Dalla referenza alla georeferenza

Via Pino Bruno Un tempo erano necessarie le referenze . Oggi sono indispensabili le georeferenze. Geolocalizzare un’attività commerciale non è più un optional ma un imperativo categorico per stare al passo con i tempi e incrementare il business. Con la diffusione esponenziale di cellulari e smartphone dotati di GPS interno, cresce anche l’abitudine di rintracciare … Leggi tutto

E’ arrivato Stampacadabra

E’ uscito un mese fa, e fa ottime analisi Stampacadabra nasce il 14 settembre 2010 con una missione precisa: dare e fornire uno sguardo quotidiano al meraviglioso, intricato, ma affascinante mondo dell’editoria. Quotidiani, riviste, magazine, giornali in genere sono i soggetti preferiti delle nostre analisi, anticipazioni, interviste, curiosità, anteprime. Il tutto realizzato con un taglio … Leggi tutto

Fnac lancia Fnacbook, il primo ebook reader con obiettivo europeo

Fnac ha lanciato il suo ebook reader: Fnacbook, un lettore in grado di leggere i formati epub, pdf, jpeg, png, bmp, mp3. Fnacbook è dotato di wi-fi, e connessione 3G gratuita nella Francia metropolitana. Verrà venduto a partire dal 10 novembre con precaricati una cinquantina di classici mondiali. Costerà 199 euro per ora solo in … Leggi tutto

10 proposte creative per salvare il Manifesto

Via Il Manifesto

Di fronte alla grossa crisi che coinvolge il manifesto, ecco alcune proposte per reinventarsi il giornale, alla luce delle strade che si stanno sperimentando nella stampa italiana.

Manigiornale
Un quotidiano print on-demand. Esce con notizie perfettamente customizzate per il lettore che le paga. Vuoi un mese intero un dieci pagine dedicate a Montezemolo che violenta dei nani da giardino? Basta chiedere.

(Manifesto)1
Un giornale che mette da parte un po’ le notizie dal mondo, e sceglie di concentrarsi sulla sua vera missione: occuparsi con attenzione sempre più ostinata di quello che accade nella sinistra.
Possibile borderò per un numero zero. Primo piano su «C’è uno schieramento compatto a favore di Casini premier». Interni: «Si cerca di fare un accordo con Fini sulla legge elettorale». Cultura: «Si rivalutano certe aperture sul sociale di Storace». Lettere dei lettori: «Vi ho sempre letto. Se non arrivano i fondi per l’editoria sono anche disposto a rilevare la testata. Vostro Aff.mo Benedetto XVI».

Manifatto quotidiano
La redazione, i giornalisti, l’impianto rimangono identici. Cambia solo l’impaginazione: il giornale esce arancione su beige in 48 font diversi; e una volta all’anno in allegato un paio di ciabatte da mare e le pagine della cultura.

Maniriformista
Un free-press fatto solo di commenti sulla politica italiana, e l’idea rivoluzionaria di non finanziarsi con la pubblicità ma con i necrologi. E certo l’intento per il futuro di riuscire a amalgamare perfettamente i due generi.

Maniavanti
Un giornale in mp3, fatto solo di conversazioni registrate. Una volta a settimana, una versione su carta – con riflessioni sullo stato dell’informazione in Italia, e editoriali di Lavitola del genere: «Ho detto al telefono che lo volevamo gambizzare? Ma no! Era tutto cazzeggio!».

Leggi tutto

Finalmente l’occidente esporta: l’inciviltà

Via Vittorio Zucconi La nuova emorragia di documenti segreti o riservati o inediti riversata da Wikileaks, l’organizzazione che si dedica allo scoperchiamento delle pentole, non rivela niente che non sapessimo o che non sospettassimo fortemente. Dice quello che alcuni di noi, quelli persuasi che le guerre siano amarissime, dolorosissime avventure nelle quali è lecito addentrarsi … Leggi tutto

La denuncia dei baratti pubblicitari: il caso Enel – Il Fatto

Via IlFatto Quotidiano L’Enel non acquisterà più spazi pubblicitari sul Fatto Quotidiano. È la ritorsione per un articolo sgradito. Ce lo ha fatto sapere per iscritto l’Ufficio Stampa dell’Ente. Ne prendiamo atto. Grazie a vendite e abbonamenti, non dipendiamo dalla benevolenza dei signori della pubblicità. Non scriviamo sotto dettatura. Preoccupa che la pubblicità non serva … Leggi tutto

La strage dell’editoria tradizionale

Via FNSI Il settore dell’editoria nel nostro Paese è investito da una crisi molto pesante, la più gravedall’ultimo dopoguerra. Oltre cento testate – tra quotidiane e periodiche – di idee, cooperative, non profit, di partito, edite e diffuse all’estero e tante aziende dell’emittenza locale sono sull’orlo della chiusura”. Questa denuncia è contenuta in una lettera … Leggi tutto

Google, le tasse, i paradisi fiscali, le quotazioni azionarie

via Corriere.it

Non è evasione fiscale, ma a sentire la agenzia di notizie finanziarie ed economiche Bloomberg, quella fondata dal sindaco di New York Mike Bloomberg, il risultato è lo stesso. Google pagherebbe quest’anno al fisco americano solo il 2,4 per cento del reddito, anziché il previsto 35 per cento, e sarebbe perfettamente legale. L’anno scorso, aggiunge la Bloomberg, la Google pagò il 22 per cento, e nel 2008 poco più. In un triennio, avrebbe risparmiato oltre 3 miliardi di dollari. Il suo successo avrebbe indotto Facebook, uno dei siti più popolari, a intraprendere la stessa strada. Non sarebbe un’anomalia. Secondo la Bloomberg, anche la Microsoft di Bill Gates e altre protagoniste dell’informatica pagano molto meno tasse di quanto dovrebbero teoricamente, sebbene nel loro caso quel «meno» non sia di pubblico dominio.

Riferisce l’agenzia di notizie che Google negoziò con il fisco americano prima di rischiarne le ire. Ottenne di stabilire il centro delle sue operazioni globali in una filiale in Irlanda, dove le tasse sulle compagnie sono solo il 12,5 per cento del reddito. E, sfruttandone le leggi, ottenne anche di evitare in parte anche quelle tramite un’altra filiale in Olanda, cui avrebbe potuto e potrebbe tuttora trasferire i suoi guadagni. Dall’Olanda, i guadagni sarebbero finiti e finirebbero sempre legalmente alle Bermuda, uno dei tanti paradisi fiscali internazionali. Questa complessa manovra, battezzata «il sandwich olandese», sarebbe però adesso di nuovo all’esame del fisco.

Leggi tutto