Ricordo anche quando negli anni novanta i primi articoli del Wall Street Journal sul tema citavano le Hit come l’unità di misura delle dimensioni e del successo di un sito Web. Ho iniziato ad avvicinarmi a diversi strumenti di analytics, affascinato dal miraggio di una precisa misurazione del comportamento dei consumatori sulle pagine di una proprietà online. Da quei giorni i progressi in materia sono stati significativi lato tecnico, meno nel livello di comprensione di chi è chiamato a commentare pubblicamente i dati rilevati da terze parti. Oggigiorno dare rilevanza e formulare giudizi sulla base delle stime di traffico è quantomeno superficiale. Sintetizzando al massimo:
Unique Users e PageView (soprattutto quest’ultima) sono metriche alquanto vuote e inutili salvo per assegnare l’ipotetico medagliere a cui non è interessato proprio nessuno. Gli UU sono un’unità di misura alquanto vaga e incompleta, soprattuto quando stimati attraverso panels spesso capaci di sottostimare anche di diverse dozzine di punti percentuali il reale traffico come l’esperienza mi insegna. Ancora peggio, se possibile, con le PVs, un dato quantitativo privo di qualsiasi significato se non quello di indicare un volume generico, spesso artificiosamente gonfiabile. Pensate a una foto gallery di modelle in costume o al video di uno scoiattolo particolarmente intraprendente che mette in fuga un orso grizzly. Visto spesso, forse addirittura troppe volte.
Gotye, il fenomeno musicale nato in Rete
Gotye: un po’ Peter Gabriel … un po’ …
L’Inpgi non ce la farà più
Avevamo paventato la cosa poche settimane fa … eccola nella realta (via Franco Abruzzo) E’ allarme rosso per l’editoria e per il lavoro”. L’ha detto Franco Siddi, segretario nazionale Fnsi (Federazione nazionale stampa italiana) questa mattina intervenendo a Cagliari all’assemblea degli iscritti dell’Ordine dei giornalisti della Sardegna. “Servono azioni straordinarie per capire come resistere in … Leggi tutto
Prove generali di un’Edicola Italiana digitale
Via Corriere.it I quattro principali gruppi italiani di editoria d’informazione – L’Espresso, Mondadori, RCS e Sole 24 Ore – hanno definito con una lettera d’intenti la costituzione di un consorzio per la realizzazione di un’edicola digitale. Ciò consentirà agli utenti di acquistare semplicemente, in un unico luogo online e in formato digitale, i prodotti giornalistici … Leggi tutto
La discesa dei quotidiani tradizionali online e la crescita dei nativi digitali
Sono stati diffusi ieri i dati Audiweb relativi all’ audience online del mese di febbraio 2012.
Complessivamente l’audience online nel giorno medio registra una crescita del 7,3%, con 13,8 milioni di utenti attivi. Calano però sia il tempo speso, che passa da 1 ora e 37 minuti a 1 ora e 26 minuti, che le pagine viste, che si riducono a 166 da 202; il tempo per pagina si riduce altrettanto del 7,2%. Dunque, a parità di condizione, vi sono più persone che accedono ad Internet ma, pare davvero, vi dedicano meno tempo, minor attenzione ed interesse.
La parabola discendente di Murdoch e i suoi trucchetti per fregare i competitori
Al centro delle inchieste giornalistiche c’è Nds, una società che faceva capo a NewsCorp e a Permira, ceduta un mese fa a Cisco per 5 miliardi di dollari. Specializzata in tecnologia per le pay tv, Nds – secondo quanto riportato dal giornale economico australiano – avrebbe creato una divisione specializzata nel controllare il mondo degli hacker e coloro che potevano decrittare i codici delle carte per sintonizzare le pay tv. Roba seria se è vero che a capo della struttura c’era Reuven Hasak, ex numero due dello Shin Bet, i servizi israeliani. Tanto seria che il capo della divisione europea, dal 1996 al 2002, è stato un ex alto funzionario di Scotland Yard, Ray Adams.
Lo scoop dell’Australian financial review nasce proprio da Adams, o meglio dalle 14mila email che proverebbero – per NewsCorp in ultima istanza non provano nulla – che era stata lanciata una campagna contro un hacker svizzero, Jan Saggiori, secondo il quale Nds avrebbe deliberatamente danneggiato i concorrenti. In altre parole, il sospetto è che sia stato architettato un piano per svelare i codici delle carte in dotazione ai competitors delle pay tv del gruppo Murdoch. Carte false che sarebbero circolate fra i clienti, provocando gravi conseguenze economiche per imprese australiane lanciate nel business delle pay tv.
L’addio di Emilio Fede
Don’t cry for me Quartarete ….
Salve, vorrei cogliere questa occasione per presentarmi
Il filtro antispam ha graziato una manciata di mail provenienti da YYYYYY scritte da diverse XXXXX che invitano ad aderire a prestigiosi servizi di assistenza. Le mail sono tutte uguali, cambia solo il noninativo di XXXXX. Geni del marketing spammato on line. Applausi (ironici). Ecco un esempio del format: Salve, vorrei cogliere questa occasione per presentarmi. Il … Leggi tutto
Sic transit gloria Mediaset: Emilio Fede fatto fuori da Mediaset
Emilio Fede è stato fatto fuori da Mediaset .. era ora E’ Giovanni Toti il successore di Emilio Fede. Lo ufficializza Mediaset in un comunicato: “In una logica di rinnovamento editoriale della testata, cambia la direzione del ‘Tg4’. Dopo una trattativa per la risoluzione consensuale del rapporto di lavoro non approdata a buon fine, Emilio … Leggi tutto
Metà delle famiglie americane ha almeno un prodotto Apple
Half of all U.S. households own at least one Apple product, according to CNBC’s All-America Economic survey. That’s more than 55 million homes with at least one iPhone, iPad, iPod or Mac computer. And one-in-10 homes that aren’t currently in that group plan to join it in the next year.
Giocare con le notizie
Pierluca Santoro per il Festival del giornalismo Rispetto al tema generale del futuro delle notizie e dello sviluppo futuribile dei mezzi di comunicazione, mi pare che gli editorial games possano effettivamente contare su numerosi vantaggi, tra i quali in primis la possibilità di coinvolgere effettivamente la generazione dei nativi digitali. Se certamente questo filone del … Leggi tutto

