Pasteris in the Sky with HD

Da una settimana, ora più o ora meno, la famiglia Pasteris in  Torino è dotata di un prestigioso servizio di Sky con ottimo decoder My Sky HD che attraverso una iniziativa con Liquida soggiornerà nelle brume torinesi per la metà di un anno per permettere di partecipare alla stesura a più mani di un magazine sull’esperienza di utilizzo di Sky.

Qualcuno obietterà: ma un tipo tecno-giornalistico come VP non aveva a casa propria SKY? Esatto ! Non c’era ombra. La scelta di ascesi mistica auto privatoria si era sviluppata nel tempo in maniera conservativa. Per buona parte del giorno in redazione la televisione teneva costantemente sotto controllo Sky News 24, tanto da far pensare che a casa ci si potesse disintossicare. Poi in casa di tempo e voglia di guardare la televisione ne resta pochina. Per quello che mi cale: molto sport, qualche programma di approfondimento, niente cinema o serie televisive.

Da tempi immemorabili in casa Pasteris si trovava però una parabola, prima addirittura con decoder analogico, poi convertita al digitale . Tra l’altro il posizionamento della parabola stessa aveva creato problemi con i vigili urbani torinesi. La parabola puntava sia su Hotbird che su Astra ricevendo i canali free to air, quelli non criptati per intenderci, per curiosi zapping fra telegiornali arabi, programmi di intrattenimento tedeschi e canali musicali russi. Il tutto condito con le tradizionalmente insuperbili BBC, CNN, France 24 e il meglio di RAI sul satellite. Ce n’era già da divertirsi. In effetti le tragiche esperienze con Mediaset Premium riccamente descritte in questo blog avevano fatto pensare più volte a Sky, ma avevamo retto alla tentazione mediatica con risolutezza.

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La presentazione a Roma di Giornalismo: il lato emerso della professione

Il 4 novembre alle ore 10,30 presso il salone della Fnsi a Roma verrà presentato l’ebook : Giornalismo: il lato emerso della professione. Saranno presenti: Andrea Camporese (presidente Inpgi), Enzo Iacopino (Presidente dell’Ordine Nazionale dei Giornalisti), Franco Siddi (segretario Fnsi), Roberto Natale (presidente Fnsi), Pino Rea (autore dell’ebook). Vittorio Pasteris, Arianna Ciccone  e Antonio Tombolini.

Giornalismo digitale (iper)locale, incontriamoci e parliamone (Immaginando ONA Italia)

Via Mario Tedeschini Lalli

Centinaia di persone in tutta l’Italia si occupano di giornalismo digitale, forse sono anche di più. Sono giornalisti con tanto di bollo e tesserino, studenti e studiosi della materia, ma anche tante, tantissime persone che per passione civile o interesse professionale ogni giorno “commettono atti di giornalismo”, per usare la felice espressione di Dan Gillmor. Gente che lavora per testate grandi e note con un loro sito web, per testate nate solo online, gente che scrive blog, che interagisce su Facebook, su Twitter o altre reti sociali. Tutta questa gente finora non ha avuto un “luogo” dove parlare del proprio lavoro, scambiarsi opinioni, verificare le proprie diverse esperienze, fondare una pratica e un’etica del giornalismo digitale. E sarebbe bene che l’avesse.

Da qualche parte occorre cominciare, per questo con un gruppo di amici abbiamo deciso di organizzare un “meetup” a Roma, sabato 13 novembre, per parlare tra di noi e cominciare a ipotizzare i passi successivi. Il tema iniziale: il giornalismo digitale al livello locale.

Lo promuovono, insieme ad altri, iscritti italiani alla Online News Association (ONA) la più grande organizzazione professionale del settore in campo internazionale, in collaborazione con Digilab, la Mediateca delle Scienze umanistiche dell’Università La Sapienza di Roma, che ci ospiterà.

La mattina, a partire dalle 10:30, parleremo di noi e dei nostri programmi per il futuro. Nel pomeriggio cominceremo uno scambio di informazioni sulle diverse realtà del giornalismo locale online, con la partecipazione in videoconferenza di giornalisti americani ed europei che ci racconteranno gli esperimenti più avanzati di giornalismo locale e iperlocale.

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Continua il duello fra editori e Google

Via ilSole24Ore Mediaset e L’Espresso uniti contro un “nemico” comune: quel Google «parassita che prende i nostri contenuti e al quale non dobbiamo più dare pasti gratis». Un’alleanza tornata alla ribalta ieri, a Capri, nel corso del convegno sulle tlc organizzato da Between. Da un lato il presidente del Biscione, Fedele Confalonieri, in forma smagliante … Leggi tutto

Il nuovo Wired.it

Wired.it, diventa un aggregatore di contenuti provenienti da cinque sotto siti. Daily Wired, quotidiano online che racconta il mondo che cambia in tempo reale; Gadgetland , un laboratorio virtuale con i test di tutte le novità tech; Italian Valley, il ritratto dell’Italia che fa innovazione; Wired TV, che raccoglie eventi live, videorecensioni e un archivio … Leggi tutto

Biblet, l’ebook store secondo Telecomitalia

Via biblet store di Telecom Italia Qui troverai eBook in PDF e ePub, i due formati più utilizzati, che potrai leggere sia online che offline su PC, Mac e sui tuoi mobile device. Accedi in piena libertà al catalogo ampio e in continuo aggiornamento, con titoli italiani e internazionali. Acquista in tutta sicurezza, con la … Leggi tutto

Lettera43 è arrivato online

Come promesso oggi è uscito Lettera43, il nuovo giornale online diretto da Paolo Madron che pare aver raccolto 3 milioni di euro da  finanziatori tra cui Andrea Agnelli, Matteo Arpe, Paolo Cantarella. In bocca al lupo !

Dall’editoriale del direttore

A chi ci chiede che tipo di giornale sarà questo Lettera43, se di destra, di sinistra, di larghe intese, tecnico con tendenza terzo oppure quartopolista, maggioritario o proporzionale, la prima risposta che ci viene è che non sarà un giornale di carta, e nemmeno la sua versione digitale.
Laconica fin che si vuole, questa è la vera novità, prima di ogni etichettatura che l’impazzimento della politica italiana rende oggi ancora più ardua. Ed è da questa novità che discende tutto.

Consideriamo l’essere solo un giornale online una scommessa, ma non un azzardo: la drammatica involuzione dell’editoria tradizionale fa di internet l’unica possibile via di riscatto. E lo sviluppo tecnologico degli apparecchi intelligenti, rendendo la disaffezione dalla carta un fenomeno irreversibile, fa apparire meno ardui i contorni della sfida.
Il fatto di non essere una propaggine di una testata cartacea all’inizio ci penalizza in termini di brand, ma ci libera da quel timore di cannibalizzazione che sta attanagliando i vecchi editori, per cui una bella e sempre più completa versione on line dei loro giornali si ripercuote nella progressiva riduzione dei ricavi da edicola.

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