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Vittorio Pasteris

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Accordo per la banda larga entro il 2015 nei 192 comuni piemontesi ancora digital divisi

* 9 marzo, 2010 * Economia, Internet, Torino * 0 commenti

La Giunta regionale del Piemonte ha approvato ieri l’Accordo di Programma per lo sviluppo della banda larga sul territorio piemontese, per fornire la banda larga ai comuni ad oggi esclusi dal servizio. Entro tre mesi dalla firma, saranno individuati i territori su cui intervenire e le modalità di esecuzione degli interventi, per la cui realizzazione ci sarà tempo fino al 31 dicembre 2015.

I 192 Comuni con “divario digitale” citati dall’Accordo di Programma sono ripartiti per provincia: 57 a Cuneo, 29 a Torino, 28 sia ad Alessandria che a Vercelli, 16 ad Asti, 13 nel Verbano-Cusio-Ossola, 11 a Biella e 10 a Novara.

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Eolo atterra sulla collina di Villareggia

* 13 febbraio, 2010 * Internet, Personale * 0 commenti

Questo blog ha condotto da oramai anni una battaglia civile per far uscire il comune di Villareggia da una non comune e scandalosa condizione di digital divide.

Finalmente una buona notizia: a giorni verrà installata sulla collina del paese una antenna che porterà a Villareggia la connessione di Eolo, uno dei più seri provider wireless italiani.

Se non ci credete date un’occhiata alla mappa delle BTS di Eolo. Attendiamo a breve l’annuncio via Twitter.

Qualche approfondimento sull’argomento

Un 2010 ancora con la legge Pisanu

* 1 gennaio, 2010 * Diritti, Internet, Italia * 0 commenti

L’onnicomprensivo decreto milleproroghe proroga anche per il 2010 la legge Pisanu Via Sergio Maistrello

Giusto per chiudere una questione aperta qualche mese fa e portata avanti insieme a un bel po’ di amici, oggi è uscito in Gazzetta Ufficiale il decreto milleproroghe che proroga di un altro anno l’articolo 7 della legge Pisanu (sì, quello che vincola il WiFi negli esercizi pubblici ad autorizzazione preventiva e identificazione degli utenti). Ora aspettiamo il percorso parlamentare di conversione del decreto, ma non sono attesi colpi di scena. Non c’è molto da aggiungere, ho già espresso abbondantemente la mia opinione. Vista l’aria che tira, il rinnovo della Pisanu era il meno che potesse accadere. Resta la sensazione di una classe dirigente che sta rallentando pesantemente l’economia legata alle reti di comunicazione. Peccato.

Che bella vita digitale per giapponesi, lituani e lettoni

* 30 dicembre, 2009 * Personale * 0 commenti

Questo è il grafico delle nazioni con migliore performance di banda larga secondo i dati di Speedtest.net.

L’Italia vedete dove bazzica: oltre la 40esima o la 70a posizione.speedtest

La carta dei cento per il WiFi libero

* 26 novembre, 2009 * Mobile * 0 commenti

Per capire di cosa si tratta

Il 31 dicembre 2009 sono in scadenza alcune disposizioni del cosiddetto Decreto Pisanu (”Misure urgenti per il contrasto del terrorismo internazionale”) che assoggettano la concessione dell’accesso a Internet nei pubblici esercizi a una serie di obblighi quali la richiesta di una speciale licenza al questore.

Lo stesso Decreto, inoltre, obbliga i gestori di tutti gli esercizi pubblici che offrono accesso a Internet all’identificazione degli utenti tramite documento d’identità . Queste norme furono introdotte per decreto pochi giorni dopo gli attentati terroristici di Londra del luglio 2005, senza alcuna analisi d’impatto economico-sociale e senza discussione pubblica. Doveva essere provvisoria, ed è infatti già scaduta due volte (fine 2007 e fine 2008) ma è stata due volte prorogata.

Si tratta di norme che non hanno alcun corrispettivo in nessun Paese democratico; nemmeno il Patriot Act USA, approvato dopo l’11 settembre 2001, prevede l’identificazione di chi si connette a Internet da una postazione pubblica. Tra gli effetti di queste norme, ce n’è uno in particolare: il freno alla diffusione di Internet via Wi-Fi, cioè senza fili. Gli oneri causati dall’obbligo di identificare i fruitori del servizio sono infatti un gigantesco disincentivo a creare reti wireless aperte. Non a caso l’Italia ha 4,806 accessi WiFi mentre in Francia ce ne sono cinque volte di più.

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I conti del computer di Brenda non quadrano

* 26 novembre, 2009 * Computer, Pensieri, Tecnologia * 1 commenti

Oltre ad esssere piuttosto differenti le valutazioni quantitative date dai giornalisti, lasciano un po’  di stucco gli esempi presentati per “far capire” i lettori …

Secondo Il Messaggero

Sono 60 mila i file, tra visibili e cancellati, presenti nella memoria del computer di Brenda, la transessuale testimone nell’inchiesta sul caso Marrazzo trovata morta il 20 novembre scorso per asfissia da fumo nel suo monolocale di via Due Ponti, a Roma. I consulenti tecnici nominati dalla procura stanno completando la scansione dell’hard-disk del pc: al momento è stato recuperato il 16 per cento del contenuto. Circa 130 gigabyte di memoria, uno spazio considerevole considerando che un film occupa mediamente due-tre gigabyte.

Secondo Libero

Quando i tecnici della procura hanno iniziato la scansione, lunedì notte, sono rimasti impressionati. L’acqua non ha compromesso la memoria. E dal pc sono spuntati oltre 90 giga byte di materiale conservato dal trans negli ultimi mesi. Un volume impressionante considerando che un computer di un uomo d’affari, un professionista, in genere arriva a 4,5, al massimo 6,7 giga di memoria.

Il punto sul piano governativo per la banda larga

* 17 novembre, 2009 * Diritti, Internet * 1 commenti

Alessandro Longo su Apogeonline

Alla fine forse arriveranno, i milioni di fondi pubblici promessi per la banda larga. Domenica il ministro allo sviluppo economico Scajola l’ha definito «un investimento proritario». Nei giorni precedenti il ministro per l’innovazione Brunetta aveva addirittura indicato una data: entro il 15 dicembre. A fine anno, si prevede, sarà sbloccata una prima tranche, forse 200-300 milioni, degli 800 che questo governo dovrebbe stanziare, nell’ambito degli 1,47 miliardi previsti dal piano Romani. Piano che quindi potrebbe partire nel 2010 e andare avanti con i ritmi già annunciati. Per dare i 20 Megabit al 96% della popolazione e i 2 Megabit (via wireless) al resto entro il 2012.

Eppure, tutto questo can can sui fondi promessi, poi spariti, ora ripromessi rischia di farci perdere di vista il quadro d’insieme. Dimentichiamo che il problema dell’Italia non sono quegli 800 milioni che mancano, ma è il ritardo sistematico rispetto all’Europa. «Ci sono tre partite aperte, la lotta al digital divide, all’analfabetismo digitale e la spinta verso il futuro della banda larga», dice Maurizio Decina, ordinario di reti e comunicazioni al Politecnico di Milano. «E il piano Romani si occupa solo del primo, che è la minor parte, cioè di portare banda larga nelle aree di fallimento di mercato».

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Scajola punta sulla banda larga

* 8 novembre, 2009 * Economia, Internet, Italia * 0 commenti

Via Repubblica

Il ministro dello Sviluppo economico, Claudio Scajola, nel corso dell’ultimo Cipe, ha consegnato al presidente del Consiglio Silvio Berlusconi un appunto per chiedere – secondo quanto risulta all’agenzia Ansa – l’avvio di alcuni progetti per i quali sono già state definite le risorse, “misure che attuate consentirebbero di dare risposta anticiclica a molte crisi in atto”.

Tra gli interventi viene citata la banda larga che con 800 milioni di investimenti da parte del governo darebbe lavoro a 50.000 addetti e consentirebbe di aprire 33.000 cantieri, con un impatto positivo sul Pil pari a 0,2 punti percentuali. Ma, nell’elenco, sono indicati anche i progetti di riconversione di aree industriali e quelli per la creazione di zone franche, anche in Abruzzo.

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Banda larga se capita

* 5 novembre, 2009 * Diritti, Economia, Internet, Italia * 0 commenti

Via Repubblica.it

Il governo ha distrutto le speranze di avere, in breve tempo, internet banda larga per tutti gli italiani. L’annuncio è arrivato ieri da Gianni Letta, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio: “I soldi per la banda larga li daremo quando usciremo dalla crisi”. Si riferisce agli 800 milioni che il governo aveva promesso di dare da mesi nell’ambito di un progetto da 1,47 miliardi di euro: il cosiddetto “piano Romani” – da Paolo Romani, viceministro per lo Sviluppo con delega alle Comunicazioni.

Era un piano per portare la banda larga 20 Megabit al 96% della popolazione entro il 2012, e almeno i 2 Megabit alla parte restante. Un piano di livello base, per risolvere i nodi più stringenti della nostra rete, afflitta da problemi di copertura (il 12% degli italiani non può avere nemmeno i 2 Megabit) e da una crescente saturazione che rallenta le connessioni degli utenti.

Con il piano Romani il governo rinunciava nell’immediato, invece di occuparsi del futuro della nuova rete. A differenza di altri Paesi europei, dove ci sono da anni piani nazionali per portare banda larghissima a 50-100 Megabit. Al 75% delle case entro il 2014 in Germania; a 4 milioni di case nel 2012 in Francia (che investirà 10 miliardi di euro). Eppure, a quanto pare, anche questo piano minimo ha avuto un intoppo.

Sogni di broadband

* 29 ottobre, 2009 * Economia, Internet * 0 commenti

Giacomo Dotta intervista Vivane Reding

Voi fate riferimento alla situazione in Finlandia e nel Regno Unito. Il Governo UK sta abbozzando la nuova legislazione basata sulla Digital Britain Strategy, che include le disposizioni su servizio universale e broadband (questa legislazione è prossima alla pubblicazione e adozione entro l’inverno). La Finlandia, per contro, ha già adottato nuove regole nazionali in proposito. Le nuove disposizioni per il servizio universale in Finlandia fanno uso della flessibilità concessa dalla Universal Service Directive europea indicando connessioni a 1Mbit/s come servizio universale (partendo nel Luglio 2010). Il Governo finlandese ritiene che questi obblighi non costituiranno un onere ingiusto sugli operatori delle telecomunicazioni coinvolti. Comunque, se l’autorità nazionale riterrà che fosse necessario, i costi associati verranno finanziati da budget generali.

Una volta che l’attuale riforma delle regole sulle telecomunicazioni europee verrà adottata, la nuova Universal Service Directive metterà a disposizione ulteriore flessibilità: gli stati membri potranno decidere a livello nazionale di includere il broadband (tenendo conto delle specificità dei singoli mercati nazionali). In questo contesto gli Stati Membri potranno usare nuovi metodi finanziari indicati dalla Direttiva, includendo la possibilità di istituire un fondo per il servizio universale al quale tutti gli attori del settore devono contribuire.

Raccontare la Venezia digitale

* 3 luglio, 2009 * Internet, Mobile * 0 commenti

Venezia Wireless

* 30 giugno, 2009 * Internet, Mobile * 2 commenti

Via Apogeonline

Venerdì prossimo Venezia illuminerà ufficialmente col WiFi tutto il Canal Grande e molti altri luoghi strategici per la vita cittadina, comprese alcune zone di Mestre e parte del Lido. È lo snodo fondamentale del progetto di innovazione e digitalizzazione da 10 milioni di euro fortemente voluto dal vice di Massimo Cacciari, Michele Vianello. Da febbraio è attiva la piattaforma Venice Connected per i trasporti e i servizi turistici, mentre in questi giorni prende vita il portale Cittadinanza digitale. Il 3 luglio si festeggerà l’inaugurazione della rete wireless con un barcamp itinerante in battello e con una caccia al tesoro digitale che si snoderà per le calli.

«Dedicheremo il 3 luglio alla Corte costituzionale francese, che ha bocciato la legislazione Hadopi perché colpisce i diritti universali dell’uomo alla comunicazione e all’espressione. Internet non è un lusso, è un nuovo grande diritto. Chi avrebbe messo in discussione in passato la costruzione di un asilo o di una scuola elementare? Bene, oggi la rete ha lo stesso valore», spiega Vianello, che che assicura di essere solo all’inizio di un importante ciclo di innovazione e di voler «alzare ancora l’asticella, proponendo la sperimentazione concreta di alcune soluzioni al piano Caio del Governo».