7 marzo, 2010
Diritti, Italia
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Via Messaggero
E’ vero che l’ultima azione, ieri sera all’Olimpico, era della Roma (gran tiro di Riise e successivo calcio d’angolo) ma, per come era andata la partita, ci si aspettava che il Milan chiedesse ulteriore extra time fino a un gol. Però il tempo era scaduto: ancora irrimediabilmente. Per quanto?
Ci sono tempi che ancora scadono, scadenze che vanno rispettate, C’è perfino una custode del Pantheon che interrompe un concerto perché l’ultimo movimento finirebbe quattro minuti dopo le 18, orario di chiusura. S’è fatto tardi, la musica è finita.
C’è anche un proverbio: chi tardi arriva male alloggia. Ma non è più vero sulla Penisola dei Famosi. Se lo yogurth è scaduto una “interpretazione autentica” lo farà tornare buono? Se sbagliamo una firma su un atto legale, se presentiamo una domanda fuori termine nella nostra vita quotidiana (un figlio che volesse partecipare a un concorso se ancora ce ne fossero) potremmo farlo?
7 marzo, 2010
Italia
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Via il Messaggero (per ricorsi storici rileggere qui). Se Napolitano è stato minacciato deve fare solo una cosa: dirlo pubblicamente per salvare l’Italia ! Update: la vicenda raccontata dal Corriere
«Non ho bisogno della tua firma». Duro, durissimo Silvio Berlusconi al Capo dello Stato è arrivato a prospettare non solo l’inutilità della sua firma sotto al decreto legge, ma anche l’uso della piazza per contestare «una decisione che priva del diritto di voto milioni di cittadini». La tensione con Giorgio Napolitano della sera precedente è stato di una durezza tale che solo ieri mattina è stato – forse soltanto in parte – recuperato il rapporto tra i due grazie alla telefonata che ieri mattina Gianni Letta ha imposto al Cavaliere: «Chiama Napolitano altrimenti non ne usciamo». Il consiglio del sottosegretario e di qualche ministro è stato raccolto dal presidente del Consiglio solo nella tarda mattinata.
Ripristinato un clima di «confronto istituzionale», come ieri sostenevano alcuni deputati del Pdl, è ripresa una trattativa difficile e complicata dalla voglia del Cavaliere di ”mettere una pezza” anche sul pasticcio compiuto a Roma, mentre leghisti ed ex An mostravano qualche cautela in più nei confronti del presidente della Repubblica e si sarebbero accontentati di sanare le irregolarità milanesi.
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7 marzo, 2010
Italia, Pensieri
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Via corriere.it ; UPDATE; la CEI ha precisato che “le questioni di procedura elettorale hanno natura squisitamente tecnico-giuridica”
Il decreto “salvaliste” non è passato inosservato anche in Vaticano. E monsignor Domenico Mogavero, responsabile della Conferenza episcopale italiana per gli affari giuridici, ai microfoni della Radio Vaticana ha osservato che «cambiare le regole del gioco mentre il gioco è in corso è un atto altamente scorretto». «La democrazia – ha detto il vescovo – è una realtà fragile che ha bisogno di essere sostenuta e accompagnata da norme, da regole, altrimenti non riusciamo più a orientarci», se invece «dovesse essere diretta dall’arbitrio di qualcuno o se dovesse essere improvvisata ogni giorno mancherebbe la certezza del diritto, dei rapporti e delle prospettive». E ancora in merito ai problemi sorti in questi giorni ha osservato: «Non credo che in democrazia si possa fare una distinzione fra ciò che sono le regole e quello che è il bene sostanziale, le regole non sono un aspetto accidentale del vivere insieme, ma quelle che dettano il binario attraverso cui incamminarci».
6 marzo, 2010
Diritti, Italia, Personale
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Dal sito del Quirinale
Egregio signor Magni, gentile signora Varenna,
ho letto con attenzione le vostre lettere e desidero, vostro tramite, rispondere con sincera considerazione per tutte le opinioni dei tanti cittadini che in queste ore mi hanno scritto.
Il problema da risolvere era, da qualche giorno, quello di garantire che si andasse dovunque alle elezioni regionali con la piena partecipazione dei diversi schieramenti politici. Non era sostenibile che potessero non parteciparvi nella più grande regione italiana il candidato presidente e la lista del maggior partito politico di governo, per gli errori nella presentazione della lista contestati dall’ufficio competente costituito presso la corte d’appello di Milano. Erano in gioco due interessi o “beni” entrambi meritevoli di tutela: il rispetto delle norme e delle procedure previste dalla legge e il diritto dei cittadini di scegliere col voto tra programmi e schieramenti alternativi. Non si può negare che si tratti di “beni” egualmente preziosi nel nostro Stato di diritto e democratico.
Si era nei giorni scorsi espressa preoccupazione anche da parte dei maggiori esponenti dell’opposizione, che avevano dichiarato di non voler vincere – neppure in Lombardia – “per abbandono dell’avversario” o “a tavolino”. E si era anche da più parti parlato della necessità di una “soluzione politica”: senza peraltro chiarire in che senso ciò andasse inteso. Una soluzione che fosse cioè “frutto di un accordo”, concordata tra maggioranza e opposizioni?
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30 dicembre, 2009
Italia, Multimedia, Pensieri
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Il 31 dicembre 2009, con il messaggio di fine anno del Presidente della Repubblica agli italiani, il Quirinale lancia il suo canale ufficiale su YouTube. Accessibile a questo indirizzo , il canale raccoglierà filmati degli interventi più significativi dell’attività del Capo dello Stato.
Il canale YouTube della Presidenza della Repubblica sarà aperto da un messaggio di benvenuto del Presidente Napolitano: “Apriamo le porte del Quirinale ai tanti utenti dei nuovi media non solo per ampliare e rendere sempre più efficienti e moderni gli strumenti della nostra comunicazione ma anche per promuovere e favorire un rapporto sempre più stretto e trasparente con i cittadini. Le nuove tecnologie non conoscono né barriere né frontiere. Ci incontreremo in questo spazio per costruire, insieme, occasioni di partecipazione alla vita democratica”.
2 luglio, 2009
Economia, Italia, Scienza, Tecnologia
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Via Corriere.it
È stata di parola. Rita Clementi è volata a Boston. Da giovedì lavorerà in un importante centro medico. Ha lasciato l’Italia, così come aveva promesso, la ricercatrice precaria di Pavia che ha scritto al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano per denunciare lo stato comatoso della ricerca nel nostro Paese e per raccontare la decisione di abbandonare l’Italia. Non è bastata a fermarla neanche un’offerta giunta all’ultimo minuto da un prestigioso centro di ricerca di Padova. Troppo tardi: «Ho dato la mia parola agli americani. Ora vediamo cosa succede. Non escludo un ritorno. Non è detto poi che non si possa collaborare tra Boston e Padova. D’altronde ricerca vuol dire collaborazione». Così, tirandosi dietro il suo trolley, dopo un ultimo bacio al marito e ai tre figli, la scopritrice dell’origine genetica di alcune forme di linfoma maligno ha girato i tacchi ed è entrata dentro l’aeroporto di Linate. Un volo low cost, via Londra per spendere meno, e le sue speranze volano Oltreoceano.
29 giugno, 2009
Economia, Italia, Scienza, Tecnologia
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Via Corriere.it

Una laurea in Medicina, due specializzazioni, anni di contratti a termine: borse di studio, co.co.co, consulenze, contratti a progetto, l’ultimo presso l’Istituto di genetica dell’Università di Pavia. Rita Clementi, 47 anni, la ricercatrice che ha scoperto l’origine genetica di alcune forme di linfoma maligno, in questa lettera indirizzata al presidente della Repubblica Napolitano racconta la sofferta decisione di lasciare l’Italia. Da mercoledì 1?luglio lavorerà come ricercatrice in un importante centro medico di Boston.
Caro presidente Napolitano, chi le scrive è una non più giovane ricercatrice precaria che ha deciso di andarsene dal suo Paese portando con sé tre figli nella speranza che un’altra nazione possa garantire loro una vita migliore di quanto lo Stato italiano abbia garantito alla loro madre. Vado via con rabbia, con la sensazione che la mia abnegazione e la mia dedizione non siano servite a nulla. Vado via con l’intento di chiedere la cittadinanza dello Stato che vorrà ospitarmi, rinunciando ad essere italiana.
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9 aprile, 2009
Media, Pensieri
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Napolitano ai giornalisti a L’Aquila
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8 settembre, 2008
Senza categoria
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Via Corriere.it
Ma, intervenendo alla stessa cerimonia e parlando davanti al Capo dello Stato (che ha invitato tutti i cittadini a rafforzare la memoria della Resistenza) il ministro della Difesa Ignazio La Russa ha reso omaggio anche ai militari dell’esercito della Repubblica Sociale Italiana che, «dal loro punto di vista, combatterono credendo nella difesa della Patria». «Farei un torto alla mia coscienza – ha detto La Russa – se non ricordassi che altri militari in divisa, come quelli della Nembo dell’esercito della Rsi, soggettivamente, dal loro punto di vista, combatterono credendo nella difesa della patria, opponendosi nei mesi successivi allo sbarco degli anglo-americani e meritando quindi il rispetto, pur nella differenza di posizioni, di tutti coloro che guardano con obiettività alla storia d’Italia».