Se un medico uccide un paziente deve subire una pena. Se un giornalista uccide il cervello e la vertià deve passare inosservato e fuori dalla giustizia ? Non va bene ! Così si farebbero fuorio molti giornalisti pecorecci e parziali. (via Stefano Tesi)
In sintesi: dovendo per definizione il giornalista essere terzo e imparziale (il che non vuol dire non avere opinioni, ma vuol dire non farsi accecare da esse al punto da travisare i fatti, piegando la cronaca alle idee personali), è ammissibile l’esistenza di giornalisti-militanti? Cioè di giornalisti che sono dichiaratamente di parte, tifano, fanno politica, leggono a un libro solo, indagano da una parte sola, si schierano non solo in termini generici, bensì proprio nella lettura dei fatti di cui si occupano?
Secondo me, no.
