Oltre un centinaio di dipendenti della France Telecom di Besancon, Francia, hanno manifestato questo pomeriggio, dopo il suicidio di un loro collega, il 20esimo caso in 18 mesi. I sindacati attribuiscono la colpa alla ristrutturazione in corso e alla cattiva gestione del personale del gruppo francese di telecomunicazioni. La direzione aziendale assicura: “Facciamo tutto il possibile per sostenere i dipendenti”.
I sindacati denunciano da diversi anni l’atmosfera di stress a France Telecom, gruppo francese, che dà lavoro a 187mila persone, e le “pressioni” sul personale da quando è stato privatizzato nel 2004, ma soprattutto dall’annuncio del piano di ristrutturazione che si è tradotto in 22mila “dimissioni volontarie” tra il 2006 e il 2008.
La giornata dei mancini
Dedicato al titolare di questo blog, mancino da una vita
Il 13 agosto sarà la festa di quel 10% del mondo, capi di Stato e calciatori compresi, che si appoggia alla sinistra non solo per scrivere, ma anche per saltare o scattare una fotografia, a seconda della gradazione del fenomeno. Nel 1976 l’associazione “Lefthanders International” scelse questa data perché cadeva di venerdì. Come a dire: “Noi mancini pensiamo il mondo alla rovescia, anche per le superstizioni”. Uno scarto deciso rispetto al passato, un invito ad abbattere i pregiudizi, almeno quelli linguistici.
In inglese right significa destra, ma anche giusto. In francese gauche, cioè mancino, vuole anche dire sgraziato. In spagnolo l’espressione no ser zurdo si usa per “essere intelligente”, ma il senso letterario sarebbe “non essere mancino”. L’italiano, poi, abbonda di modi di dire non proprio galanti: “tiro mancino”, “sei sceso dal letto con il piede sinistro”… Retaggio, secondo i più, di antiche usanze. I romani si erano inventati l’abitudine di porgere la mano destra come segno di fiducia dovendo abbandonare la presa sulla spada.
L’Agenzia delle Entrate indaga sull’eredità Agnelli
Via Repubblica.it L’Agenzia delle entrate indaga sull’eredità Agnelli, come annuncia il Tg5 delle 20. E’ l’inevitabile sbocco della vicenda che vede da 6 anni Margherita Agnelli (figlia dell’Avvocato) contrapposta alla madre Marella sui lasciti del padre. Nel mirino ci sarebbe una somma superiore al miliardo di euro depositata in Svizzera e mai dichiarata al Fisco. … Leggi tutto
Clonefeed: il post FriendFeed porta all’Open Source ?
I profughi dell’acquisizione di FriendFeed da parte di Facebook puntano a un clone open source del loro giocattolone sociale preferito. There’s a movement to create a “CloneFeed“, sort of a FriendFeed clone built with the concept of being federated and Open Source.
Nokia Office
Via Repubblica.it Un tempo si ignoravano bellamente, arroccati com’erano sui propri feudi: il mondo dei computer per Microsoft e quello della telefonia cellulare per Nokia. Poi sono cominciate le scaramucce: da una parte la versione smartphone di Windows Mobile, dall’altro Symbian, il cuore di ogni telefonino Nokia di ultima generazione. Infine è arrivato il tempo … Leggi tutto
Commissionare omicidi per far aumentare lo share TV
Commissionava omicidi per aumentare lo share del suo show televisivo. Questo, secondo il capo della polizia Thomaz Vasconcelos, il modus operandi di Wallace Souza, deputato e speaker televisivo di una popolare trasmissione brasiliana.
Secondo le forze dell’ordine, Wallace selezionava il suo obiettivo, lo faceva uccidere e dava l’anteprima ai suoi reporter che arrivavano sul luogo del delitto sistematicamente prima della polizia locale. Per il presentatore, oltre all’accusa di complicità in cinque omicidi, anche quella di spaccio di droga. Per Vasconcelos, infatti, il deputato si sarebbe specializzato nell’uccidere altri trafficanti «per liberarsi dei suoi rivali e aumentare l’audience del suo show televisivo».
Berlusconi: è emergenza privacy
I dipendenti di Chi (Gruppo Mondadori) in panico
Ricette indigeste per l’editoria
Si è accentuato in questi giorni il dibattito sul pagamento delle notizie on line lanciato da Murdoch e ripreso da altri editori. Non più tardi di ieri sono filtrate indiscrezioni secondo le quali “The Guardian” stesso starebbe pensando ad un’area riservata a pagamento, << un club >>, all’interno del proprio sito.
In Italia ci limitiamo a seguire il dibattito ed in realtà nessun quotidiano/editore ha annunciato di voler seguire la strada del pagamento delle notizie on line. Sembrano tutti molto cauti e, seppur possibilisti al riguardo, il tema alle nostre latitudini resta ancora relativamente marginale.
L’umiltà e l’intelligenza di dire No
La scelta di Michael Schumacher di non riprendere a correre in Formula 1 per sostituire Felipe Massa dimostra l’intelligenza del personaggio che ha scelto di non rischiare inutilmente. Ritornare sarebbe stato per lui una fonte di gloria e denaro. Desistere è una scelta da uomini veri. La sapessero fare molti della gerontocrazia politico-economica italiana non … Leggi tutto
Un doveroso e necessario momento di stop
La situazione professionale e umana del titolare di questo blog continua a non migliorare, anzi volendo ci sono sintomi di peggioramento. E’ necessario fermarsi, sospendere, ripiegarsi, riflettere e lasciare non sappiamo fino a quando, il pilota di questo blog alla sua stimata blogsitter che da giorni sta postando alacremente. Il titolare di questo blog ha … Leggi tutto
La FIEG studia il passaggio ai contenuti a pagamento
L’ANSA ci racconta che esiste un prestigioso steering commitee FIEG sulle news a pagamento
Le news on line a pagamento potrebbero essere introdotte presto anche in Italia. A pochi giorni dalla sfida lanciata dal magnate australiano Rupert Murdoch, che ha annunciato che entro un anno i suoi media faranno pagare l’informazione sul web, il presidente della Federazione italiana editori giornali, Carlo Malinconico, in un’intervista all’ANSA spiega che è già al lavoro un comitato per individuare le possibili formule, da sottoporre poi alla libera scelta di ogni editore. Parole chiave: flessibilità, prezzi ragionevoli e condizioni trasparenti da parte di motori di ricerca e provider. “C’é la profonda convinzione, da parte degli editori – sottolinea Malinconico – della necessità di valorizzare con ogni mezzo il prodotto editoriale proprio nel momento in cui si accetta la sfida della convergenza multimediale. Occorre fare i conti con il luogo comune secondo cui l’informazione deve essere gratuita, dimenticando che per produrre i contenuti giornalistici i costi sono rilevanti. Senza risorse non c’é qualità. Ma dobbiamo evitare l’illusione che il passaggio sia semplice e indiscriminato”. Anche per questo la Fieg ha creato “un gruppo di lavoro, uno ‘steering committee’, presieduto da Piergaetano Marchetti – annuncia – che affronterà il tema della valorizzazione dei contenuti editoriali in relazione alle nuove tecnologie informatiche e di comunicazione”.