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Vittorio Pasteris

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La carta di Alba

* 25 novembre, 2008 * Senza categoria * 0 commenti

La Fondazione Movimento Bambino e la Fondazione Ferrero, con l’apporto di numerosi specialisti del settore come psichiatri, pedagogisti, criminologi, magistrati, assistenti sociali hanno presentato la Carta di Alba, un codice di comportamento per l’utilizzo consapevole dei new media da parte di bambini e adolescenti.

Ecco il testo della Carta di Alba

La tutela dei diritti deve essere pari nel mondo virtuale come nel mondo reale, unicum inscindibile.

  1. E’ indispensabile rafforzare una vigilanza istituzionale, su base internazionale, che assicuri un costante monitoraggio delle comunicazioni digitali per garantire ai minori un ambiente sicuro.

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L’Onda degli studenti a difesa della scuola

* 14 novembre, 2008 * Senza categoria * 0 commenti

Genova Sentenza Diaz: assolti i vertici della polizia

* 14 novembre, 2008 * Senza categoria * 0 commenti

Via Repubblica.it

Sono stati assolti i vertici della polizia per le violenze del 21 luglio 2001, durante il G8 di Genova, all’interno della scuola Diaz. Nessuna condanna, dunque, per Giovanni Luperi, attuale capo del Dipartimento di analisi dell’Aisi (ex Sisde), nel 2001 vice direttore dell’Ucigos, e per Francesco Gratteri, attuale capo dell’Anticrimine, all’epoca dei fatti direttore dello Sco, e Gilberto Calderozzi, oggi capo dello Sco. Dei 29 imputati, 13 sono stati condannati e 16 assolti. Il tribunale di Genova ha inflitto pene per complessivi 35 anni e sette mesi, di cui 32 anni e sei mesi condonati. L’accusa aveva chiesto condanne per un totale di oltre 108 anni.

“Vergogna”. Alla lettura della sentenza, dopo 11 ore di camera di consiglio, si è levato il grido “Vergogna, vergogna!” dai settori del pubblico che affollava l’aula. Presenti anche gli altri magistrati della procura di Genova: tra loro i pm del processo per i fatti di Bolzaneto, Petruzziello e Ranieri Miniati, oltre ad altri quattro che si sono occupati della Diaz. In aula c’era solo un imputato: il capo della squadra mobile di Parma Alberto Fabbrocini per il quale i pm hanno chiesto l’assoluzione.
Tra il pubblico erano presenti anche Mark Covell, giornalista inglese di 40 anni presente nella scuola durante l’irruzione della polizia, e il sindaco di Genova Marta Vincenzi. “Spero che con questa sera si chiuda una ferita che è rimasta aperta per sette anni”, aveva detto il primo cittadino del capoluogo ligure prima della lettura della sentenza.

Mark Covell racconta la sua storia

Libero Brunetta (nel Software)

* 13 novembre, 2008 * Senza categoria * 0 commenti

Via Associazione Software Libero
On.le Ministro Renato Brunetta,
il 16.08.08 Le abbiamo spedito una lettera (ricevuta il 03.09.08) con la quale domandavamo di avere accesso a due protocolli d’intesa da Lei sottoscritti con Microsoft Italia S.r.l.: quello “per lo sviluppo di soluzioni d’eccellenza tecnologiche e organizzative, in particolare nel settore della scuola” , e quello (sottoscritto anche dal Presidente della Regione Friuli Venezia Giulia) “per la realizzazione di un progetto pilota di ammodernamento e dematerializzazione della gestione documentale degli uffici” (…).

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Rissunto degli eventi recenti inerenti Piazza Navona

* 31 ottobre, 2008 * Senza categoria * 0 commenti

Via Luca De Biase

La rete sta parlando in lungo e in largo di quello che è successo a Piazza Navona. E l’impressione è chiara. A partire dal pezzo di Curzio Maltese, il video con il presunto infiltrato, la foto del camioncino che ha portato i picchiatori in una zona pedonale… Ma la linea interpretativa è stata dettata dall’intervista a Francesco Cossiga sul Quotidiano Nazionale: infiltrare il movimento, spingerlo a commettere violenze e poi picchiare duro gli studenti e le maestrine.

Il Decreto Gelmini e i nostri figli

* 29 ottobre, 2008 * Senza categoria * 0 commenti

Via Unamamma

Si ritornerà ad un modello di scuola vecchio di 30 anni, quando non c’erano queste condizioni sociali, quando le mamme non lavoravano, almeno non tutte, quando c’era più probabilità di trovare lavoro di adesso dove si chiede di essere ultra preparati professionalmente.

Si parla di scegliere da un minimo di 24 ore fino ad un max di 40 ore… Ma non è forse il caro e vecchio dopo scuola?

Molti genitori all’uscita mi dicono:”vedi, però, se si mantiene il tempo pieno in fondo a me va bene così!”.

Beh, c’e una grande differenza perché bisogna ridisegnare i programmi e spalmare le materie in maniera diversa.

Si perderebbero, difatti, materie importanti come l’informatica. Un esempio: l’anno scorso abbiamo raccolto dei fondi per la classe di informatica della scuola dei miei figli, ma adesso é tutto fermo perché non si sa se l’anno prossimo si insegnerà questa materia! Certo nel 2008, in fondo, l’informatica non è poi così importante…!

La “riforma” Gelmini for dummies

* 28 ottobre, 2008 * Senza categoria * 0 commenti

Via il Barbiere della Sera

A suon di decreti (112, 133, 137) e senza specialisti, si delinea e si prepara la più rapida e forse più impopolare riforma (o controriforma) che si sia mai vista. E mentre ci si appassionava, grazie alle disposizioni urgenti del decreto 137, alle diatribe sul voto in condotta e sul maestro unico, la ministra e il suo staff procedevano, nel perfezionamento per la conversione in legge, nella parte più dolorosa e infida, quella dei tagli: di risorse, di insegnanti, di scuole, di classi.

Qualche tempo fa, su Repubblica, Salvo Intravaia, prendendo spunto dalla bozza di riforma presentata ai sindacati, faceva il punto su come dovrebbe cambiare la scuola. Sintetizzo, ispirandomi al suo prezioso lavoro, per cercare di dare, tra le polemiche, un quadro complessivo non tanto delle polemiche ma di quanto dovrebbe accadere, così che ognuno possa valutare, secondo coscienza e ovviamente secondo le proprie inclinazioni sociali e politiche, se è il caso di agitarsi e di preoccuparsi o no. Vediamo, in sintesi, il quadro della scuola che ci aspetta.

Tre le direttici del piano: revisione degli ordinamenti scolastici, dimensionamento della rete scolastica italiana, razionalizzazione delle risorse umane, cioè tagli. Le classi saranno più numerose: fino a 29 alunni all’asilo, fino a 30 nelle prime delle medie e delle superiori. L’organizzazione oraria della scuola materna rimarrà sostanzialmente invariata. Saranno reintrodotti gli anticipi morattiani, con la possibilità di iscrivere i bambini già a due anni e mezzo, e nelle piccole isole o nei piccoli comuni montani l’ingresso alla scuola dell’infanzia potrà avvenire, per piccoli gruppi di bambini, anche a due anni. In pratica sarà confermata l’esperienza delle sezioni primavera per i piccoli di età compresa fra i 24 e i 36 mesi.

Facebook: un fenomeno tutto italiano

* 27 ottobre, 2008 * Senza categoria * 1 commenti

Via Aiuti.com

Al di là dei tanti meccanismi di funzionamento e della ricchezza delle applicazioni, quello che emerge non è il programma, ma il comportamento d’uso. Ci si comporta tenendolo sempre aperto come un ambiente in background che ti fa percepire che cosa sta avvenendo nella rete di persone che conosci, proprio come se fossero nello stesso luogo assieme a te. Non ci si scambia neppure molti messaggi, anche se è possibile ogni tanto chattare con qualcuno che hai visto disponibile. Ma ben difficilmente può essere considerato il luogo di appuntamenti amorosi, in quanto, fra l’altro, è troppo esposto e il target è ben diverso.

È la percezione di comunanza simultanea che fa la differenza. Con quasi due milioni e mezzo di iscritti ci trovi un po’ tutti: amici che avevi perso di vista, compagni di scuola insospettabili… Non vai su FaceBook per uno scopo, come nel caso, ad esempio, di LinkedIn: ci vai solo per andarci e può accadere che avvenga qualcosa in genere del tutto imprevisto. Il bello è proprio questo. Ci metti le tue foto, un video di YouTube che ti è piaciuto o un link interessante e non ci pensi più; non ti preoccupi di chi possa essere interessato.

Insomma, il primo elemento interessante è proprio questa condizione del tutto stocastica, incidentale, casuale del mezzo ad essere del tutto originale. Diversamente da un Instant Messenger, come MSN, ad esempio, o da un programma di comunicazione integrato come Skype, FaceBook si caratterizza come un ambiente.

La seconda, e personalmente ancora più interessante, considerazione è che questo “Ambiente” si distingue per privilegiare una dimensione locale, un po’ com’era per le vecchie BBS, gli ambienti virtuali creati nel computer di qualche amico della tua città e spesso del tuo giro – solo che quello era per nerd, per smanettoni, mentre questo è facile per tutti e attira soprattutto quelli meno pratici per la sua semplicità. Per la prima volta si torna a vedere su Internet qualcosa di simile alle comunità della Baia, quella di S. Francisco, descritte nell’ispirato “Comunità Virtuali” di Howard Rheingold.

Non è perché FaceBook sia bello che si sono iscritti tanti Italiani, ma piuttosto è perché si sono iscritti tanti Italiani che la gente si iscrive a FaceBook. Io ci ero entrato circa un anno fa e poi non c’ero più tornato, perché era un ambiente staunitense (oltre che allora piuttosto grezzo) e sentivo che non avrei avuto nulla a che fare con tutto ciò. Oggi è un mondo diverso: conosco molte persone e trovo esperienze che mi dicono qualcosa in una lingua con cui mi sento a mio agio.

Insomma, la gente sente meno il bisogno di potenza della rete delle reti che ti dà l’illusione di avere sottomano il mondo, nello stesso modo in cui sta conoscendo il piacere di consumare di meno, e per un senso di ecologia, di pulizia mentale, non solo perché costretta a risparmiare. Quello che desideri è stare a casa tua, di parlare la tua lingua, di potere contare sulla comprensione che deriva dal fare riferimento alle stesse esperienze e allo stesso modo di pensare condiviso in una mente locale, invece che globale.

La piazza virtuale manifesta con la piazza reale

* 24 ottobre, 2008 * Senza categoria * 0 commenti

D’accordo la scuola italiana ha un sacco di problemi da risolvere. Certamente l’università italiana è mal gestita, clientelare, piena di baroni, con poche idee.

Ma questa riforma firmata Gelmini pare avere l’obiettivo di demolirle definitivamente.

Per questo occorre che la rete si mobiliti in fretta per evitare questo scempio definito.

Si accettano proposte sensate -…

Via il quaderno e aprite il computer

* 7 ottobre, 2008 * Senza categoria * 4 commenti

Via Lastampa.it

«Bambini mettete via il quaderno e aprite il computer». Questa frase verrà pronunciata ogni giorno dalla maestra, in normali aule torinesi. Perché da domani tre scuole elementari inizieranno a lavorare con un piccolo pc come se fosse un quaderno, un sussidiario, un album da disegno. Certo, i bambini del terzo millennio sono figli naturali dell’era digitale. Ma qui, per la prima volta in Europa, gli scolari lavoreranno organicamente con lo strumento informatico nella loro classe. Ogni ragazzino avrà in dotazione lo strumento da mettere nello zainetto, tenere sul banco e portare a casa come, appunto, il buon vecchio quaderno a righe e quadretti.

L’esperimento parte nella quinta elementare Don Milani di Rivoli (per tutto l’anno) e in due terze di Pavone Canavese (solo per il primo quadrimestre) ed è chiamato significativamente «un computer per ogni studente». E’ stato ideato da Mariano Turigliatto del Gruppo Consiliare Regionale «Insieme per Bresso», e ha come partner «La Stampa», che ha aperto uno spazio blog sul proprio sito per comunicare in diretta ogni passo della sperimentazione. Punto centrale dell’operazione è, ovviamente, la macchina, il «JumPc», un computerino tutto italiano costruito da Olidata, ultraportatile, leggero, studiato per essere usato come uno strumento didattico innovativo.

Il blog del progetto

Il libro digitale per guardare avanti

* 21 settembre, 2008 * Senza categoria * 3 commenti

Dal blog di Garamond

Il dibattito sulla scuola si sta svolgendo in questi giorni in un surreale e serrato confronto fra chi vuole restaurare modelli e formule di trenta, sessanta o cento anni fa e chi vuole mantenere inalterato l’esistente, senza cambiare nulla di un sistema che scontenta tutti: genitori, alunni, dirigenti, insegnanti, politici, pedagogisti e chiunque altri si interessi a vario titolo di istruzione in Italia.

In questa fiera battaglia da paese in evidente decadenza, in questo inedito dibattito fra restauratori e conservatori, sembra che nessuno si ponga più in una prospettiva che guardi al futuro: da nessuna parte si osa avanzare un progetto, un’idea di quello che si potrebbe fare per cambiare ciò che non funziona più, avendo una visione coerente con la società attuale e con i suoi possibili sviluppi di domani, considerando quanto di buono si fa fuori dal nostro cortile nazionale e quali modelli di eccellenza possono essere adottati per evitare il declino a cui sembrano doversi rassegnare le nuove generazioni, di cui oramai si occupano seriamente solo i pubblicitari

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La scuola che sogniamo

* 29 agosto, 2008 * Senza categoria * 2 commenti

Via Leonardo

Detto questo, i prezzi aumentano. Aumenta tutto, a partire dalle materie prime: aumenterebbe anche se possedessimo la bacchetta magica per eliminare quelle tenie didattiche degli editori scolastici, con le loro pregiate ristampe patinate e colorate, in cui si cambia tutto purché restino gli errori di stampa dell’anno prima. In effetti la bacchetta magica ce l’avremmo: coi soldi che una famiglia spende in libri ci si potrebbe comprare un laptop, installare il wifi a scuola e lavorare direttamente su wiki. In qualche scuola già succede, e forse, chissà, un giorno anche in quella dei vostri figli (dipende anche da voi! Andate alle riunioni!) Certo, i laptop dopo un po’ si scassano, ma se per questo anche i libri: già da oggi, se un ragazzino riuscisse a conservare un laptop per almeno tre anni, la convenienza ci sarebbe eccome. Anche la diffidenza di una classe insegnante un po’ attempata è destinata a squagliarsi al sole di fronte alla possibilità di somministrare verifiche on line che si correggono da sole (tutta roba che esiste già, eh? Non sto inventando niente).