,7 e 10,3% del capitale Rcs.