Caro PD ti scrivo: ora proverò con la bocciofila

Caro signor Partito Democratico ti scrivo. Sono un normale cittadino italiano che volendo dare il suo modesto contributo alla crescita del suo paese attraverso la politica ha deciso per la prima volta nella sua vita di iscriversi al Partito Democratico a cui ora scrivo. Mi era sembrata una scelta civile e responsabile. Dato che da anni lavoro in un modo che sia chiama internet, che penso tu conosca, avevo cercato di iscrivermi attraverso il Circolo on-line Barack Obama, ma pare che i tuoi avveniristici regolamenti non lo permettano. Ho trovato allora sul “tuo” sito la possibilità di iscrivermi on-line.

Ho quindi fatto la mia iscrizione in data 17 luglio. A seguire ho ricevuto una mail di ringraziamenti in questo tono

Grazie Vittorio per aver aderito al Partito Democratico. Il modulo compilato è  stato inviato al tuo circolo territoriale di appartenenza che, nelle prossime settimane, ti contatterà per ufficializzare la tua iscrizione.
A tale proposito ti ricordiamo che lo Statuto e il Regolamento del tesseramento prevedono che l’iscrizione diventerà effettiva al momento del ritiro della tessera presso il circolo territoriale legato all’indirizzo di residenza e dove potrai esercitare i tuoi diritti (art. 14 dello Statuto). Un caro saluto

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Iscriversi al PD

Ci siamo iscritti online al PD e abbiamo ricevuto la mail di ricevuta richiesta Grazie Vittorio per aver aderito al Partito Democratico. Il modulo compilato è stato inviato al tuo circolo territoriale di appartenenza che, nelle prossime settimane, ti contatterà per ufficializzare la tua iscrizione. I vertici del partito possono rimanere tranquilli: non ci interessa … Leggi tutto

Beppe Grillo tesserato PD a Paperopoli pardon Paternopoli

Beppe Grillo è il tesserato numero 40 del circolo del Pd “Martin Luther King” di Paternopoli, in provincia di Avellino. Il tesseramento è stato autorizzato dal segretario del circolo locale, Andrea Forgione, che ha voluto così lanciare “una forte provocazione” alla dirigenza nazionale del partito: “Il caso Grillo costituisce un precedente molto grave – afferma … Leggi tutto

Grilli, statuti, paure, burosauri politici, liquefazioni

Da domenica ci si chiede a più voci perchè i leader del PD trovano ogni seria e meno seria scusa per fare in modo che Beppe Grillo non si candidi alle primarie. L’unica ragione seria sono certi adempimenti secondo lo statuto, che però i leder PD non citano mai. Il problema è decisamente un altro

Le cose sono a questo punto. Il Pd paga uno scotto altissimo e interminabile al divario plateale fra una buona intenzione e gli inciampi della pratica. Oltretutto, non si può ignorare come il lungo congresso promuova comportamenti di apparato incresciosamente contrari all’investimento originario sulle primarie, tesseramenti democristiani o napoletani: per non dire dei guai già consumati in una quantità di situazioni locali. E con le elezioni regionali che incombono. Del resto qualcosa incombe sempre. Incombe oggi, ieri, il rischio di rinviare l’azione politica a cielo aperto perché si è troppo concentrati a farsi la fototessera nella cabina con le tendine tirate. E incombe la liquefazione del Pd. Anche la sua rianimazione: purché si veda come stanno le cose.

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Perchè Beppe Grillo può dare una scossa al Pd

Via Irene Spagnuolo

Grillo è un personaggio discusso e discutibile per alcuni, indiscusso e indiscutibile per altri. Ed è questo, piaccia o dispiaccia, che conferma il suo carisma. Si è scatenata la bufera ai vertici del PD e tra i grillini, infatti. Chi liquida la faccenda come una boutade, chi alza scudi, chi esorta, chi si indigna: tutti in movimento, pro o contro, sconsolati, preoccupati, entusiasti, disgustati. Perché lui, Beppe Grillo, non è un topolino. Non è uno dei tanti papabili della vecchia logica. E’ un motore su di giri.

Urge una Sinistra, o un Centro Sinistra che dir si voglia, che esprima una possibile alternativa e non l’antiberlusconismo e basta. E quello che sconvolge è che un leader non sia nato spontaneamente in questi anni, dalla base. Insomma un leader per acclamazione popolare. Come se, appunto, la Sinistra avesse perso il contatto con il territorio e con la realtà. Come se fosse ripiegata su se stessa, alla disperata ricerca di perpetuarsi fuori dalle evoluzioni sociali, economiche, culturali con qualche sprovveduta alleanza e un mare di confusione e tensione. Non basta proclamarsi un Valore, occorre esserlo, nei fatti. E per questo servono concetti, programmi e parole che abbiano appeal concreto, tangibile. Il leader naturale sarebbe stato quello che rappresentava un percorso: dalla crisi alla rinascita.

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Beppe Grillo si candida alla segreteria PD

Beppe Grillo ha deciso di tentare la corsa alla segreteria del PD Il 25 ottobre ci saranno le primarie del PDmenoelle. Voterà ogni potenziale elettore. Chi otterrà più voti potrà diventare il successore di gente del calibro di Franceschini, Fassino e Veltroni. Io mi candiderò. Dalla morte di Enrico Berlinguer nella sinistra c’è il Vuoto. … Leggi tutto

Serracchiani e la simpatia

Via Repubblica Fuoco di fila nei confronti di Debora Serracchiani, la candidata del Pd più votata nel Nord-Est, dopo l‘intervista pubblicata da Repubblica oggi. Pollastrini, Zingaretti, Follini, Carloni, Chiaromonte, Carra, Marrazzo: è lungo l’elenco degli esponenti del Pd che contestano le affermazioni della donna che ha messo a segno l’indiscutibile primato di superare il premier … Leggi tutto

Eccellenza Bondi

E così accade che Sandro Bondi a Ballarò perde le staffe ed inizia ad urlare cose veramente spettacolari creando uno dei meglio duetti comici dell’anno con Franceschini che compresa la situazione ha giocato al gatto con il topo. Peccato che nel marasma totale non sia stato inquadrato  Marco Pannella che pare volesse  accendersi una sigaretta … Leggi tutto

Il Rapporto Caio direttamente in rete

Domani il PD Organizza un convegno su L’Italia in rete – le proposte del Pd per la banda larga e le Ngn”. Si parlerà ovviamente anche del Rapporto Caio spuntato dalla rete. Via Corriere

Era stato presentato al governo il 12 marzo scorso. Qualche parziale anticipazione era uscita sulla stampa. Poi, non si era saputo più nulla sul “rapporto Caio”, il documento preparato su richiesta dell’esecutivo da Francesco Caio sullo stato di salute della banda larga in Italia. Reazioni dal governo Berlusconi? Riflessioni? Secondo le indiscrezioni qualche passaggio ci sarebbe stato nel frattempo con il ministro Renato Brunetta che punta sull’e-government. Nulla di più. Ma per ironia della sorte è proprio sulla rete, quella stessa che Caio descrive malata di «osteoporosi», che il documento è emerso ieri.

Il sito dove le 105 pagine sono ormai di dominio «pubblico» è Wikileaks, un braccio dell’enciclopedia online Wikipedia nato proprio per strappare dalla segretezza delle decisioni dei governi in giro per il mondo documenti che influenzano le decisioni pubbliche. Almeno da oggi la discussione sarà aperta. Come era emerso il governo di fronte a uno stato di forte rallentamento privato degli investimenti, sia di Telecom sia dei gestori mobili, ha tre opzioni a seconda dei propri obiettivi, ma tutti perseguibili con investimento pubblico. Il primo: conquistare la leadership in Europa. Per raggiungerla Caio vede come unica opzione il famoso scorporo della rete da Telecom di «rovatiana» memoria con la costituzione di una società pubblica per gestire insieme rame e fibra (investimento: 10 miliardi).

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La distanza dai problemi delle persone normali

Luca Ricolfi su Lastampa.it

L’astrattezza, prima di tutto. Astrattezza vuol dire non voler vedere la dimensione pratica, concreta, materiale di un problema. Se non fossero ammalati di astrattezza i dirigenti del Pd capirebbero che il problema dell’Italia è che attira criminalità e manodopera clandestina più degli altri Paesi perché non è in grado di far rispettare le sue leggi, e che l’unico modo di scoraggiare l’immigrazione irregolare è di convincere chi desidera entrare in Italia che può farlo solo attraverso le vie legali. A questo serve il «respingimento», ma a questo serviva anche la norma che prolunga da 2 a 6 mesi la permanenza nei centri di raccolta degli immigrati (i vecchi Cpt, ora ridenominati Cie), una norma necessaria ma ottusamente combattuta dall’opposizione. Senza il respingimento (in mare) i trafficanti di immigrati continuerebbero a scaricarli sulle nostre coste, senza il prolungamento dei tempi di permanenza (nei Cie) l’identificazione sarebbe perlopiù impossibile, e continuerebbe la prassi attuale, per cui il clandestino viene trattenuto qualche settimana e poi rimesso in circolazione senza possibilità di riaccompagnarlo in patria. Io capisco che si possano avere seri dubbi sulle cosiddette ronde, o sui medici-spia (denuncia dei malati clandestini) o sui presidi-spia (denuncia dei genitori clandestini di bambini accolti nelle nostre scuole), e io stesso ne ho molti. Ma non capisco il rifiuto pregiudiziale di provvedimenti di puro buon senso, la cui unica funzione è di ristabilire quello che tutti i governi degli ultimi vent’anni avevano sbriciolato, ossia un minimo di deterrenza. Tra l’altro questo è uno dei pochi punti fermi degli studi sulla lotta al crimine: minacciare pene più severe serve pochissimo, quel che serve è rendere credibile la minaccia.

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