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Vittorio Pasteris

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L’Italia al posto numero 61 nella classifica della libertà di stampa

* 26 gennaio, 2012 * Diritti, Italia, Media, Mondo * 0 commenti

Parlare sempre di Berlusconi non è un alibi per nascondere altri mali profondi del sistema dell’informazione italiano

Via RaiNews 24

Il 2011 è stato un anno grigio per la libertà di stampa e per il lavoro dei giornalisti nei 179 Paesi del mondo, secondo l’ultimo rapporto di Reporter senza Frontiere, reso noto oggi.
Il rapporto segnala che, nell’ultimo decennio, la situazione è peggiorata soprattutto nelle grandi democrazie, come negli Stati Uniti, che dal 20/o posto della classifica 2010 precipitano al 47/o nel 2011. L’Italia è 61/a, la Francia è al 38/o posto.
Per quanto riguarda l’Italia ”che ha ancora circa una dozzina di giornalisti sotto protezione – si legge nel rapporto -, con le dimissioni di Silvio Berlusconi si è da poco voltato la pagina del conflitto di interesse. Cio nonostante il basso posizionamento in classifica porta ancora i segni del vecchio governo, soprattutto per il nuovo tentativo di introdurre una legge bavaglio e per l’intenzione di filtrare arbitrariamente i contenuti della Rete”.

L’inquietante strage dimenticata di animali

* 8 gennaio, 2011 * Scienza * 2 commenti

Via Corriere.it

Un tappeto di uccelli morti sulla statale di Faenza. Dopo gli Stati Uniti e la Svezia, anche in Italia un inquietante fenomeno che evoca scenari alla Hitchcock: circa 800 tortore, specie molto diffusa nel Faentino, sono morte per motivi ancora non del tutto chiariti, facendo seguito alla strage di merli (oltre cinquemila) registrata il giorno di Capodanno a Beebe, nell’Arkansas, seguiti da duemila pesci tamburo pancia all’aria sulla superficie del fiume Arkansas. Anche se i risultati degli esami e degli accertamenti diagnostici arriveranno solo la prossima settimana, dai primi esami necroscopici effettuati sui corpi delle tortore, l’ipotesi più plausibile e più accreditata al momento è quella di uno squilibrio digestivo per eccesso di un particolare tipo di cibo (i semi di girasole) legato ad un momento sfavorevole delle condizione atmosferiche. Il freddo infatti non avrebbe permesso loro di trovare altro tipo di cibo.] Un tappeto di uccelli morti sulla statale di Faenza. Dopo gli Stati Uniti e la Svezia, anche in Italia un inquietante fenomeno che evoca scenari alla Hitchcock: circa 800 tortore, specie molto diffusa nel Faentino, sono morte per motivi ancora non del tutto chiariti, facendo seguito alla strage di merli (oltre cinquemila) registrata il giorno di Capodanno a Beebe, nell’Arkansas, seguiti da duemila pesci tamburo pancia all’aria sulla superficie del fiume Arkansas.

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Conto la schiavitù: Not For Sale !

* 26 dicembre, 2009 * Diritti, Mondo * 0 commenti

Una iniziativa per combattere la schiavitù nel mondo

A Copehaghen la conferenza sui cambiamenti climatici

* 1 dicembre, 2009 * Ambiente, Economia, Eventi * 0 commenti

Dal 7 al 15 dicembre a Copenaghen si svolge la conferenza internazione Onu sui cambiamenti climatici.

C’era una volta il muro di Berlino (1961-1989)

* 9 novembre, 2009 * Diritti, Mondo * 0 commenti

La caduta di un pezzo di storia compie 20 anni

E Rostropovich, suonò a Berlino mentre cadeva il muro

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Venice Sessions remix: i blogger non salveranno il mondo ma possono aiutarlo

* 31 marzo, 2009 * Blog, Pensieri * 0 commenti

Di ritorno da Venice Sessions frullano nella mente dei piccoli pensieri. L’esperienza è stata decisamente buona. Il pensatoio proposto da Telecom Italia si è dimostrato uno strumento utile e ben organizzato per pensare un po’ in maniera sensata al futuro. Ottima organizzazione, relatori mediamente di grande interesse, ogni tanto qualche scarica di sbadigli e stiracchiamenti, controbilanciati da momenti scoppiettanti. Ragionevole interazione a due vie fra gli spettatori decisamente non passivi degli eventi in corso.

Fra i presenti c’era anche un manipolo di blogger, tra cui l’indebito presente. Oddio, la categoria tassonomica di blogger è una forzatura di categorizzazione. L’essere blogger non è un mestiere, salvo per pochissimi: 2 o 3. E’ più decisamente un modo di pensare e di interagire con le cose del mondo: uno stile di vita di persone che nella vita divaccano facendo altro. Quasi volersi considerare dei piccoli Lifehacker esistenziali comntinui e recidivi. Certo che lavorare nella comunicazione aiuta il blogger: conosciamo pochi blogger noti che nella vita facciano gli odontoiatri o i tranvieri.

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Il mondo nel 2009

* 24 dicembre, 2008 * Media, Mondo * 0 commenti

Qui L’Economist, qui LaStampa.it

L’arresto del giornalista Vittorio De Filippis

* 2 dicembre, 2008 * Senza categoria * 1 commenti

Via Panorama

liberation

Per una volta giornalisti, politici e in genere la gran parte degli intellettuali francesi di diversa estrazione sono d’accordo: bisogna fare luce su quello che oltre le Alpi è stato battezzato come l’”affaire Libération”. Di che si tratta? Semplice, all’alba di venerdì 28 novembre la polizia parigina è arrivata a casa di Vittorio De Filippis, ex direttore del quotidiano Libération e lo ha trascinato prima in commissariato e poi in tribunale per interrogarlo su una vicenda legata a un banale caso di diffamazione risalente al periodo in cui in giornalista era alla guida del foglio della gauche francese (secondo semestre 2006).

(Si tratta di una diffamazione legata ad un commento postato da un lettore sul sito di Liberation N.d.B.)

Il caso di diffamazione è legato a Xavier Niel, fondatore di Free, un provider che in passato ha intentato più cause contro il quotidiano. La gran parte dei giornali locali e un’ampia fetta della classe politica transalpina ha quindi denunciato il fatto, chiedendo a gran voce chiarimenti sulla troppo “muscolosa” azione della polizia per una questione in realtà abbastanza ordinaria.

Martine Aubry, neo-segretaria del partito socialista, ha chiesto al presidente Nicolas Sarkozy di agire per far luce su un chiaro caso di violazione della libertà di stampa. Lo stesso ministro della Cultura, Christine Albanel, non ha tardato a far sentire la propria voce dichiarandosi fiduciosa che il fatto verrà chiarito. Indignazione è arrivata anche dalle file dell’UMP. Frédéric Lefebvre, esponente di spicco del partito del presidente, ha definito l’intera vicenda surreale.

I principali quotidiani, come il Le Monde, Le Figaro, il Journal de Dimanche, hanno poi dedicato ampi spazi alla vicenda, cogliendo l’occasione per denunciare ancora una volta la scarsa tutela delle fonti dei reporter transalpini.

Gli unici in Italia oltre a Panorama ad avere parlato della vicenda allucinante di violazione della libertà, non solo di stampa, sono stati Luca Sofri e Matteo Bordone a Condor che hanno chiamato più volte il povero Vittorio De Filippis con il nome di Vittorio De Pasteris. Alla fine della trasmissione Luca Sofri si è scusato  con il bloggante in diretta e con un simpatica mail.
Nel frattempo il bloggante divertito stava ascoltando in diretta la trasmissione, gioioso di essere ancora libero :-)

La Reuters abbandona Second Life

* 30 novembre, 2008 * Senza categoria * 1 commenti

Via LSDI

Dopo due anni l’ inviato dell’ agenzia nel mondo virtuale chiude la redazione – Una decisione che potrebbe preludere ad altri abbandoni – Secondo un esperto la vita su SL è troppo noiosa per attirare un pubblico più vasto e una delle sue attività principali, senza grande originalità, ruota attorno al sesso

India chi era costei ? Ovvero dove stanno gli Esteri ?

* 29 novembre, 2008 * Senza categoria * 0 commenti

La stampa italiana, messa sotto stress dagli attentati a Mumbay, ha dimostrato, salvo le solite ottime eccezioni, di non avere molte risorse o molte competenze in grado di “coprire” il mondo indiano.

L’India oltre ad essere una civiltà con una storia incredibile, è uno dei maggiori attori dell’economia di questi giorni. Se la Cina è il colosso della produzione di massa a basso costo, l’India è la terra dei geni del pensiero moderno nella scienza, nell’economia, nell’informatica.
Un contenitore di cervelli. che i nostri media non considerano più di tanto.

Basti pensare che mentre il mondo seguiva la situazione a Mumbay, le tv Italiane sapevano trasmettere imperdibili “manifestazioni di solidarietà dei politici italiani” o il racconto seppur drammatico degli italiani uccisi o tenuti in osttaggio insieme a imperdibili storie di politica interna inframmezzate da pistolotti sulla sentenza di Erba.

Meglio allevare giovani giornalsiti da spedire a raccontare storie già scritte che farli lavorare seriamente sul mondo globalizzato che galoppa.

Il “mondo”, gli Esteri, sono  tristi desapercidos di buona parte della stampa italiana che si concentra sulle beghe di casa nostra senza aprirsi al mondo e alla globalizzazione. Meno male che c’è internet.
Provincialismo o ignoranza ?

La carta di Alba

* 25 novembre, 2008 * Senza categoria * 0 commenti

La Fondazione Movimento Bambino e la Fondazione Ferrero, con l’apporto di numerosi specialisti del settore come psichiatri, pedagogisti, criminologi, magistrati, assistenti sociali hanno presentato la Carta di Alba, un codice di comportamento per l’utilizzo consapevole dei new media da parte di bambini e adolescenti.

Ecco il testo della Carta di Alba

La tutela dei diritti deve essere pari nel mondo virtuale come nel mondo reale, unicum inscindibile.

  1. E’ indispensabile rafforzare una vigilanza istituzionale, su base internazionale, che assicuri un costante monitoraggio delle comunicazioni digitali per garantire ai minori un ambiente sicuro.

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Cinque milioni di pc nel mirino degli hacker cinesi

* 21 novembre, 2008 * Senza categoria * 0 commenti

Via Lastampa.it

La Cina ha sviluppato l’intenzione e le capacità per lanciare attacchi cybernetici «ovunque nel mondo e in qualsiasi momento» e si trova nella posizione di poter influenzare l’impiego delle forza militari americane in missioni estere. Sono le conclusioni raggiunte da un gruppo di esperti del Congresso americano, sei democratici e sei repubblicani, che nel loro annuale US-China Economic and Security Review hanno pubblicato dati allarmanti: nel 2007 circa 5 milioni di computer negli Stati Uniti sono stati presi di mira da 43.880 attività di hackeraggio, circa un terzo in più rispetto al 2006.

Un attacco via web al settore militare, ma anche della sicurezza pubblica o del settore elettrico potrebbe paralizzare gli Stati Uniti, avvertono gli esperti nel loro rapporto di 393 pagine, preoccupati dalla crescente abilità cinese nel mondo virtuale. Della maggior parte delle attività illegali cinesi via internet sono responsabili gli hacker cinesi ma gli esperti americani sospettano che sia Pechino a incoraggiarli nella loro invasione dei network. Alcuni avrebbero addirittura ricevuto un training in basi militari. Il governo cinese non ha risposto ancora a tali accuse, ma in passato ha lamentato simili intrusioni da parte americana.