Già, sembra essere diventata la moda dei nostri tempi. Mi spiego meglio: “Quest’anno abbiamo deciso di regalarti il sostegno ai bambini poveri dell’Africa”
“Per questo Natale abbiamo deciso di dare da mangiare ai bisognosi”
Premetto che sono ovviamente a favore di molte iniziative benefiche, volte a tentare di migliorare le condizioni di vita delle persone.
Quello che trovo terribile è:
1. Che ci si faccia pubblicità sventagliando la buona azione al mondo. Non c’è bisogno di farlo sapere agli altri. Il bene che fai con un’azione non è una forma di pubblicità o un modo per far sapere agli altri quanto sei bravo!
Fallo e basta! La beneficenza è importante per chi la riceve, non per quelli a cui lo dici.
2. Che dici di avermi fatto un regalo quando non è vero. Se non hai i soldi per farmi il regalo, mi dici: “Guarda, quest’anno non ho soldi per fare beneficenza e regali, per cui farò solo beneficenza”. Allora così lo trovo un gesto apprezzabile!
Altrimenti fai SIA beneficenza CHE regali, oppure FAI SOLO BENEFICENZA, ma non farti pubblicità in giro!
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Cosa succederà dunque? Difficile da dire con previsione certa. Le certezze sono poco confortanti. I primi a soffrire probabilmente saranno i librai e i distributori. Gli editori dovranno reagire con molta prontezza, perchè i cambiamenti nelle organizzazioni sono cosa lunga e conviene farli per tempo. I libri, quelli di carta (ma la distinzione sfumerà e anche il ricordo), resisteranno, se è vero che ci sono ancora appassionati musicofili che comprano il vinile. Ma, come dice Stefano Bonilli, che nel settore ci sta da una vita, difficilmente saranno ancora il business principale. Il vero fattore di cambiamento, infatti, non è il confronto tra libro digitale e libro rilegato, che è persino un finto problema. Il dato con cui bisogna scendere a patti è il cambiamento del sistema, in cui se cambiano le relazioni tra alcuni elementi cambiano le relazioni tra tutti.