Il rischio Grecia dietro l’angolo

Via Wall Street Italia

Sono i tedeschi (tessera n.1 del club europeo anti “Club-Med”) tramite il settimanale “Der Spiegel” a ricordare ai mercati perche’ la manovra Tremonti e’ stata disperatamente approvata in fretta e furia, e solo dopo la minaccia di dimissioni da parte del ministro dell’Economia. E anche per quale motivo – purtroppo – la politica fiscale italiana si conferma inadeguata a rimettere in rotta il nostro paese, come invece promette l’amato premier (in ogni caso il prossimo governo d’emergenza nazionale sara’ a guida Tremonti). “L’Italia sta per essere schiacciata da un’ondata di debiti in maturazione peggiore di quella della Grecia pari in totale a 1/3 del Pil” e’ l’avvertimento, da ignorare a nostro rischio e pericolo.
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I fallimenti crescono del 30% in Italia

Via Ansa Nel primo trimestre dell’anno, l’ottavo consecutivo, i fallimenti delle società in Italia sono stati 2.800, con un aumento del 27% rispetto allo stesso periodo del 2009. Lo afferma il Cerved, gruppo specializzato nell’analisi delle imprese e nella valutazione del rischio di credito, secondo cui il settore più in difficoltà è l’industria, che accusa … Leggi tutto

Ipad: si poteva fare meglio

Via Pino Bruno Questo blog va controcorrente, come un salmone esausto, e non partecipa alla fregola collettiva in favore di iPad. Non di questa versione, almeno, evirata di componenti fondamentali: webcam e porta USB, innanzitutto. Apple poteva aspettare qualche mese e proporre un oggetto più compiuto e accessoriato. Se non lo ha fatto è perché … Leggi tutto

Il giornalismo senza scrivere, ma con i dati

Mario Tedeschini racconta dove deve andare il giornalismo

In giro, anche tra i giovani, continua a girare l’idea che la “scrittura” (intesa nel senso tradizionale della parola sulla pagina) sia la caratteristica essenziale del giornalismo. “Mi piace scrivere [variante: ‘Scrivo bene..’] vorrei fare il giornalista”, è una frase che continuo a sentire ripetere in maniera tanto automatica quanto priva di senso. Lo scrivere è certo parte importante del giornalismo – e tanto più se intendiamo in senso ampio il verbo “scrivere” – ma non è la parte distintiva di questo mestiere. In ogni dato momento, fatto cento i giornalisti che effettivamente stanno lavorando, quelli che in quel momento stanno scrivendo un articolo sono una piccola minoranza. Chi ama scrivere, chi “scrive bene” e solo per quello pensa di  voler fare il giornalista è meglio che guardi da un’altra parte: l’autore di fiction, il copy in un’agenzia pubblicitaria ecc. ecc. Quello che il giornalista “fa” è selezionare e organizzare l’informazione.

Nel mondo analogico la funzione di selezione e organizzazione dell’informazione non veniva e non viene alla luce tranne che al suo stadio finale: il testo degli articoli, l’impaginato del giornale o il sommario del tg. Nel mondo digitale è possibile fare di più: portare “in vista” una gran parte di questo processo, sia per aumentare la quantita e la rilevanza delle informazioni per il singolo utente/lettore, sia per aumentare la credibilità del proprio prodotto.

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Il certificato medico viaggia in rete: più o meno

Via Repubblica

Mancano pochi giorni alla partenza, il 3 giugno, e già la Fimmg, la Federazione medici di base del Piemonte, mette le mani avanti: “La grande rivoluzione Brunetta del certificato medico che viaggia online dallo studio del medico all’Inps è destinata ad esordire nel caos”. La prossima settimana, al termine della visita, il medico dovrebbe registrare sul computer i dati del suo paziente e con un clic inviare il certificato medico all’Inps. Un risparmio di tempo e di costi che Brunetta calcolava in 500 milioni di euro per tutta l’Italia.

Con l’inizio di luglio la fase sperimentale termina e dal 3 agosto il vecchio certificato di carta dovrebbe andare definitivamente in pensione. “Ma non illudiamoci – anticipa Giulio Titta, segretario regionale della Fimmg, la Federazione dei medici di medicina generale – in quanti paesini del Piemonte non esiste ancora l’adsl? Dopo alcuni rinvii, adesso si vuole partire ma senza verificare le condizioni pratiche per farlo. Inoltre il sistema centralizzato del ministero (la sigla è Sac, mentre la Lombardia ha un sistema autonomo) a cui i medici devono inviare i dati perché siano a loro volta mandati all’Inps non è ancora operativo”. Il terzo anello debole del sistema, incalza Titta, è la distribuzione del pin di accesso, il codice che permette di entrare nel programma.

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Streak: il tablet intermedio androide di Dell

Via IlSole24Ore

Ha le fattezze di un iPhone extra large. È molto sottile, circa 10 millimetri, e molti lo etichettano come uno dei primi prodotti a piattaforma Android a debuttare nell’arena degli “smartpad”, dei device a tavoletta con interfaccia touchscreen di nuova generazione. Streak, questo il nome del nuovo nato di Dell, si è presentaro ufficialmente al grande pubblico dopo la fugace apparizione al Ces 2010 di Las Vegas con le credenziali di dispositivo per l’entertainment in mobilità e per essere sempre in contatto con gli amici. Un device “ibrido con avanzate capacità multitasking, dice Dell, che si piazza a metà strada fra i super telefonini e i tablet e i netbook.

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Le indagini sui fondi neri Finmeccanica

Via Corriere.it Provviste di soldi occultate all’estero e utilizzate per ottenere commesse e appalti. Fondi «neri» che Finmeccanica avrebbe accantonato grazie all’attività di società collegate alla holding. L’inchiesta avviata dalla Procura di Roma sul colosso pubblico, di fatto considerato una delle casseforti di Stato, si concentra sulle disponibilità finanziarie. E afferra il filo che porterebbe … Leggi tutto

Dopo Google anche Apple rilancia la Net TV

Via Techcrunch

The idea of putting iPhone apps on the Apple TV has been something some of us have been thinking about since at least 2008, when the original App Store launched. When rumors were swirling about Google TV, it became an even better idea as the living room was likely to be a new battleground for Apple/Google. And with the unveiling of Google TV last week, it became clear that this would be a next major fight — provided Apple started taking it seriously. Soon, they will be, if Engadget’s sources are correct.

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