Una zuppa primordiale in laboratorio al Cern
Nuovo successo al Cern di Ginevra. Lhc, la più potente macchina della scienza mai costruita dall’uomo, ha infatti ricreato in laboratorio la ‘zuppa primordiale’, quel pizzico di materia esistita nei primi istanti di vita dell’Universo successivi al Big Bang.
L’annuncio è arrivato oggi dal Centro Europeo di Ricerche Nucleari di Ginevra. “Durante i run di queste settimane con ioni pesanti, è stato osservato per la prima volta dall’esperimento Atlas il fenomeno del jet quenching, probabile indizio -afferma l’Infn- della produzione in laboratorio della zuppa di quark e gluoni che costituiva l’Universo primordiale, il cosidddetto Quark Gluon Plasma” “Solitamente – spiega Leonardo Rossi, responsabile Infn dell’esperimento Atlas – le collisioni producono getti di particelle in modo simmetrico in tutte le direzioni”.
“L’osservazione di jet sbilanciati non è spiegabile con la fisica conosciuta fino ad ora. Questa asimmetria – aggiunge – potrebbe essere dovuta alla formazione del plasma di quark e gluoni che attenua i getti di particelle che lo attraversano”. Questo risultato, in corso di pubblicazione su Physical Review Letters, costituirebbe la prima dimostrazione della possibilità di riprodurre ad Lhc le condizioni fisiche dei primissimi istanti dell’Universo. “L’esperimento Alice – sottolinea l’Infn – aveva pubblicato gia’ nelle scorse settimane i primi risultati sulle collisioni di ioni pesanti, mentre l’esperimento Cms, che ha osservato a sua volta il fenomeno del jet quenching, si prepara a pubblicare i suoi risultati”.
Al Cern hanno prodotto l’antimateria
Un risultato che sembra tratto da un film. Atomi di antimateria sono stati prodotti in laboratorio e «imprigionati» in un esperimento condotto al Cern di Ginevra. Il risultato è stato ottenuto dal cosiddetto esperimento Alpha, che ha permesso per la prima volta di produrre in modo controllato atomi che hanno caratteristiche opposte a quelle della materia ordinaria, come se la riflettessero in uno specchio. Sono stati ottenuti 38 atomi di anti-idrogeno e immobilizzati, in un scenario che (anche se con alcune differenze fondamentali) ricorda il romanzo «Angeli e demoni» di Dan Brown.
Come nel romanzo «Angeli e demoni», nel Cern di Ginevra è stata prodotta e imprigionata l’antimateria, ossia la materia «specchio» nella quale le particelle hanno la stessa massa ma opposta carica elettrica rispetto alla materia ordinaria. «È però impensabile portare l’antimateria a spasso in una bottiglia, come accade nel romanzo», osserva il fisico Andrea Vacchi, dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (Infn). È infatti sufficiente che un atomo di anti-idrogeno venga a contatto con la materia ordinaria, ad esempio con un gas o con le stesse pareti del contenitore, perchè avvenga una gigantesca esplosione. Entrando a contatto, infatti, materia e antimateria si annullano (o annichilano) a vicenda. La cosa importante del risultato annunciato oggi dal Cern, ottenuto dal gruppo di Jeffrey Hangst, è che adesso è possibile produrre l’antimateria e «parcheggiarla» con una grandissima precisione. Questo significa che d’ora in poi i 38 atomi di anti-idrogeno diventano uno straordinario laboratorio per mettere finalmente a confronto l’antimateria con la materia ordinaria. La speranza è riuscire a risolvere uno dei più grandi rompicapo della fisica contemporanea, ossia perchè al momento del Big Bang la natura ha «preferito» la materia ordinaria all’antimateria.
Lhc crea le temperature del Big Bang
Un passo avanti per svelare il comportamento dell’universo nei primissimi istanti di vita. Il Cern di Ginevra ha annunciato che sono state ricreate nel più grande acceleratore del mondo, il Large Hadron Collider (Lhc), temperature di migliaia di miliardi di gradi, paragonabili a quelle esistite nei primi milionesimi di secondo dopo il Big Bang. E’ accaduto in seguito alle prime collisioni tra ioni di piombo, avvenute oggi e osservate inizialmente dall’esperimento Alice (che ne ha già rilevate mezzo milione). In seguito le collisioni sono state viste anche da altri due grandi esperimenti dell’Lhc, Cms e Atlas.
La ricerca del bosone il live streaming
LHC, l’acceleratore di particelle del Cern di Ginevra, effettuerà oggi il primo esperimento di collisione di particelle ad altissima energia. Si tratta di un livello tre volte superiore a quello mai ottenuto fino ad oggi: maggiore l’energia, maggiore la massa delle particelle che trasmettono le varie forze di natura che la collisione è in grado di rivelare; i due fasci protonici, che girano in senso opposto, verranno dunque fatti allineare e collidere.
Tutti lavori dell’esperimento sono disponibili in streaming
LHC di nuovo fermo a fine 2011
E’ appena ripartita, ma la grande corsa alla scoperta della “particella di Dio” deve affrontare un nuovo stop. Alla fine del 2011, per almeno un anno, il Large Hadron Collider del Cern di Ginevra dovrà sospendere le attività per questioni di sicurezza. Lo ha detto il dottor Teve Myers alla Bbc, spiegando che per una serie di problemi il tunnel dovrà essere revisionato e reso più sicuro. L’LHC ha ripreso i lavori alla fine di febbraio, con l’obiettivo dichiarato di addentrarsi in territori sconosciuti della fisica. L’obiettivo principale è riuscire a catturare la misteriosa e sfuggente “particella di Dio”, ossia il bosone di Higgs grazie al quale la materia esiste.
Il LHC del CERN ha fatto il primo centro
Dopo quattordici mesi spesi in riparazioni e migliorie, in realtà oggi la notizia delle prime collisioni ha riempito di entusiasmo gli scienziati del Cern, inclusi i 600 italiani (15 per cento del totale) che lavorano all’esperimento. “Proprio cinque minuti fa abbiamo visto le prime collisioni nel rivelatore di Alice”, racconta Paolo Giubellino, alla guida di uno dei quattro esperimenti di Lhc. “Non ce le aspettavamo così presto. I protoni sono estremamente piccoli e far collidere due fasci che viaggiano in direzione opposta è come mettere due cacciatori a distanza di un chilometro e chiedergli di far scontrare i loro pallini in aria a metà strada. Bisogna avere un’ottima mira”.
E’ anche uscito il sito di INFN dedicato al contributo italiano a LHC
Briciole di pane bloccano il Large Hadron Collider del Cern
Gli americani dicono «the devil is in the details», il diavolo sta nei dettagli. Ma anche Dio — diciamolo — non se la cava male, quando ci si mette. Il Large Hadron Collider (in italiano: grande collisore di adroni) è un acceleratore di particelle presso il Cern di Ginevra, il più grande e potente mai realizzato. Lungo 27 chilometri, costato 4,9 miliardi di euro, dovrebbe provare l’esistenza del «bosone di Higgs», detto anche «la particella di Dio», che fornisce la massa alla materia nell’universo e simula il Big Bang Be’, si è fermato: ci hanno trovato dentro mollica di pane. Nessuno sa come sia finita lì. Tecnicamente, essendo Ginevra nella Svizzera francese, si trattava di mollica di baguette. Durante l’ispezione si è scoperto che aveva messo fuori uso una delle unità esterne di raffreddamento che mantengono la temperatura a 1,9 gradi sopra lo zero assoluto. Una portavoce del Cern ha detto:
«Supponiamo sia stato portato da un volatile oppure sia caduto da un aeroplano di passaggio». Titola il sito www. smartplanet. com : « Uccellino con Baguette 1 – Big Bang 0». Sembra un buon riassunto. Fin qui, la vicenda appare divertente e paradossale. Una macchina studiata per accelerare protoni e ioni pesanti fino al 99,9999991% della velocità della luce, e scoprire l’origine dell’universo, bloccata da una briciola. Il più grande e costoso esperimento della fisica mondiale sconfitto (temporaneamente) dalla panetteria quotidiana. Materiale per umoristi scientifici o scienziati dotati di senso dell’umorismo.
Al Qaeda al Cern: quasi come in un libro di Dan Brown
Un ingegnere che lavora in un laboratorio per la ricerca nucleare del Cern a Ginevra è stato arrestato a Vienna, nel sudest della Francia, insieme al fratello, perchè sospettato di terrorismo. L’uomo, secondo la polizia, avrebbe avuto contatti con Al Qaeda. I due fratelli sono infatti stati arrestati dopo la scoperta di un loro scambio di mail proprio con alcuni membri di Al Qaeda.
L’ingegnere, un algerino, sarebbe vicino all’Aqim l’ala nordafricana di Al Qaeda e, secondo le accuse avrebbe indicato all’organizzazione terroristica alcuni possibili obiettivi per futuri attentati, tra i quali, probabilmente, lo stesso Cern. I due fratelli, di 25 e 32 anni, sono stati fermati dalla polizia presso il loro domicilio. Gli inquirenti hanno inoltre effettuato delle perquisizioni nell’abitazione sequestrando due computer portatili, tre hardware e alcune chiavette Usb. I due uomini sono sospettati di essere stati in contatto via internet con membri di Al Qaeda del Maghreb islamico (Aqim), succeduto nel 2007 al gruppo salafista algerino Gspc. L’Aqim, è particolarmente attivo nei Paesi del Maghreb, ma anche in Mauritania e in Mali.
Slitta la riaccensione LHC
Ci sono voluti 15 anni di lavoro per costruire la più grande e più costosa macchina mai costruita per ricerche scientifiche. Si tratta dell’LHC, Large Hadron Collider, l’acceleratore di particelle più potente al mondo che si trova in una galleria sotterranea di 27 km di circonferenza, posta al confine tra Francia e Svizzera. Lo scorso mese di settembre vi era stata l’inaugurazione e la macchina da 6 miliardi di euro aveva iniziato a lavorare.
Il suo funzionamento avrebbe dato modo ad un gran numero di scienziati di trasformare un sogno in realtà: capire alcuni grandi misteri dell’Universo. Ma un’improvvisa esplosione bloccò la macchina dopo pochi giorni dall’accensione senza permettere alcun esperimento. Prima ancora di immettere tutta l’energia necessaria alle ricerche, infatti, si ebbe una improvvisa perdita di elio, che serve per tenere a bassissime temperature i cavi in niobio e titanio che in tali condizioni perdono ogni resistenza elettrica e diventano superconduttori.
Giocare con il Cern
E’ da un po’ in rete, ma vale la pena di dare un’occhiata a Cernland il sito per bambini del Cern.

Un bel modo per spiegare la scienza ai bambini
Buon compleanno WWW: oggi al Cern e sul web
Il World Wide Web spegne oggi le sue prime venti candeline. La grande ragnatela, che ha reso Internet una componente essenziale della società del ventunesimo secolo, è nata ufficialmente il 13 marzo del 1989. Quel giorno il ricercatore britannico Tim Berners-Lee presentò a Mike Sendall, suo supervisore al CERN, il laboratorio europeo di fisica delle particelle a Ginevra, un sistema per la distribuzione di dati scientifici basato sugli ipertesti, cioè testi in cui le singole parole potevano essere utilizzate per creare legami con altri testi in altri computer.
…
Il Cern ricorderà nel pomeriggio di oggi il ventennale del Web con una cerimonia a Ginevra, alla quale interverrà Tim Berners Lee, con una dimostrazione del browser originale del World Wide Web.
L’evento sarà trasmesso in diretta via internet nel pomeriggio dalle 14:00 alle 17:00. È anche previsto un collegamento in eurovisione alle ore 19:00.
I navigatori di internet potranno anche porre direttamente delle domande a Tim Berners-Lee attraverso un sistema predisposto per l’evento che permette di inviare le domande che p0i possono essere votate per selezionare quelle preferite che saranno direttamente proposte all’inventore del WWW.
24 dicembre, 2011

Dopo quattordici mesi spesi in riparazioni e migliorie, in realtà oggi la notizia delle prime collisioni ha riempito di entusiasmo gli scienziati del Cern, inclusi i 600 italiani (15 per cento del totale) che lavorano all’esperimento. “Proprio cinque minuti fa abbiamo visto le prime collisioni nel rivelatore di Alice”, racconta Paolo Giubellino, alla guida di uno dei quattro esperimenti di Lhc. “Non ce le aspettavamo così presto. I protoni sono estremamente piccoli e far collidere due fasci che viaggiano in direzione opposta è come mettere due cacciatori a distanza di un chilometro e chiedergli di far scontrare i loro pallini in aria a metà strada. Bisogna avere un’ottima mira”.




















