Perche sto con Papa Francesco e mi fanno ridere i mirabolanti rivoluzionari del cambiamento per modo di dire

Antonio Padellaro sul Fatto Quotidiano Non occorre essere credenti per avere un senso religioso della vita e per saper distinguere ciò che è bene da ciò che non lo è. Per esempio, basta assistere a una messa domenicale e anche chi ritiene che l’ostia consacrata sia soltanto un frammento di pane azzimo non potrà non … Leggi tutto

Il servizio di Postacertificata Pec lanciato da Brunetta chiuderà entro il marzo 2015

Via Agid

Il servizio di Postacertificat@ (CEC-PAC), che puó essere utilizzato solo per comunicazioni verso la PA, sarà da oggi progressivamente sospeso per far convergere tutte la posta certificata sul sistema PEC. Il servizio CEC-PAC non è riuscito a decollare in questi anni: l’82% delle caselle attive non ha mai inviato messaggi. Una delle ragioni dello scarso utilizzo puó essere associata alla sovrapposzione con la PEC.

Con la progressiva sospensione di CEC – PAC vengono recuperati quasi 19 milioni di euro da investire in altri servizi ai cittadini e imprese, come delineato nell’ultimo documento “Crescita digitale”.

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Una petizione per la trasparenza nelle Università italiana e per la tutela del whistleblowing negli atenei italiani

baroniLa campagna Riparte il futuro vuole sostenere un meccanismo che possa esporre e arginare le illegalità che possono accadere dentro e fuori dagli atenei. Per farlo serve difendere e incoraggiare chi segnala corruzione, malaffare, nepotismi e raccomandazioni. Clientelismi, corruzione, baronato, raccomandazioni: quando qualcuno nel mondo dell’istruzione approfitta del suo ruolo per guadagnare un vantaggio personale distrugge molto più di quello che pensa.

La campagna chiede alle nostre università di stare dalla parte di chi ha il coraggio di esporsi, dotandosi volontariamente di regole che aiutino e proteggano chi segnala illeciti.
Gli atenei possono fare molto. La legge anticorruzione del 2012 ha infatti introdotto l’istituto del “whistleblowing”: letteralmente “suonare il fischietto”, un’espressione per indicare chi sceglie di rompere i muri del silenzio sulle illegalità a cui talvolta può capitare di assistere.

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Giovedì 6 novembre al Rockisland di Rimini la cena Fima per una informazione utile al pianeta terra: chi non viene è un disastro ambientale

logoFIMAGiovedì 6 novembre alle 21.00, nell’ambito della fiera Ecomondo, allo storico ristorante Rockisland di Rimini si svolge la cena della Federazione Italiana Media Ambientali con narrazioni, musica e gusto a sostegno dell’informazione utile al pianeta con un intervento di Diego Parassole, comico di Zelig, che presenta in anteprima il suo nuovo libro. Il Rockisland, lo storico locale affacciato sul molo di Rimini, per una notte diventa Greenisland e ospita un evento a sostegno dell’informazione utile al pianeta. Arriva la cena che la Federazione italiana media ambientali (Fima) organizza nell’ambito di Ecomondo, la fiera delle tecnologie sostenibili, giovedì 6 novembre (ore 21.00).

Al centro della serata i valori della buona comunicazione green con un menù a Km zero vegetariano e tipico per conversare intorno alle tematiche su cui è impegnata la Fima (coerenza scientifica dell’informazione, strategicità dei social media, contaminazione dei media generalisti, civic journalism e bisogni di tutela per i free lance) animati da esperti ed esponenti dell’associazione. Poi un intervento di Diego Parassole, l’attore alessandrino – milanese lanciato da Zelig, che presenterà in anteprima assoluta un estratto del suo nuovo libro “All you can eat – mangiare meglio oggi per non stare a dieta domani” scritto insieme a Riccardo Piferi in uscita a dicembre. Infine un brindisi sulla terrazza per stringere un patto per la buona informazione, quella che tiene insieme precisione scientifica, attenzione ai territori e alle comunità, visioni di futuro.

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Remigio Pasteris: 1924-2014, era mio padre

90anni-remigioLa vita è  strana. Ti trovi a fare in modo che tuo padre dopo un anno diffciile, dopo una operazione difficile, dopo una convalescenza difficile ritorni a casa per navigare a vista verso l’inverno che arriva. Lo porti a casa, lo saluti, gli dai appuntamento a più avanti nella settimana, dai indicazioni perchè riparta una piacevolmente noiosa normalità. Torni alla tua vita e dopo qualche ora ti arriva una telefonata che dice: Vittorio vieni tuo padre è morto. Allora corri sperando che si siano sbagliati, ma non si sono sbagliati. Tuo padre ha fatto una merenda sinoira, ha bevuto un po’. Poi qualcosa si è spento e cuore e respiro si sono fermati. Così in poche ore sei passato dalla gioia e dalla speranza di un ritorno, al discutere di rosari, funerali, casse da morto e simili amenità senza neanche accorgertene, in modo quasi omeopatico.

Poi si fa tardi e ti guardi indietro. Vedi un rapporto non mai facile fra un figlio e un padre per molte cose molto simili e per altri aspetti quasi agli antipodi, cresciuti in mondi, contesti, ere e vicende molto lontane. Vedi però di avere imparato e introitato geneticamente molte cose di quello che sei da tuo padre senza accorgetene: la precisione, l’amore per la concretezza, il senso etico di lavoro e dignità. Scavi nei ricordi e trovi le immagini e i racconti di una Torino e di un Piemonte dagli anni 60 agli anni 90 diverso da oggi, forse più ricco di uomini veri e di storie di persone con la schiena dritta e con la voglia di costruire senza mezzucci.

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