La parola la prende Ciro Pellegrino, del Coord. Campano, che parte con una vibrata denuncia del “sistema”. Si scaglia contro i miseri compensi ad articolo, che quando ci sono stanno sui 3-5 euro a pezzo, contro i pensionati che tolgono spazio ai giovani, contro i giornalisti garantiti che non capiscono il senso della battaglia dei precari, contro la Regione Campania e i gruppi politici regionali, che hanno 26000€ l’anno per la comunicazione politica ma neanche un giornalista assunto. Gli applausi si moltiplicano, Lucarelli è attentissimo e prende appunti, Iacopino in platea annuisce.
L’intervento di Pellegrino termina con una sferzata alle istituzioni del giornalismo italiano, OdG in primis: «A che serve iscriversi all’Ordine se poi il tesserino non serve a lavorare e a crescere? A che serve se non ti fa lavorare o imparare il lavoro? Molto meglio imparare bene l’inglese e mettersi a studiare online i corsi delle università americane, nella speranza di essere assunti all’estero. Non credete più ai vecchi giornalisti, ci hanno preso per i fondelli, ci hanno detto che “fare il giornalista è sempre meglio che andare a lavorare”, ci hanno detto che questa è la generazione perduta – ma quale perduta!!! – siamo tutti qui, carne viva!! Non facciamoci togliere la dignità per tre euro.»
Madrid burning
El Congreso se encuentra blindado por un fuerte dispositivo policialVer vídeo El Congreso se encuentra blindado por un fuerte dispositivo policial
Marchionne come Valletta arringa gli industriali in piemontese
Monsù Piech, lassa perde, va cantè ‘nd n’autra cort ovvero: signor Piech, lascia stare, va a cantare in un altro cortile
Come i Think Thank influenzano l’opinione pubblica
Le strategie dei think tank italiani per influenzare l'opinione pubblica online from Davide Bennato
E’ uscita la versione italiana dell’Huffington Post: commenti a caldo
Dopo una serie di comparsate tv di Lucia Annunziata, neo direttore della testata, è uscita l’edizione italiana dell’Huffington Post. Un carissimo in bocca al lupo all’avventura editoriale perchè ogni volta che nasce una nuova testata digitale in alternativa alla melassa che per anni abbiamo avuto su carta che ha contribuito alla situazione dell’Italia che vediamo, … Leggi tutto
Minetti vs Minetti scegliete voi
I casi della vita hanno fatto sì che Annalisa Minetti e Nicole Minetti abbiano sfilato a Milano a poche ore di distanza Scegliete voi chi preferite (non si accettano valutazioni “da osteria”)
Il 25 settembre parte l’Huffington Post italiano
Manca poco. Anzi, pochissimo. Il 25 settembre debutta l’edizione italiana dell’Huffington Post. E il direttore Lucia Annunziata, in un’intervista sul numero di settembre di Prima Comunicazione, anticipata dal mensile in un comunicato, ne ha chiarito i principi fondanti.
« «L’ispirazione è liberal, ma sulla nostra piattaforma daremo spazio a tutte le voci, soprattutto attraverso i blog: ognuno potrà scrivere quello che gli pare, salvo gli insulti e le volgarità, perché è bandito il linguaggio violento, inutilmente aggressivo; useremo un software, che si chiama Julia, per eliminare le parole politicamente scorrette».
Il giornale online nasce da una partnership tra il gruppo Aol, a cui fa capo l’Huffington Post, e il Gruppo Editoriale l’Espresso.
Il Giornalista Fantasma e la fine di un modello di informare
Diclaimer: Carlo Felice Dalla Pasqua è un caro amico e un giornalista e un uomo che stimo moltissimo per cui potrebbe essere che dopo la lettura dell’e-libro Il Giornalista Fantasma mi esibisca in giudizi eccessivamente positivi: me ne scuso con i miei lettori
Fino a dieci anni fa nelle redazioni c’era chi si vantava di non saper usare un computer. Ora – spiega una nota dell’ editore – senza conoscere la grammatica del digitale, un giornalista rischia di non poterci più stare, nelle redazioni. Il mestiere è cambiato, sono cambiati i tempi e gli strumenti. Sono cambiati pure i lettori: sempre più capaci di cercare e verificare da soli le notizie in rete. E se il giornalista non si adegua, rischia di diventare come quei fantasmi che vagano per la realtà senza abitarla davvero.
Da tempo penso che le redazioni siano – quando va bene – luoghi nei quali vivono persone competenti e preparate che però non hanno un futuro. Non per colpa loro, ma perché il mondo sta trascinando in un buco nero l’ informazione tradizionale (non a caso è sempre più difficile trovare modelli di business che stiano in piedi). Non è la fine di una colonna della democrazia contemporanea, è soltanto la fine di un modello recente di informare: sia che vogliamo farlo risalire ai canards francesi del ’200 sia che, più fondatamente, vogliamo partire dalla Relation aller Fürnemmen und gedenckwürdigen Historien di Johann Carolus, la storia del giornalismo, così come lo conosciamo, è una storia recente ed è legata a due fattori: la riproducibilità del giornale (o delle notizie via etere) e la possibilità di diffonderlo con una certa velocità.
Lunedì parte la Social Media Week a Torino
Via Quotidiano Piemontese Dal 24 al 28 settembre si svolgerà a Torino la Social Media Week, la più grande manifestazione internazionale dedicata ai social network e alla comunicazione digitale. Nata da un’idea di un gruppo di creativi di New York, Social Media Week si svolge contemporaneamente in 14 città sparse per il mondo: oltre a Torino, sarà … Leggi tutto
La fine dell’era del buon senso e la tecnologia
Il nuovo ebook di Stefano Maruzzi Come comprendere il cambiamento in atto in questi anni caratterizzato da una costante, continua e massiccia adozione di tecnologia da parte di un numero sempre crescente di abitanti del pianeta? Come capire cosa sia più conveniente, utile e interessante per singoli, famiglie, organizzazioni e aziende dell’innovazione che permea la … Leggi tutto
Ebook e giornalismo
Ebook e giornalismo from Maria Cecilia Averame
I problemi della redazione de Il Vostro
Secondo Italia Oggi
Il quotidiano online Il Vostro, lanciato lo scorso aprile e diretto da Leonardo Boriani (ex direttore della Padania), versa in gravi difficoltà. Da mesi si accumulano ritardi nel pagamento di giornalisti, collaboratori, fornitori, e pure del canone di locazione dello stabile in cui ha sede il giornale, nella bella viale Majno a Milano. Cosa sta accadendo? Al momento della presentazione, lo scorso aprile, l’imprenditore John Visendi era stato indicato come azionista di riferimento. E l’ex assessore alla cultura della regione Lombardia, Massimo Buscemi (ex manager di Publitalia, nonché marito di Erika Daccò, figlia del faccendiere Pierangelo Daccò) era tra i promotori dell’iniziativa. Visendi, in realtà, non ha mai rilevato quote, non risulta tra i soci, e dei 10 mila euro di capitale sociale della Pensiero Italia srl, casa editrice de Il Vostro, ne sono stati versati finora solo 2.550 da Michela Crescenti. Una signora di Ospitaletto (Brescia) che in passato è stata socia di una impresa agricola di allevamento di pollame e altri volatili, cessata nel novembre 2010. Amministratore unico di Pensiero Italia è Anna Abbatecola, Visendi non ha incarichi formali, ma nei rapporti con i dipendenti della casa editrice si pone come referente unico. Buscemi, invece, dopo circa un mese dal via del quotidiano online, si è defilato, con una decisione che probabilmente ha rallentato il decollo della concessionaria di pubblicità (comparto dove Buscemi ha grande know how).