Perche sto con Papa Francesco e mi fanno ridere i mirabolanti rivoluzionari del cambiamento per modo di dire

Antonio Padellaro sul Fatto Quotidiano Non occorre essere credenti per avere un senso religioso della vita e per saper distinguere ciò che è bene da ciò che non lo è. Per esempio, basta assistere a una messa domenicale e anche chi ritiene che l’ostia consacrata sia soltanto un frammento di pane azzimo non potrà non … Leggi tutto

Dei cronisti e dei marchettari ovvero anche dei giornalisti e delle prostitute

Via Stefano Tesi

Nella testa di molti giornalisti di quotidiano, soprattutto della vecchia guardia, circolano strane idee. Ad esempio che l’unico tipo di giornalismo degno di questo nome sia il loro: generalista, basato sulla cronaca e fatto da redattori. Il corollario è che tutto il resto non è giornalismo serio, che ciò che esula dalla cronaca è fuffa e che chi scrive lo fa di norma per compiacere se stesso o qualcuno, in alto nel giornale o all’esterno di esso. Corollario del corollario è che i collaboratori sono i primi complici di questo sistema. Cioè, in parole povere, marchettari: per vocazione, per scelta o per necessità (quest’ultima toppa giustificativa è risultata anche peggiore del buco). Quando poi, dopo e in privato, ti spieghi, la cosa prende per fortuna sfumature e toni diversi. Ma, lì per lì, sentirsi dire brutalmente che tutti gli articoli che parlano di vini, ristoranti, moda, arredamento, viaggi, tempo libero, auto, viaggi, libri, tv, spettacoli o elettrodomestici non sono notizie ma marchette (e quindi chi li scrive è tendenzialmente un marchettaro più o meno consapevole) fa abbastanza inquietare.

Leggi tutto

Come si rielabora una notizia ovvero il giornalismo con la schiena dritta tendente a 90 gradi

La notizia pubblicata dal Giorno

Chi è quel biondo che in un primo pomeriggio di piena luce dell’aprile milanesesvicola e si acquatta tra le auto in sosta, tentando di nascondersi, seminudo, solo giacchetta e plaid avvolto in vita? Lapo Elkann? Possibile? Lapo, erede di dinastia industriale che, di nuovo, lo scorso aprile si infila da vittima predestinata in un’altra storia di ricatti subiti, per coprire – simbolo quella copertina foglia di fico – scelte di vita avventurosa, non in linea col bon ton di stirpe.

Lapo, classe 1977, ancora vittima sia di ricatti subiti che di ricatti interrotti. Il suo svicolare in déshabillé tra le auto, per motivi che nessuno sa, è l’avvio di una storia appena sbarcata davanti al giudice delle indagini preliminari, Stefania Pepe, chiamata a convalidare un arresto in flagranza di reato, martedì al Four Season di Milano, e ordinato dal pm Giancarla Serafini. L’arresto di un giovane cameriere di una cooperativa, 31 anni, E.B., incensurato, assistito dall’avvocato Antonio Nebuloni, che quell’incontro casuale e allucinato tra le auto in sosta, ha trasformato in un estorsore. Beccato con tanto di busta in mano – che avrebbe dovuto contenere il denaro pattuito a 90mila euro – appena ricevuta da un uomo di fiducia di Lapo, Nelson Shawn, e nella cornice pregiata dell’hotel extralusso. Il cameriere è arrestato, il fratello (F.B.) è indagato; e dalle retrovie di una stangata di famiglia ai danni di Elkann fa capolino la figura del solito fotografo, ex Vallettopoli, ex scuderia Corona, il Fabrizio Bicio Pensa che non ha mai perso il vizio (dai tempi di Trezeguet) di monitorare i vizietti dei vip.

Leggi tutto

Migliorare il giornalismo italiano con la formazione continua imparando a conoscere la montagna, a prevenire gli incidenti, e le procedure di autosoccorso

La formazione continua dei giornalisti, che sarebbe stata una grande risorsa per migliorare una professione che deve cambiare o morire per sempre, è per molti versi diventata una farsa, una cosa del tipo … un tanto al chilo basta che ci togliamo il fastidio, tanto sappiamo già tutto. Ne abbiamo viste di tutti i colori: … Leggi tutto

Un floppone chiamato Google Glass

flop-google-glassRiccardo Luna su Repubblica.it

Ok Glass, scatta una foto, registra un video, dimmi chi ho davanti, dammi le ultime notizie. Sembrava l’inizio di un nuovo mondo, un mondo che preoccupa non poco i difensori della privacy, ma in effetti non è mai arrivato. Va detto che molti addetti ai lavori il de profundis lo avevano intonato subito: accanto ai tanti che dissero che “gli occhiali di Google avrebbero preso il posto dei telefonini”, altrettanti hanno avvertito subito non sarebbero serviti a nulla perché nessuno voleva andare in giro vestito come un cyborg impaurendo i vicini e quindi nessuno li avrebbe comprati. Un anno fa lo disse anche il grande capo di Apple, Tim Cook, ma la sua osservazione ricordava, a ruoli invertiti, quella celebre e infausta del numero uno di Microsoft Steve Ballmer a proposito dell’iPhone appena presentato da Steve Jobs: “Sarà un prodotto di nicchia”, disse accompagnando la frase con una di quelle sue leggendarie risate che sembrano tuoni. Beh, ancora se ne pente.

Leggi tutto

Una petizione per la trasparenza nelle Università italiana e per la tutela del whistleblowing negli atenei italiani

baroniLa campagna Riparte il futuro vuole sostenere un meccanismo che possa esporre e arginare le illegalità che possono accadere dentro e fuori dagli atenei. Per farlo serve difendere e incoraggiare chi segnala corruzione, malaffare, nepotismi e raccomandazioni. Clientelismi, corruzione, baronato, raccomandazioni: quando qualcuno nel mondo dell’istruzione approfitta del suo ruolo per guadagnare un vantaggio personale distrugge molto più di quello che pensa.

La campagna chiede alle nostre università di stare dalla parte di chi ha il coraggio di esporsi, dotandosi volontariamente di regole che aiutino e proteggano chi segnala illeciti.
Gli atenei possono fare molto. La legge anticorruzione del 2012 ha infatti introdotto l’istituto del “whistleblowing”: letteralmente “suonare il fischietto”, un’espressione per indicare chi sceglie di rompere i muri del silenzio sulle illegalità a cui talvolta può capitare di assistere.

Leggi tutto