La prima edizione di TechCrunch Italy a Roma il 27 settembre 2012

Sarà a Roma al Al Globe Theatre di Villa Borghese il 27 settembre 2012 la prima edizione di TechCrunch Italy coorganizzata con Populis. Ol primo evento di TechCrunch in Italia. coinvolgerà  una selezione dei maggiori esperti mondiali di tecnologia su un dibattito sui cambiamenti nel panorama della tecnologia e dei  new media e per conoscere … Leggi tutto

L’autobus del Movimento 5 Stelle

Ilvo Diamanti Via Repubblica Il M5S è un autobus. Di misura variabile. Con percorso variabile. Da alcuni mesi, è in crescita costante. Si è allungato. I passeggeri sono aumentati di numero. Rapidamente. Fra marzo e aprile: sono quasi raddoppiati. Poi, da maggio, si sono moltiplicati. All’inizio eravamo in pochi. Perlopiù giovani-adulti come me. Che ho … Leggi tutto

Per Natale arriverà il Kindle Phone

Via Androidiani Le possibilità che Amazon stia preparando un fantomatico “Kindle Phone” sono sempre maggiori, parola del Wall Street Journal che avrebbe ottenuto nuove informazioni del nuovo fratello minore del Kindle Fire.Questo nuovo smartphone dovrebbe uscire nel periodo natalizio, nella peggiore delle ipotesi nei primi mesi del 2013. Il terminale inoltre monterà un display con una diagonale fra 4 … Leggi tutto

Cambiano un po’ ma restano i contributi all’editoria

Via l’Unità

Con 454 voti favorevoli, 22 contrari e 15 astenuti l’Aula di Montecitorio ha approvato in via definitiva il decreto che contiene norme per il riordino dei contributi alle imprese editrici. Il provvedimento è ora legge dello Stato.

Tra le novità contenute nel decreto l’innalzamento della percentuale di vendite necessaria per accedere ai contributi, che deve essere pari, rispetto alle copie distribuite, ad almeno il 25% per le testate nazionali. Per le testate locali, invece, il rapporto tra copie tirate e copie vendute in edicola deve essere almeno del 35%. Ancora, abbassamento anche del numero di regioni in cui bisogna distribuire la testata per essere considerati periodico a tiratura nazionale: da 5 regioni a 3. Tra i requisiti di accesso sono inserite anche la previsione di un numero minimo di giornalisti dipendenti e , per le cooperative di giornalisti, la mutualità prevalente.

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Il bosone di Higgs spiegato a tutti quelli che ci vogliono capire qualcosa

Un bellissimo articolo divulgativo di Gravità Zero Provo un certo timore all’idea di procedere nella scrittura di questo articolo,  per me non è un compito facile. In questi giorni ho letto molto di quel che è stato scritto, ho ascoltato molto, anche sciocchezze e sempre di più ho la sensazione che al quadro generale continui … Leggi tutto

Cronache piemontesi editorial giornalistiche: sentirsi alla frutta e ammettere di esserlo

Leggendo l’ultimo capoverso vala anche la pena di notare che il problema non è di “superare  l’attuale squilibrio tra televisione e carta stampata”, ma di eliminare l’intollerabile truffa che permette di vendere pubblicità su carta stampata senza sapere quanto rende, mentre sul web è tutto misurabile e per questo il valore della pubblicità online e’ tenuto basso strumentalmente.

Via Stampa Subalpina

L’editrice “La Stampa”, così come le principali aziende editoriali italiane, lamenta dall’inizio dell’anno un significativo calo degli investimenti pubblicitari e una altrettanto significativa perdita nel numero delle copie vendute e nulla autorizza a immaginare che la situazione possa migliorare nella seconda parte del 2012. Una crisi del mercato editoriale, che non è esagerato definire epocale, alla quale le aziende stanno rispondendo con provvedimenti tampone come la riduzione delle pagine, senza mostrare però una visione di prospettiva.

Il Comitato di Redazione della Stampa e l’Associazione Stampa Subalpina pensano che il tempo a disposizione per rispondere alla crisi con misure efficaci e strutturali sia sempre più ridotto. Da subito, accanto alla trattativa per il rinnovo del contratto, va avviato un confronto senza pregiudiziali con la Fieg per arrivare a definire un nuovo modello produttivo per la carta stampata. In questo campo, anche provvedimenti apparentemente secondari ma comunque capaci di produrre risparmi notevoli come la chiusura anticipata delle pagine, possono essere presi solo nel quadro di intese generali tra le aziende.

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Dig.it memories (2)

Via Daniele Chieffi

Due giorni a discutere di giornalismo digitale a Firenze, per Dig.it, un evento che ha riunito più o meno tutte le “teste pensanti” del web e della professione. Difficile trovare un momento di maggior approfondimento su tutte le tematiche e le problematiche che intrecciano le “frontiere digitali” del giornalismo. Tecniche, ruolo dei professionisti, accesso alla professione, modelli economici, prospettive, sul tavolo c’era davvero tutto e le discussioni sono state intense e ricche. Quello che rimane, però, è la sensazione che tutto questo sia sbagliato in origine. Non certo la necessità di approfondire temi e problemi, che pure ci sono e spesso gravi e complessi, quanto il fatto stesso di dover, ancora oggi, pensare a un “giornalismo digitale” che, per definizione, si contrappone a quello “tradizionale”.

Nel denso flusso di twitter che ha accompagnato la manifestazione di Firenze, del 4 e 5 luglio scorsi, uno, a mio parere, spicca sugli altri: “siamo rimasti a due anni fa”. Una sintesi brutale, se volete, ma aderente alla realtà. Due anni fa, infatti, e negli anni precedenti, si parlava degli stessi temi, in una sorta di battaglia che vedeva da una parte i colleghi garantiti delle grandi testate “tradizionali”, con accanto schierati sindacato e ordine, arroccati sull”‘hamburger hill” della professione, rintuzzare l’assalto delle truppe di “nuovi giornalisti” digitali, dei sostenitori delle forme di “giornalismo dal basso”, del “citizen journalism”, dell’informazione partecipata e, soprattutto dei giovani che tentavano di forzare le difese e iniziare a fare questo mestiere, chiedendo una cosa semplice: essere retribuiti il giusto.

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Lunedì internet non è collassato (e tutti quelli che ci capiscono qualcosa se lo aspettavano sereni)

Fino da domenica si susseguivano messaggi terroristici circa il futuro quasi del mondo per il lunedì nero dei conputer in rete. In effetti non è successo quasi nulla come ampiamente previsto da Paolo Attivissimo, con successivo aggiornamento …

“Internet oscurato da un virus – lunedì il rischio Apocalisse”. Il rischio imbecillità, invece Repubblica ce lo offre subito, con titoli assurdi e spudoratamente falsi come questo.

Non ci sarà nessuna Apocalisse o oscuramento globale di Internet lunedì. Molto, molto più banalmente, quei pochi che hanno il computer ancora infettato dal malware DNS Changer non potranno più accedere a siti Internet da lunedì. Tutti gli altri continueranno a navigare come sempre. Fine della storia.

Se vi interessano i dettagli tecnici, ho scritto un articolo apposito per la Radiotelevisione Svizzera che spiega anche come verificare se per caso siete infetti da DNS Changer.

Le probabilità che lo siate sono minime. Secondo i dati più recenti, in Italia ci sono circa 26.000 computer (Windows o Mac) tuttora infetti da questo malware; in Svizzera sono meno di milleseicento. In totale, gli infetti nel mondo sono circa 300.000. Fate comunque il test; male non fa.

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