Conto la schiavitù: Not For Sale !
Una iniziativa per combattere la schiavitù nel mondo
Una iniziativa per combattere la schiavitù nel mondo
Dal 7 al 15 dicembre a Copenaghen si svolge la conferenza internazione Onu sui cambiamenti climatici.
La caduta di un pezzo di storia compie 20 anni
E Rostropovich, suonò a Berlino mentre cadeva il muro Read more »
Di ritorno da Venice Sessions frullano nella mente dei piccoli pensieri. L’esperienza è stata decisamente buona. Il pensatoio proposto da Telecom Italia si è dimostrato uno strumento utile e ben organizzato per pensare un po’ in maniera sensata al futuro. Ottima organizzazione, relatori mediamente di grande interesse, ogni tanto qualche scarica di sbadigli e stiracchiamenti, controbilanciati da momenti scoppiettanti. Ragionevole interazione a due vie fra gli spettatori decisamente non passivi degli eventi in corso.
Fra i presenti c’era anche un manipolo di blogger, tra cui l’indebito presente. Oddio, la categoria tassonomica di blogger è una forzatura di categorizzazione. L’essere blogger non è un mestiere, salvo per pochissimi: 2 o 3. E’ più decisamente un modo di pensare e di interagire con le cose del mondo: uno stile di vita di persone che nella vita divaccano facendo altro. Quasi volersi considerare dei piccoli Lifehacker esistenziali comntinui e recidivi. Certo che lavorare nella comunicazione aiuta il blogger: conosciamo pochi blogger noti che nella vita facciano gli odontoiatri o i tranvieri.

Per una volta giornalisti, politici e in genere la gran parte degli intellettuali francesi di diversa estrazione sono d’accordo: bisogna fare luce su quello che oltre le Alpi è stato battezzato come l’”affaire Libération”. Di che si tratta? Semplice, all’alba di venerdì 28 novembre la polizia parigina è arrivata a casa di Vittorio De Filippis, ex direttore del quotidiano Libération e lo ha trascinato prima in commissariato e poi in tribunale per interrogarlo su una vicenda legata a un banale caso di diffamazione risalente al periodo in cui in giornalista era alla guida del foglio della gauche francese (secondo semestre 2006).
(Si tratta di una diffamazione legata ad un commento postato da un lettore sul sito di Liberation N.d.B.)
Il caso di diffamazione è legato a Xavier Niel, fondatore di Free, un provider che in passato ha intentato più cause contro il quotidiano. La gran parte dei giornali locali e un’ampia fetta della classe politica transalpina ha quindi denunciato il fatto, chiedendo a gran voce chiarimenti sulla troppo “muscolosa” azione della polizia per una questione in realtà abbastanza ordinaria.
Martine Aubry, neo-segretaria del partito socialista, ha chiesto al presidente Nicolas Sarkozy di agire per far luce su un chiaro caso di violazione della libertà di stampa. Lo stesso ministro della Cultura, Christine Albanel, non ha tardato a far sentire la propria voce dichiarandosi fiduciosa che il fatto verrà chiarito. Indignazione è arrivata anche dalle file dell’UMP. Frédéric Lefebvre, esponente di spicco del partito del presidente, ha definito l’intera vicenda surreale.
I principali quotidiani, come il Le Monde, Le Figaro, il Journal de Dimanche, hanno poi dedicato ampi spazi alla vicenda, cogliendo l’occasione per denunciare ancora una volta la scarsa tutela delle fonti dei reporter transalpini.
Gli unici in Italia oltre a Panorama ad avere parlato della vicenda allucinante di violazione della libertà, non solo di stampa, sono stati Luca Sofri e Matteo Bordone a Condor che hanno chiamato più volte il povero Vittorio De Filippis con il nome di Vittorio De Pasteris. Alla fine della trasmissione Luca Sofri si è scusato con il bloggante in diretta e con un simpatica mail.
Nel frattempo il bloggante divertito stava ascoltando in diretta la trasmissione, gioioso di essere ancora libero :-)
Dopo due anni l’ inviato dell’ agenzia nel mondo virtuale chiude la redazione – Una decisione che potrebbe preludere ad altri abbandoni – Secondo un esperto la vita su SL è troppo noiosa per attirare un pubblico più vasto e una delle sue attività principali, senza grande originalità, ruota attorno al sesso
La stampa italiana, messa sotto stress dagli attentati a Mumbay, ha dimostrato, salvo le solite ottime eccezioni, di non avere molte risorse o molte competenze in grado di “coprire” il mondo indiano.
L’India oltre ad essere una civiltà con una storia incredibile, è uno dei maggiori attori dell’economia di questi giorni. Se la Cina è il colosso della produzione di massa a basso costo, l’India è la terra dei geni del pensiero moderno nella scienza, nell’economia, nell’informatica.
Un contenitore di cervelli. che i nostri media non considerano più di tanto.
Basti pensare che mentre il mondo seguiva la situazione a Mumbay, le tv Italiane sapevano trasmettere imperdibili “manifestazioni di solidarietà dei politici italiani” o il racconto seppur drammatico degli italiani uccisi o tenuti in osttaggio insieme a imperdibili storie di politica interna inframmezzate da pistolotti sulla sentenza di Erba.
Meglio allevare giovani giornalsiti da spedire a raccontare storie già scritte che farli lavorare seriamente sul mondo globalizzato che galoppa.
Il “mondo”, gli Esteri, sono tristi desapercidos di buona parte della stampa italiana che si concentra sulle beghe di casa nostra senza aprirsi al mondo e alla globalizzazione. Meno male che c’è internet.
Provincialismo o ignoranza ?
La Fondazione Movimento Bambino e la Fondazione Ferrero, con l’apporto di numerosi specialisti del settore come psichiatri, pedagogisti, criminologi, magistrati, assistenti sociali hanno presentato la Carta di Alba, un codice di comportamento per l’utilizzo consapevole dei new media da parte di bambini e adolescenti.
Ecco il testo della Carta di Alba
La tutela dei diritti deve essere pari nel mondo virtuale come nel mondo reale, unicum inscindibile.
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La Cina ha sviluppato l’intenzione e le capacità per lanciare attacchi cybernetici «ovunque nel mondo e in qualsiasi momento» e si trova nella posizione di poter influenzare l’impiego delle forza militari americane in missioni estere. Sono le conclusioni raggiunte da un gruppo di esperti del Congresso americano, sei democratici e sei repubblicani, che nel loro annuale US-China Economic and Security Review hanno pubblicato dati allarmanti: nel 2007 circa 5 milioni di computer negli Stati Uniti sono stati presi di mira da 43.880 attività di hackeraggio, circa un terzo in più rispetto al 2006.
Un attacco via web al settore militare, ma anche della sicurezza pubblica o del settore elettrico potrebbe paralizzare gli Stati Uniti, avvertono gli esperti nel loro rapporto di 393 pagine, preoccupati dalla crescente abilità cinese nel mondo virtuale. Della maggior parte delle attività illegali cinesi via internet sono responsabili gli hacker cinesi ma gli esperti americani sospettano che sia Pechino a incoraggiarli nella loro invasione dei network. Alcuni avrebbero addirittura ricevuto un training in basi militari. Il governo cinese non ha risposto ancora a tali accuse, ma in passato ha lamentato simili intrusioni da parte americana.
Un libro interessante per capire il mondo in cui siamo immersi.
L’autore è Luca Tommasini,responsabile dell’innovazione di business del Gruppo Telecom
Celebrare la maggiore età del telefonino a 21 anni dalla firma del Memorandum of Understanding del 7 settembre 1987 a Copenhagen sembra una cosa ovvia, visto il successo straordinario di questo oggetto che à diventato il compagno di viaggio per un quarto della popolazione mondiale.
Il telefonino è stato un successo tecnologico se guardiamo ai progressi che ha prodotto, un successo economico se pensiamo all’enorme business che ha creato e un successo culturale se pensiamo al tessuto sociale che ha creato e alle nuove modalità espressive a questo collegate.
Tuttavia, mi piace sottolineare come uno degli elementi più straordinari e innovativi del “fenomeno” telefonino sia la creazione di un ecosistema di imprese innovative edinamiche totalmente dedicate ad espanderne le potenzialità .
Il telefonino è quasi una estensione di noi stessi in grado di accumulare dati che oggi riguardano i messaggi scambiati o le foto scattate ma domani comprenderà informazioni su dove siamo e dove eravamo chi c’era intorno a noi persone e oggetti. E’ un oggetto personale ma al tempo stesso è un elemento sociale e globale. La sua diffusione, che tenderà a diventare completa nella prossima decade quando si stima che ogni persona avrà un telefonino, lo rende un sistema di misura della società stessa.
Blogger, studenti universitari, esperti di tecnologia, ambiente e società, associazioni ed enti di ricerca, e giornalisti si incontreranno dal 19 al 22 novembre alla facoltà di economia Federico Caffè dell’Università Roma Tre per una settimana dedicata al futuro del pianeta. Due le manifestazioni in programma.
Il GreenCamp è un’iniziativa promossa dagli studenti del corso di laurea specialistica in economia dell’ambiente, sviluppo e territorio guidati dal professor Carlo Alberto Pratesi, ordinario di marketing nella stessa facoltà. L’evento si propone di valutare la percezione dei giovani sui temi della sostenibilità ambientale ed economica e di mostrare le possibili alternative ecosostenibili alle proprie abitudini quotidiane. Saranno tre giorni dedicati all’ambiente, con spazi espositivi per aziende e associazioni cui sta a cuore la costruzione di un mondo a impatto zero.
Il RomeCamp2008 è la prima non-conferenza che si svolge in un ateneo romano. La manifestazione si occuperà di idee che rendano migliore il nostro futuro: l’esplorazione sarà condotta lungo tre tracce parallele dedicate a tecnologia, ambiente e società. L’ambizione è contribuire a creare nuove narrazioni sui percorsi che possiamo intraprendere, strade che abbandonano il modello dell’aumento infinito dei consumi e si indirizzano verso la sostenibilità, la qualità della vita, l’intelligenza, la sensibilità e le relazioni di collaborazione con le altre persone. L’evento è organizzato con il format del barcamp: nessuno è solo spettatore e tutti possono contribuire alla riuscita della manifestazione preparando una presentazione, partecipando alla discussione o aiutando nell’organizzazione.